italian english

Sostenibilità

Partito ufficialmente il Progetto C2CC: Cradle-to-Cradle Composites che vede partner ENEA e Centro Ricerche Fiat nello sviluppo di materiali innovativi per il settore automotive.

Auto futuro C2CC materiali compositi

L'auto del futuro non dovrà essere solo efficace dal punto di vista del consumo energetico e delle emissioni, ma anche, e soprattutto, un bene facilmente riciclabile ed ecologico in se; per usare un'espressione colorita: dalla culla alla culla.

Leggi tutto...

Legambiente, WWF Italia, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Cittadini per l'Aria e Transport & Environment hanno inviato al Governo un decalogo di raccomandazioni minime prioritarie (e non esaustive) da inserire nella stesura definitiva del PNIEC 2030.

emissioni trasporti PNIEC

Dopo che la Commissione europea ha pubblicato le sue valutazioni sulle 28 proposte dei Paesi membri circa i rispettivi Piani Nazionali Integrati Energia e Clima al 2030, evidenziando gravi lacune ben distribuite fra gli Stati UE, in data 1° luglio, un panel di associazioni ambientaliste ha presentato al Governo italiano un decalogo di proposte per la decarbonizzazione del settore Trasporti e la miglioria del PNIEC italiano.

Leggi tutto...

È stato utilizzato meno carbone per produrre calore ed elettricità, ma industria e trasporti hanno compensato la diminuzione con maggiori emissioni.

emissioni auto_inquinamento_morti

Secondo gli ultimi dati ufficiali pubblicati dall'Agenzia europea dell'ambiente, nel 2017 le emissioni totali di gas a effetto serra nell'Unione europea sono aumentate dello 0,7%.

Dal 1990 al 2017, l'UE ha ridotto le proprie emissioni nette di gas a effetto serra del 21,7%, superando l'obiettivo di riduzione del 20% fissato per il 2020.

Leggi tutto...

Una analisi di Transport & Environment effettuata sui Piani Nazionali per l'Energia e il Clima presentati dai 28 Paesi europei per quanto riguarda il settore dei trasporti mostra che in quest'ambito i Paesi membri sono ben lungi dagli obiettivi al 2030 e al 2050.

Trasporto traffico emissioni europa

I progetti dei Piani Nazionali per l'Energia e il Clima (National Energy Climate Plans - NECP) presentati dai 28 Paesi europei in vista degli obiettivi energetici e climatici al 2030 sono in larga parte insufficienti se si vanno ad analizzare dal punto di vista del trasporto.

Ad affermarlo è una nota dell'Associazione Transport & Environment che ha valutato tutti i NECP presentati dai Paesi membri entro la fine dello scorso anno cercando di comprendere se questi fossero compatibili o meno con gli obiettivi del 2030 e soprattutto allineati nella prospettiva della decarbonizzazione dei trasporti a lungo termine.

Ebbene, secondo T&E i risultati sono quanto meno sconfortanti: solo i Paesi Bassi, il Regno Unito e la Spagna hanno ottenuto un punteggio superiore al 50% nella classifica; tutto il resto d'Europa, non riuscirà a ridurre l'inquinamento provocato dai trasporti.

Addirittura la Germania, la più importante realtà economica dell'Eurozona, si classifica al quindicesimo posto e potrebbe pagare milioni di euro per il mancato raggiungimento degli obiettivi condivisi, tra l'altro ha rinviato la decisione fino alla pubblicazione della versione finale del suo piano previsto per la fine di quest'anno.

Il nostro Paese non è messo meglio, dal momento che si piazza in diciassettesima posizione e prevede nel prossimo futuro di spingere il mercato interno verso le alimentazioni a gas, nonostante queste tipologie di veicoli emettano più gas a effetto serra dei veicoli a benzina e diesel.
Insomma, tutti i paesi dovranno attuare politiche molto più efficaci rispetto a quanto è stato proposto fino ad oggi per ridurre le emissioni dei trasporti.

Ma non è tutt'oro quel che luce per i Paesi sul podio.
I Paesi Bassi hanno sì annunciato lo stop alla vendita delle auto a combustibili fossili al 2030, riducendo le emissioni complessive di trasporto del 29% rispetto ai livelli del 2005, tuttavia la sua prima posizione nella classifica è subordinata a un progetto di accordo sul clima nazionale del quale il governo locale ha già previsto un indebolimento.

D'altro canto, il Regno Unito e la Spagna hanno presentato Piani simili con analogo divieto di commercializzazione di automezzi a combustibili fossili al 2040, un range temporale decisamente troppo breve per raggiungere l'obiettivo di decarbonizzazione dell'intera flotta nazionale al 2050. Inoltre, tanto gli impegni del Regno Unito, quanto quelli spagnoli, non sono vincolanti.

"Al momento la maggior parte dei piani climatici dei trasporti dei governi dell'UE li vedrà sfuggire agli obiettivi vincolanti delle emissioni del 2030. Ciò significa che potrebbero essere portati in tribunale e multati, o essere costretti a pagare per le riduzioni delle emissioni in altri paesi dell'UE", ha dichiarato Carlos Calvo Ambel, trend and analysis director di T&E.

E c'è anche chi, in Europa, fa spallucce.
Ad esempio la Bulgaria che, nel suo Piano, non prevede nulla nella direzione del taglio emissioni di camion, furgoni, aerei o spedizioni, così come l'Ungheria ha dichiarato addirittura che farà crescere le sue emissioni di trasporto del 30% rispetto ai livelli del 2005.

A questo punto la palla passa alla Commissione che dovrà analizzare e verificare ogni Piano nazionale sull'Energia e il Clima prima della fine di giugno, mentre i Paesi membri dovranno redigere la versione definitiva entro la fine del 2019.

Ma le cose non sembrano andare per il verso giusto dal momento che molti Paesi si stanno smarcando dagli obiettivi condivisi al 2030 e quindi secondo le norme dell'UE finiranno per acquistare miliardi di crediti in euro dagli Stati membri più virtuosi.

Intanto, però, da parte di T&E non si ignorano i risultati delle elezioni europee che confermano i successi delle coalizioni più sensibili alle problematiche ambientali al punto di farne il centro della loro istanza politica: "L'onda verde delle elezioni europee dimostra che gli europei vogliono l'UE per difendere l'ambiente", ha commentato Carlos Calvo Ambel e ancora, alludendo al movimento di protesta Friday For Future, ha concluso affermando: "La nuova Commissione dovrebbe rimandare i governi ai tavoli di progettazione e dire loro di elaborare strategie che tengano in considerazione e non ignorino i giovani che marciano sulle loro strade".

I diesel sporchi non richiamati vengono persino spediti nei Paesi dell'Est Europa, poiché sono sempre più soggetti a divieti nelle città occidentali, come Parigi, Madrid e Amburgo.

inquinamento-oms

Dal 2015 sono stati richiamati solo 10 milioni dei 43 milioni di auto e furgoni diesel altamente inquinanti coinvolti nello scandalo delle emissioni Dieselgate.

A lanciare l'allarme, l'associazione Transport & Environment (T & E), che ha analizzato i dati UE e ha spiegato che i richiami totali non saranno effettuati neanche entro i prossimi 2 anni, nonostante le correzioni di software richiedano solo la forma più economica e meno efficace.
Secondo una recente analisi di T & E, sulle strade europee circolano ancora 43 milioni di veicoli diesel inquinanti, che rappresentano la causa principale dei superamenti tossici di NO2 nelle città, e superano di ben 3 volte i livelli di emissioni di NOx, causando gravi danni alla salute umana.

Leggi tutto...

Iscrizione newsletter

Inscriviti alla nostra newsletter...
potrai ricevere aggiornamenti specifici
scegliendo le news più adatte a te.

Questo sito utilizza cookie in conformità alla policy Free Service Group S.r.l. e cookie. Proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information