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Mercati

La cifra, in aumento del 3,7% rispetto al 2017, ha compensato l’attività di oltre 83.000 officine di autoriparazione italiane.

Manutenzione auto

Nel 2018 gli italiani hanno speso 32,1 miliardi di euro per la manutenzione e la riparazione delle loro autovetture, secondo la stima dell’Osservatorio Autopromotec.

Rispetto alla spesa dell’anno precedente (30,9 miliardi), nel 2018 la cifra è aumentata del 3,7%, a causa di 3 fattori:

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Il mese di marzo segna una flessione del 3,6%, così come il primo trimestre 2019 a -3,2%.

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I 31 Paesi dell’Unione europea allargata all’EFTA hanno registrato 1.770.849 nuove immatricolazioni a marzo 2019 con un calo tendenziale del 3,6%, secondo i dati diffusi da ACEA, con una diminuzione in volumi di circa 66.400 unità.
I 5 major market hanno immatricolato il 76% del mercato UE-EFTA, con 1.345.721 autovetture (-3,5%).

La chiusura del primo trimestre è quindi negativa, con diminuzioni delle vendite in tutti i maggiori mercati tranne la Germania, che resta sui livelli del primo trimestre 2018.
Il consuntivo gennaio-marzo chiude infatti con 4.146.152 autovetture nuove e una contrazione del 3,2% dovuta a cali in 21 dei 31 mercati considerati.

Secondo il Centro Studi Promotor, dai dati statistici diffusi e dal contesto economico, scaturisce un quadro del mercato europeo dell’auto penalizzato dalla demonizzazione del diesel, dal rallentamento economico e dalla Brexit.

“Difficile fare previsioni sull’andamento del mercato per i prossimi mesi, - ha affermato Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA - anche se le tensioni che caratterizzano lo scenario internazionale ed europeo in questo momento, insieme al rallentamento dell’economia mondiale, lasciano presagire mesi non facili. Non dimentichiamo, infine, il significativo impatto che il quadro normativo europeo sulla riduzione delle emissioni di CO2 delle nuove vetture immatricolate entro il 2021 e, successivamente, entro il 2025 e 2030, ha sui piani di sviluppo dei Costruttori europei di auto”.

L’andamento peggiore nella pattuglia dei 5 grandi mercati dell’area lo ha fatto registrare il mercato italiano, che è in calo del 9,6% in marzo e del 6,5% nel primo trimestre.
È andata un po’ meglio alla Spagna che ha accusato un calo in marzo del 4,3% e nel primo trimestre del 6,9%.
Negativo, ma non troppo, il risultato della Francia, che ha chiuso marzo con un calo delle immatricolazioni del 2,3%, mentre il primo trimestre ha contenuto i danni in un risicatissimo -0,6%.
In Francia, le autovetture vendute nel primo trimestre sono state lo 0,6% in meno e nel mese di marzo sono calate del 2,3%.
Nel Regno Unito, che rispetto al resto d’Europa ha un ulteriore elemento di preoccupazione costituito dalla Brexit, le immatricolazioni sono calate in marzo del 3,4% e nel primo trimestre del 2,4%.
Meglio di tutti, in questo contesto complessivamente non positivo, ha fatto la Germania che ha chiuso il primo trimestre sui livelli dello scorso anno (+0,2%) e in marzo ha accusato una piccolissima perdita (-0,5%).

Dall’analisi del mercato per alimentazione, si registra un altro pesante calo delle immatricolazioni di auto diesel: -25% su marzo 2018 e 45% di quota.
Le vendite di auto a benzina raggiungono il 41% di quota e quelle ad alimentazione alternativa si attestano al 13,6%, di cui lo 0,5% di auto a zero o a bassissime emissioni (complessivamente oltre 1.000 unità).

Il tutto si è tradotto in un aumento delle emissioni medie di CO2 delle nuove auto.
I consumatori infatti non si affrettano a comprare veicoli elettrici per l'alto prezzo all’acquisto, l'infrastruttura di ricarica non capillare sul territorio e l'effettiva convenienza economica comparando tutte le componenti relative al costo iniziale più il costo di utilizzo rispetto alle versioni con motore endotermico.

Oggi ci sono circa 150.000 punti di ricarica pubblici per le auto elettriche disponibili nell'UE e almeno 2,8 milioni saranno necessari entro il 2030, secondo le stime prudenti della Commissione europea.
I governi nazionali e i responsabili politici dell'UE dovranno quindi impegnarsi molto duramente per fare gli investimenti infrastrutturali affinché le vendite di auto elettriche possano davvero decollare in Europa.


Secondo le Associazioni di categoria, il mercato è stato penalizzato dall’entrata in vigore del bonus-malus con molti punti non chiariti.

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Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il mese di marzo ha registrato 193.662 immatricolazioni rispetto alle 214.250 dello stesso mese 2018, con una flessione del 9,6%.
Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 41,7% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato l’11,2% dei volumi di vendita mensili.

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La demonizzazione del diesel ha inciso pesantemente sul mercato dell'usato, mentre i prezzi delle vetture nuove non ne hanno risentito.

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Secondo gli indici Istat sui prezzi al consumo, tra il 2015 e il 2018 i prezzi per l’acquisto di auto nuove in Italia hanno fatto registrare un aumento modesto del 3,4%.
Se consideriamo 100 il dato del 2015, infatti, nel 2018 i prezzi delle vetture nuove si sono attestati a quota 103,4.
Per le automobili usate, invece, il calo dei prezzi è stato decisamente marcato (-6,3%), passando da quota 100 a 93,7.

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Le attività di autoriparazione e quelle collaterali al mondo dell’assistenza auto registrano una lieve crescita dello 0,3% rispetto al 2017.

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La somma tra le attività di autoriparazione e le altre attività collaterali al mondo dell’assistenza auto costituisce a fine 2018 una rete composta da 117.575 imprese, di cui fanno parte carrozzerie, centri di revisione, elettrauto, gommisti, meccanici, autolavaggi, officine dei concessionari e stazioni di servizio.

Il numero delle imprese italiane operative nel settore dell’assistenza agli autoveicoli ha registrato una lieve crescita dello 0,3% rispetto al 2017, quando la rete nazionale era costituita da 117.167 imprese.

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