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La scomposizione termica potrebbe rappresentare la soluzione definitiva al problema dello smaltimento degli pneumatici fuori uso.

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Il suo nome è Tyrebirth ed è un processo innovativo e all'avanguardia che permette di riciclare PFU attraverso l’utilizzo delle microonde.

A finanziare la ricerca è il Gruppo CAF, azienda toscana che si occupa di sollevamento pesante, bonifiche e smaltimento rifiuti, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze e dei due chimici Piero Frediani, già professore ordinario di Chimica industriale, Silvio Occhialini, coordinatore del progetto, e dei loro collaboratori Luca Rosi, Marco Frediani, Andrea Undri e Stefano Meini.

Tyrebirth sfrutta il trattamento termico per il riciclo degli pneumatici basato sulle microonde, producendo energia e materiali interamente riutilizzabili.
Il principio è quello della pirolisi, ma la novità consiste proprio nell'utilizzo delle microonde che, agendo sulla struttura molecolare, in 30 minuti riesce a scomporre uno pneumatico e a produrre energia che serve per auto-alimentare l’impianto e materiali che vengono interamente reimpiegati.
In particolare, i PFU vengono trasformati in idrogeno, metano GPL (15%), Gasolio (40%), Carbon black (40%) e ferro (5%).

Secondo il Gruppo CAF, il metodo rappresenta una soluzione green al problema dello smaltimento degli pneumatici con numerosi risvolti positivi per l'ambiente, in quanto il processo non prevede emissione di fumi ed è autonomo dal punto di vista energetico, poiché si autoalimenta.
Il materiale prodotto durante il procedimento, inoltre, è più volte riciclabile (ferro) o è completamente utilizzabile nei principali processi industriali (gasolio, carbone, idrogeno).

Siamo di fronte ad una innovazione che potrà cambiare profondamente le abitudini del comune smaltimento degli pneumatici. – ha dichiarato il presidente del Gruppo CAF, Simone Gramigni - Adesso si apre la sfida vera: dopo la fase di sperimentazione e ricerca, Tyrebirth è pronto per misurarsi con il mercato, sia nazionale che internazionale, assumendo carattere e dimensioni di un processo industriale vero e proprio”.

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Al momento, è già stato sviluppato un forno in grado di lavorare 20 pneumatici alla volta e in un ora, con 6 macchinari si possono scomporre circa 120 pneumatici.

L’invenzione, che ha già ottenuto due brevetti di ricerca depositati in Europa, Stati Uniti, Canada e Australia, sarà presente in questi giorni anche alla XX edizione di Ecomondo a Rimini.

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