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Bocciato da parte del Parlamento europeo il pedaggio delle autobahn tedesche previsto solo per gli automobilisti stranieri perché discriminatorio e contrario ai principi di libera circolazione.
 

autostrada-germania 

Discriminatoria verso gli automobilisti non tedeschi”. Così è stata definita dal Parlamento europeo la decisione della Germania di applicare un pedaggio sulla rete autostradale nazionale, e per questo bocciata pochi giorni fa con 510 voti favorevoli, 126 contrari e 55 astensioni.

La “vignette” incriminata - in italiano, bollino o contrassegno di pedaggio - denominata anche “PKW-Maut” aveva già suscitato diverse polemiche negli anni scorsi, sin dal momento della sua presentazione, non solo tra gli altri paesi dell’UE, capitanati dalla confinante Austria, ma anche tra gli stessi parlamentari tedeschi. Nonostante i dubbi di legittimità sollevati dagli eurodeputati, la Germania era andata avanti per la sua strada e il Consiglio dei Ministri di Berlino aveva approvato la misura a gennaio di quest’anno, ignorando di fatto le proteste degli Stati membri.

Allo stesso tempo, la Commissione europea, a settembre 2016, aveva rinviato la Germania davanti alla Corte di Giustizia dell’UE, che si è appunto espressa la settimana scorsa, prendendo la sua decisione prima dell’entrata in vigore del provvedimento, prevista per il 2019.

Il pagamento, così come precisato dalla normativa emanata nel 2014 dal ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, avrebbe dovuto avvenire con un bollino che avrebbe avuto un costo annuo variabile da 67 a 130 euro, a seconda della cilindrata e delle emissioni di CO2, e sarebbe stato acquistabile anche con validità di 10 giorni da 2,50 a 25 euro, sempre secondo lo stesso criterio.

In apparenza, il pedaggio sembra riguardare tutti gli automobilisti. In realtà, però, i cittadini tedeschi con auto immatricolata in Germania avrebbero beneficiato di uno sconto sulla tassa di circolazione, continuando di fatto a viaggiare gratis sulle loro autostrade e, in alcuni casi, risparmiando rispetto al passato. Quindi sarebbe stata solo una tassa prevista per gli automobilisti stranieri. Ed ecco il perché dell’accusa di “discriminazione” e di essere contraria ai principi di libera circolazione su cui si fonda l’Unione Europea.

Il dispositivo approvato - si legge nella risoluzione - non impone un pagamento supplementare all’automobilista tedesco e mantiene quindi la discriminazione indiretta fondata sulla nazionalità”. Per questo, il Parlamento Europeo ha dato lo stop, e gli eurodeputati chiedono ora alla Commissione Ue di chiarire anche secondo quali elementi il sistema modificato dalla Germania abbia permesso la sospensione della procedura di infrazione aperta contro Berlino.

L’aula di Strasburgo ha bocciato il sistema di pedaggio tedesco in quanto discrimina gli stranieri e viola il diritto dell’Unione. Bacchettando la Germania, oggi l’Europarlamento ha acceso i riflettori su uno dei nodi da sciogliere dell’intera UE - ha dichiarato Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia-PPE e membro della Commissione Trasporti - Da un lato abbiamo un sistema differenziato sulla base della nazionalità, dall’altro una procedura di infrazione verso Berlino che è stata sospesa senza capire bene il perché”.

Già in Commissione Trasporti - conclude Salini - ho assistito all’incursione dei colleghi tedeschi nel tentativo di eliminare il riferimento alla violazione dei principi contenuti nei trattati europei. Ribadisco con forza che un sistema di rimborso basato sulla nazionalità è discriminatorio, ostacola la mobilità e indebolisce il mercato unico oggi. L’Europarlamento si è confermato un’istituzione preziosa per il futuro dell’Unione: si è schierato dalla parte dei cittadini europei e ha respinto come inaccettabile l’idea di una velocità solo tedesca, a discapito degli altri Paesi membri”.

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