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Nonostante la ripresa del mercato, i dati del 2017 nascondo ombre e ambiguità.

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Nonostante un leggero rallentamento rispetto al trend dei nove mesi dovuto forse a un giorno lavorativo in meno, anche il mese di settembre, per il mercato dell’auto, si conferma tonico.
Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a settembre sono state immatricolate 166.956 auto nuove, in crescita dell’8,1% rispetto allo scorso anno.
Il dato appare ancor più positivo se si considera che il confronto si fa con un settembre 2016 particolarmente dinamico (+18%).

Il consuntivo dei primi nove mesi dell’anno archivia 1.533.710 nuove autovetture e un incremento del 9% a fronte delle 1.407.020 auto vendute nello stesso periodo del 2016.
Il mercato dell’auto, dopo essere cresciuto del 16% sia nel 2015 che nel 2016, continua il suo recupero, anche se ovviamente con tassi di incremento più contenuti.

“Il mercato continua a dare ottimi segnali di salute e di interesse del pubblico nei confronti del nostro settore e della mobilità privata - ha commentato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere - tuttavia dobbiamo rilevare che il fenomeno delle autoimmatricolazioni, finalizzate a sostenere le quote di mercato, comincia ad acquisire contorni importanti, rendendo più complesso il dimensionare correttamente le previsioni per il 2018”.

Da un’analisi condotta ad hoc dal Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE risulta, infatti, che il livello delle giacenze di autovetture autoimmatricolate presso la sola rete dei concessionari ha raggiunto le 168.000 unità, che rappresentano oltre un mese di vendita.

Dataforce stima che il 48% delle targhe di settembre è stato immatricolato negli ultimi tre giorni e, come è noto, gran parte di queste sono “km zero”.
È una tendenza che, mese per mese, sta crescendo. Infatti, nel cumulato annuo (gennaio-settembre), le km zero e le “demo” targate dalle case auto e dai concessionari sono già state 252.000 unità. Una quota enorme perché è pari al 15,4% dell’intero mercato.
Dataforce ritiene che se il 2016 era stato l’anno di maggior incremento delle km zero (con una quota del 10,9% sul totale delle immatricolazioni), il 2017 si sta confermando un vero e proprio anno record.
A dicembre, se dovesse mantenersi questo trend – e non ci sono motivi per prevedere altro – si dovranno contare oltre 335.000 tra “demo” e “km zero”.

“Noi non siamo mai stati contro le kmzero che, circa dal 2000 ad oggi, si sono rivelate un vero e proprio canale di vendita. - ha spiegato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia - Siamo però preoccupati perché in questa misura potrebbero diventare una patologia, ammesso e non concesso non lo siano già. Che qualcosa non vada nel verso giusto lo rileva anche la flessione del canale privati (-4%), che già nei mesi scorsi aveva mostrato segnali di sofferenza. Crescono invece le partite iva (+25,4%), tra le quali si trovano le kmzero, e i noleggi (+27,4%)”.

Non solo. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “vi è ancora da soddisfare una consistente quota di domanda di sostituzione rinviata durante la crisi ed inoltre la formidabile innovazione tecnologica che ha investito l’automobile negli ultimi anni renderà presto obsoleti anche modelli di auto che oggi vengono considerati pienamente rispondenti alle esigenze medie degli utilizzatori”.

Il mercato sta vivendo finalmente la ripresa tanto attesa, ma a ben leggere i numeri bisogna saper evidenziare anche le cose che non vanno.
E nei dati del 2017 ci sono diverse ombre.


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