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Calano le emissioni medie ponderate di CO2 nei nuovi veicoli ma il parco auto italiano è ancora troppo anziano.

ottobre2017

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in ottobre sono state immatricolate in Italia 157.900 autovetture con un incremento sul 2016 del 7,10%, mentre nei primi 10 mesi dell'anno le vendite totali di automobili nuove sono state 1.692.047 per un incremento dell’8,9% rispetto ai 1.554.433 veicoli venduti nel periodo gennaio-ottobre 2016.
Si tratta di un risultato positivo che conferma che il mercato dell’auto dopo un 2015 e un 2016 in forte crescita (+16% in entrambi gli anni) continua a recuperare, anche se non più con tassi a due cifre.

Un mese ancora positivo, - ha commentato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto - sostenuto dall’efficacia delle promozioni messe in pista da case e concessionari, e dall’apporto determinante delle autoimmatricolazioni, ovvero delle kilometrizero, che sono state circa 28.000. Di queste, secondo DataForce, 6.400 sono state immatricolate in capo alle case auto e 21.600 dai concessionari. Confermata quindi la tendenza che proietta le kilometrizero a oltre 300.000 unità nel 2017, pari al 15,5% dell’intero mercato, con un aumento di circa il 42% rispetto al 2016. Il tutto mentre il canale privati, vera cartina di tornasole della salute del mercato, su base annua fa segnare un -5,6%”.

Resta comunque invariata la previsione dei vari analisti per l’intero 2017 che vede il volume di immatricolazioni intorno ai 2.000.000 di unità, dovuta in parte al progetto di legge di bilancio per il 2018 che non prevede che il superammortamento venga rinnovato anche per gli autoveicoli e le autovetture utilizzate come beni strumentali.
In relazione a questo fatto si pensa che vi possa essere un’accelerazione delle immatricolazioni di questo tipo di autovetture dovuto alla scadenza dell’agevolazione al 31 dicembre.
Tuttavia, il progetto di legge di bilancio prevede che l’agevolazione si applichi alle autovetture destinate ad uso strumentale ordinate entro il 31 dicembre 2017 e consegnate entro il 30 giugno 2018. L’effetto della fine del superammortamento si spalmerà quindi negli otto mesi che vanno da novembre al giugno prossimo.
Anche il 2018 potrà quindi contare su questo apporto che contribuirà a migliorare prospettive che si presentano già positive anche perché la domanda di autovetture sta rispondendo prontamente agli stimoli provenienti dall’accelerazione della ripresa dell’economia e dal sensibile miglioramento della fiducia delle famiglie e delle imprese che risulta dagli indicatori dell’Istat.

Il superamortamento ha in parte contribuito allo svecchiamento del parco auto e all'immissione nel mercato dell’usato vetture più fresche che certo hanno dato il loro contributo.
Inoltre, con l’autunno si è risollevata l’attenzione alle emissioni, amplificata dai recenti incendi della Val di Susa, riportando alla ribalta i temi urgenti dello svecchiamento del parco circolante.

Da un'analisi condotta dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, risulta infatti che, su un parco realmente circolante di 36,4 milioni di vetture (a dicembre 2016), il parco anziano è composto da 1,6 milioni di vetture ante direttiva Euro (cioè l’epoca della marmitta catalitica sui motori a combustione interna e immatricolati prima del 1993); 2,2 milioni di auto Euro 1 e 4,3 milioni di Euro 2, per un totale di 8,1 milioni di vetture ante Euro 3, cioè immatricolate prima del 2001, quindi con oltre 16 anni di vita (il 22% del parco realmente circolante).

Al momento, la velocità di uscita dal parco di queste vetture è molto lenta: se si valutano infatti le radiazioni, con la loro attuale velocità si impiegherebbero ben 32 anni per smaltire tutte le vetture ante Direttiva Euro, 25 anni per eliminare tutte le Euro 1 e 10 anni per le Euro 2.

È necessaria quindi – ha spiegato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – un’azione determinata dei Decisori locali e nazionali che, nel definire i loro imprescindibili interventi, tengano conto delle caratteristiche del parco e assumano provvedimenti con l’obiettivo di sostituire i veicoli obsoleti, meno sicuri e più inquinanti. In particolare, sarebbero auspicabili interventi strutturali e leve fiscali funzionali, che sfruttino in maniera ottimale tutta la gamma di autovetture oggi disponibili, in ottica tecnologicamente neutrale, includendo, quindi, anche le Euro 6”.

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, le emissioni medie ponderate di CO2 nei nuovi veicoli immatricolati nei primi 10 mesi del 2017 risultano in ulteriore riduzione di quasi mezzo punto percentuale avendo raggiunto il valore di 112,3 g/km contro i 112,8 g/km del 2016 e ancora meglio del 113,2 g/km del 2015 e del 116,9 g/km del 2014, prima dell’introduzione dell’Euro 6 (1/9/2015): gli Euro 6 hanno, quindi, consentito una riduzione nelle emissioni medio ponderate di CO2 delle auto nuove di circa 4,5 g/km; saranno circa 126.000 tonnellate di CO2 risparmiate nel 2017 rispetto a 3 anni fa.

Sul fronte delle alimentazioni, si nota, in effetti, una certa propensione verso il green.
Continuano a crescere le motorizzazioni ibride (+90,1%) che totalizzano 6.636 unità e passano dal 2,3% al 4,2% di rappresentatività e per quelle alimentate con Gpl (+30,9%).
Anche le alimentazioni elettriche registrano un robusto incremento a dispetto dei volumi ancora a tre cifre (+50,7%); restano sostanzialmente stabili le alimentazioni diesel (+0,9%) e metano (+0,9%), mentre cresce leggermente il mercato della benzina (+8,1%).
In particolare nel canale dei privati la crescita delle motorizzazione ibride ed elettrica è ancora più significativa (rispettivamente +106% e +127%).

Analizzando i canali di vendita, ad ottobre finalmente tornano a crescere i privati dopo due mesi di flessione segnando un incremento del 4,0% con 92.707 vendite ma, crescendo meno del mercato, si ritrova a perdere quasi il 2% di rappresentatività rispetto allo scorso anno, attestandosi sul 58,0% di quota.
Positivi anche i risultati del noleggio, sia nel breve (+10,6%) che nel lungo termine (+13,8%) e che, complessivamente, chiude con 29,743 unità (+13,0%) e una quota del 18,6% (+1%), ma va rilevato che senza la spinta delle autoimmatricolazioni il noleggio a breve termine segnerebbe un risultato in flessione.
Le società, infine, con 37.385 immatricolazioni, vedono una crescita del 10,1%: anch’essa continua a essere trainata dalle autoimmatricolazioni, senza le quali anche questo canale registrerebbe una performance negativa rispetto allo scorso anno.


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