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Il MATTM annuncia un intervento volto ad ammettere l’utilizzo del fluff per la produzione di CSS (combustibile solido secondario) destinato a cementifici e termovalorizzatori.

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Il Capo Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente, Carlo Maria Medaglia, riconoscendo i passi in avanti compiuti dagli operatori del settore ELV, ha annunciato un intervento del MATTM con un atto amministrativo teso ad ammettere l’utilizzo del fluff per la produzione di combustibile solido secondario (CSS) destinato a cementifici e termovalorizzatori, in quanto formalmente non escluso dal Decreto (n. 22 del 2013) che regola l’End-of-Waste del CSS-combustibile.

L'intervento ministeriale è stato presentato a margine del convegnoIl Recupero dei veicoli fuori uso al centro dell’Economia Circolare”, tenutosi a Rimini nel corso della fiera Ecomondo e organizzato dall’ADA (Associazione Nazionale Demolitori Autoveicoli) aderente a FISE UNIRE (Unione Imprese del Recupero).

Il settore del trattamento dei veicoli fuori uso è composto da oltre 1.500 impianti di autodemolizione, il 44% dei quali localizzati al Nord, il 19% al Centro e il 37% al Sud, che trattano oltre 1 milione di tonnellate di veicoli, quantitativo in crescita, circa 83.000 tonnellate in più rispetto al 2014 (+9%).

L’85% dei materiali provenienti dal trattamento viene avviato a reimpiego e riciclo, ma resta ancora da raggiungere il target europeo che fissa al 95% il recupero complessivo.
Per colmare questo gap del 10%, i materiali ottenuti dalla frantumazione (il cosiddetto fluff), oggi destinati quasi totalmente alla discarica, dovrebbero essere avviati alla valorizzazione energetica, tramite la produzione di combustibile solido secondario.

Accogliamo con estremo favore le anticipazioni del Ministero dell’Ambiente sul futuro possibile destino della frazione leggera proveniente dalla frantumazione dei veicoli. - ha affermato Simone Pollini, Vice Presidente di ADA - Si apre per il nostro settore un nuovo scenario che finalmente ci avvicina ai Paesi europei che hanno già individuato soluzioni adeguate per il trattamento del fluff, consentendo di recuperare in chiave energetica questo materiale, attualmente destinato, in Italia, per la maggior parte a discariche dedicate, particolarmente onerose per chi produce questa tipologia di scarto”.

L'annuncio del Ministero dell’Ambiente a Ecomondo apre la strada proprio all'avvio del fluff al recupero energetico, permettendo all'Italia di raggiungere gli obiettivi europei.

Da diverse analisi merceologiche e chimiche effettuate nel nostro Paese negli ultimi anni, è emerso che il rifiuto prodotto dalla frantumazione dei veicoli fuori uso non è pericoloso se opportunamente trattato in impianti autorizzati e certificati.

Se le promesse del Ministero saranno mantenute, una percentuale significativa delle 200.000 tonnellate di fluff prodotte annualmente in Italia diventerà un combustibile “End of Waste”, potenziando la sostenibilità ambientale ed economica di un settore industriale in crescita e strategico per la circular economy che finalmente potrà raggiungere gli obiettivi europei.


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