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Resta in territorio positivo anche il consuntivo gennaio-ottobre 2017, ma il Regno Unito è in calo da mesi.

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Dopo il calo del 2% in settembre (il primo dopo 45 mesi di crescita), l'Europa dell'auto a ottobre torna in territorio positivo.
Secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, nel mese scorso sono state immatricolate 1.207.982 auto, con un incremento del 5,9% e circa 67.000 unità in più rispetto a 1.140.558 di ottobre 2016.
Resta in territorio positivo anche il consuntivo gennaio-ottobre 2017 con 13.234.599 immatricolazioni di auto nuove, il 3,8% in più dei 12.748.516 dello stesso periodo dell’anno 2016.

Risultano in crescita tutti i mercati nazionali dell’Unione Europea tranne quelli di Finlandia, Regno Unito e Irlanda.

Secondo una analisi sviluppata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, la velocità di uscita dal parco delle vetture più vecchie è troppo lenta: 32 anni per smaltire tutte le vetture ante Direttiva Euro, 25 anni per eliminare tutte le Euro 1 e 10 anni per le Euro 2.

“L’UNRAE - ha dichiarato Romano Valente, Direttore Generale dell'UNRAE - chiede quindi ai Decisori locali e nazionali di assumere provvedimenti idonei a conseguire la sostituzione dei veicoli obsoleti, meno sicuri e più inquinanti. In particolare, raccomandiamo interventi strutturali, leve fiscali funzionali, in ottica di neutralità tecnologica, cioè che premino senza discriminazioni qualunque tecnologia consenta l’obiettivo di emissioni ridotte, includendo, quindi, anche le motorizzazioni Euro 6”.

Analizzando l’andamento dei cinque maggiori mercati (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna), che valgono circa il 74% delle immatricolazioni totali della UE, emerge pesantemente il calo a 2 cifre del Regno unito (-12,2%) con 158.192 unità contro le 180.168 dell’ottobre 2016. Questa tendenza si riflette anche sul cumulato che continua a perdere volumi, registrando 2.224.603 vendite contro 2.330.663 del gennaio-ottobre 2016 (-4,6%).
Le ragioni di questo andamento negativo vanno ricercate nella situazione di incertezza economica e politica dovuta alla prospettiva della Brexit e nel fatto che, a partire da aprile, è stata introdotta una imposta su tutte le auto che emettono CO2 che ha determinato un inversione di tendenza nell’andamento delle immatricolazioni che finora ha portato a 7 risultati mensili negativi consecutivi e a un modesto aumento delle immatricolazioni di vetture a basso impatto ambientale.
A perdere maggiormente quota (-30%) infatti sono state le motorizzazioni diesel, che, con 62.349 unità continuano a soffrire a fronte di un +2,7% della benzina e +36,9% delle alimentazioni a basso impatto ambientale.

Il risultato migliore per incremento delle immatricolazioni è stato messo a segno in ottobre dalla Spagna in cui le immatricolazioni crescono del 13,7%, e ciò in particolare per la domanda delle imprese (+19%) e delle società di noleggio (+8,9%), mentre non si registra, almeno per il momento, alcun impatto della vicenda catalana.

Ottimo in ottobre il risultato della Francia (+13,7%), che nei primi dieci mesi cresce invece del 4,8%. Nella suddivisione per alimentazione il diesel perde il 4,7% rispetto allo scorso anno, proseguendo il trend negativo in corso già da diverso tempo. Crescono, invece, la benzina (+13,6%), le ibride (+1,3%) e le vetture elettriche (16,3%).

Anche in Germania a ottobre le immatricolazioni sono in aumento del 3,9% con 272.855 unità. Calano del 17,9% le autovetture diesel vendute, mentre crescono del 18,8% quelle a benzina. Ottimi i risultati delle elettriche (+86,8% e 2.180 unità) e delle ibride (+67,8% e 8.410 vetture).

“Il tasso di crescita dei primi dieci mesi dell’anno non è particolarmente rilevante, ma è comunque apprezzabile. - ha sottolineato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor - Occorre infatti considerare, che la crescita si riferisce ad un grande mercato in cui, ipotizzano che il tasso di sviluppo dei primi dieci mesi si mantenga invariato anche in novembre e dicembre, le immatricolazioni a fine anno toccheranno quota 15.213.000. Si tratta di un livello di assoluto rispetto, anche se ancora lievemente inferiore (-2,32%) all’ultimo dato ante-crisi (2007). Il calo rispetto a questo livello è dovuto ai paesi della fascia meridionale della zona euro in cui le immatricolazioni stanno però crescendo con tassi sostenuti”.


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