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Calano le vendite di auto nuove diesel e si alza la media delle emissioni medie di CO2 in alcuni grandi mercati, come UK e Germania.

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Secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’Associazione dei costruttori Europei, i Paesi dell’Unione europea allargata all’EFTA, a dicembre 2017, hanno registrato 1.136.552 nuove immatricolazioni, in calo del 4,8% rispetto allo stesso mese del 2016.
Resta, tuttavia, in territorio positivo l'anno 2017 che si chiude con 15.631.687 auto vendute, in crescita del 3,3%, pari a 500.000 registrazioni in più rispetto a gennaio-dicembre 2016.

Ad un primo trimestre in aumento dell’8,2% ha fatto seguito un rallentamento della crescita nel periodo aprile-giugno, che ha quasi dimezzato l’incremento del mercato nel primo semestre (+4,6%). 
Il terzo e quarto trimestre hanno infine chiuso rispettivamente a +1,3% e +2,3%.

Il mercato europeo chiude il 2017 in rialzo per il quarto anno consecutivo.
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Anche i cinque maggiori mercati europei, che hanno pesato per il 72,9% del totale immatricolato nell’anno, hanno terminato positivamente il 2017, con la sola eccezione del Regno Unito, per la prima volta in calo dopo 6 anni.
Anche Finlandia, Danimarca e Irlanda chiudono l'anno in territorio negativo.

Volendo fare delle classifiche, la Germania si conferma il mercato più importante con 3.441.262 immatricolazioni (+2,7%), mentre il più dinamico è il mercato auto italiano con un tasso di crescita del 7,9%.
La Germania con quattro crescite consecutive ha toccato il livello più alto dal 2009, mentre l'Italia è ancora decisamente lontana dai livelli ante-crisi, anche se negli ultimi quattro anni ha avuto una crescita del 51% rispetto al minimo del 2013 e con 1.970.497 immatricolazioni, riconquistando l’ottava posizione tra i maggiori mercati del mondo.
Il Regno Unito ha chiuso il 2017 con il primo risultato negativo (-5,7%) in sei anni, dovuto soprattutto alle incognite della Brexit e all’introduzione nel corso del 2017 di un’imposta legata alle emissioni di CO2.
Nonostante questo risultato, i volumi del mercato del 2017 restano i terzi più alti dell’ultima decade. 
Il mercato francese ha toccato quota 2.110.748 con una crescita del 4,7%.
Il mercato spagnolo infine con 1.234.931 immatricolazioni ha messo a segno un tasso di crescita soltanto lievemente inferiore a quello dell’Italia (+7,7%), ma è comunque ancora lontano dai livelli ante-crisi.
Buone performance dei Paesi dell’est europeo che crescono quasi tutti con tassi a due cifre, mentre è da sottolineare la crescita del mercato greco (+11,7%) e quella del mercato portoghese (+7,1%) che insieme agli altri mercati dell'area mediterranea sono stati particolarmente colpiti dal crollo delle immatricolazioni innescato dalla crisi e dalle politiche lacrime e sangue volute dall'UE.

Nell’anno da poco passato, si segnala la progressiva contrazione delle vendite di auto diesel in diversi mercati europei: in Germania il calo è del 13%; in Francia il decremento è del 5%, in UK il calo è del 17% e in Spagna del 9%. In controtendenza l’Italia, dove il mercato diesel registra un aumento del 7% su base annuale, determinato dalle vendite di auto a gasolio alle società, +21%, mentre le vendite ai privati di auto diesel calano del 6%.
Questa tendenza impone ai costruttori una revisione dei piani di vendita e della produzione.
Le auto diesel producono emissioni di CO2 inferiori alle auto a benzina, le cui vendite risultano in aumento; si tratta di un fattore che incide in modo negativo sulla diminuzione delle emissioni medie di CO2 delle nuove auto immatricolate.

Allargando lo sguardo al resto del mondo, nel 2017 le vendite mondiali di autovetture hanno toccato i 71,3 milioni, con una crescita del 2,5%, secondo le stime di Business Monitor International.
Hanno contribuito alla crescita i mercati emergenti come Brasile (+10%), Argentina (+24%), Cina (+1,4%) e Russia.
La proiezione di Business Monitor International per il 2018 è di 73,91 milioni di autovetture (+3,6% sul 2017) e ancora una volta saranno i mercati emergenti a guidare la crescita nel nuovo anno, in particolare le aree di America Latina e MENA (Medio-Oriente e Nord Africa, in contrazione nel 2017).

“In sintesi – ha spiegato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - il mercato automobilistico mondiale sta vivendo una fase di crescita ininterrotta che dura dal 2010 sostenuta sia dal processo di diffusione dell’automobile nei paesi di recente e relativamente recente motorizzazione, sia dalla domanda di sostituzione nei paesi economicamente avanzati. A dare ulteriore risalto alle prospettive di sviluppo del settore si aggiunge il fatto che la fortissima innovazione tecnologica che ha caratterizzato l’automobile nell’ultimo decennio sta esercitando una forte attrazione sugli automobilisti e ancor più la eserciterà nei prossimi anni ‘20 con l’affermarsi dell’auto a guida autonoma”.


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