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In forte riduzione il canale dei privati e le motorizzazioni diesel, mentre aumentano le emissioni medie di CO2.

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Secondo i dati diffusi dal CED del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a marzo le immatricolazioni di autovetture nuove sono state 213.731, con una diminuzione del 5,8% rispetto alle 226.780 di marzo 2017.
Così, il primo trimestre (quando mediamente si registra il 29% dell’immatricolato annuale) si chiude con 574.130 unità e un calo dell’1,6% rispetto alle 583.162 registrate nel periodo gennaio-marzo 2017, quando il trimestre archiviò un aumento del 12%.

Dall’analisi per canali di vendita risultano il calo delle immatricolazioni a privati (-14,4%) e la crescita delle immatricolazioni a società (+6,7%) e a società di noleggio (+4,8%).

Diversi elementi contribuiscono all’analisi dei risultati del mercato dell’auto in Italia a marzo, che segue un calo dell’1,4% in febbraio e una crescita del 3,4% in gennaio.

Secondo il Centro Studi Promotor, innanzitutto a marzo (come a febbraio) vi è stato un giorno lavorato in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, giorno lavorato che vale circa il 4,5% delle immatricolazioni mensili.
In secondo luogo, dopo la forte ripresa del 2015 (+16%) del 2016 (+16%) e del 2017 (+8%), nel 2018 la corsa delle immatricolazioni rallenta per ragioni fisiologiche.
Inoltre, un freno sulle decisioni di acquisto di beni di consumo durevole è venuto dalla consultazione elettorale a cui sta seguendo una fase post elettorale lunga e piena di incertezze.
Infine la quarta ragione della frenata di marzo è la prosecuzione del rallentamento, in atto fin dall’ottobre scorso, nella politica delle chilometri zero, che, come è noto, sono vetture nuove immatricolate a concessionari per essere vendute come “usato con chilometri zero” con forti sconti nelle settimane successive all’immatricolazione. Diversi marchi anche in marzo hanno allentato la pressione sui “chilometri zero” sia per privilegiare i margini che per consentire alle loro reti di vendita di smaltire scorte di “chilometri zero” accumulate negli ultimi mesi.

“Nonostante il risultato non particolarmente brillante di marzo e del primo trimestre – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor – le prospettive per il mercato automobilistico nel 2018 non sono negative. Ovviamente sulle prospettive del mercato dell’auto nei prossimi mesi influirà l’impatto delle decisioni che verranno assunte (o non verranno assunte) dal Governo di cui si attende la costituzione”.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Federauto.
“A parte la considerazione che quest’anno a marzo abbiamo avuto un giorno lavorativo in meno, - ha spiegato Adolfo De Stefani Cosentino, neo eletto Presidente di Federauto - registriamo che il nostro settore si è surrogato al calo di attività correlato al ponte pasquale, visto e considerato che al 25 del mese le immatricolazioni segnavano un ritardo del 18,78%”.
Secondo l’Osservatorio di mercato di Federauto, infatti negli ultimi tre giorni del mese di marzo sono state registrate oltre 90.000 immatricolazioni di autovetture nuove (43% del totale) ed è interessante evidenziare che secondo le elaborazioni condotte da Dataforce, le autoimmatricolazioni di case e concessionari sono stimate in oltre 31.000 con una percentuale pari a circa il 14% del totale.

Nel dettaglio per alimentazione, in marzo il diesel flette del 9% così come le motorizzazioni a benzina (-3,9%) e Gpl (-10,2%), a fronte dei segni positivi registrati dalle ibride elettriche e dalle ibride plug-in che crescono rispettivamente del 26,1% e del 107,5% (+31,7% e 72,6% nel trimestre).
Si confermano positivi anche i trend del metano, che a marzo registra un +27,9% (+29,8 nei tre mesi) e delle elettriche, che archiviano un +81,7% (+71,9 nel trimestre).

In progressivo aumento le medie ponderate delle emissioni di CO2 che a marzo per le nuove vetture immatricolate è pari a 112,9 g/km, 0,8 g/km in più del marzo 2017.
Il primo trimestre sale a 112,8 g/km mentre a fine 2017 il livello si attestava sui 112,4 g/km.

“Il mercato rallenta - ha commentato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE - e con esso rallenta ulteriormente la capacità dei costruttori di contribuire al rinnovo del parco circolante nonostante le poderose campagne promozionali che di fatto si sono sostituite agli interventi dello Stato in un processo ormai urgente. Pertanto il compito da affidare con urgenza al nuovo Esecutivo è quello di ascoltare le voci della filiera per trovare, insieme, le soluzioni possibili, in ottica di neutralità tecnologica e riprendere un percorso virtuoso che attraverso lo smaltimento del parco anziano consenta di immettere vetture tecnologicamente avanzate nel mercato ed accelerare il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Europa”.


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