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Anche gli oli esausti e i gas di scarico saranno compresi nei nuovi limiti di esposizione fissati per le sostanze tossiche che provocano il cancro.

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Il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali volta a fissare i valori limite degli agenti cancerogeni nocivi a cui i lavoratori europei sono soggetti attraverso l'esposizione, ossia la quantità massima che una sostanza dovrebbe essere presente nell'aria sul posto di lavoro, e/o le notazioni cutanee, ossia la possibilità che una sostanza possa essere assorbita in modo significativo attraverso la pelle.

Si tratta della seconda revisione di una direttiva del 2004 e intende ridurre ulteriormente il rischio contrarre il cancro, che è la causa principale dei decessi correlati al lavoro in tutta l'UE.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha identificato più di 400 agenti cancerogeni o potenzialmente cancerogeni per l’uomo e nel corso dell’attività lavorativa una percentuale di popolazione adulta può essere esposta a fattori di rischio - fisici, chimici, biologici e ambientali - che possono causare la comparsa di una patologia neoplastica.
La rilevanza dei casi di tumore di origine professionale dovuti all’esposizione ad agenti cancerogeni presenti nell’ambiente di lavoro ha determinato un articolato quadro normativo volto a tutelare la salute dei lavoratori esposti a tali sostanze.

La Commissione europea aveva deciso di aggiornare la direttiva del 2004 in varie fasi, sulla base delle analisi scientifiche disponibili.
La prima revisione è stata completata a dicembre 2017 e ha iniziato ad essere applicata il 16 gennaio 2018.
La proposta attuale è stata approvata invece la settimana scorsa con 41 voti favorevoli, 0 contrari e 7 astensioni, pertanto ora possono iniziare i negoziati tra il Parlamento e i ministri dell'UE, poiché gli Stati membri avevano già adottato la loro posizione negoziale nel giugno 2017.
Una proposta relativa a un terzo lotto di sostanze cancerogene è invece prevista entro la fine del 2018.

I settori interessati dall'attuale iniziativa del Parlamento europeo comprendono l'edilizia, l'industria siderurgica e quella automobilistica.
Uno studio condotto dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha infatti dimostrato che i lavoratori di tali settori sono maggiormente a rischio di esposizione ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro e tale rischio è indirettamente proporzionale alla loro competenza: i lavoratori impiegati in attività meno qualificate sono i più vulnerabili.

Le sostanze sottoposte a valori limite di esposizione e/o notazioni cutanee sono: tricloroetilene, 4,4-metilendianilina, epicloridrina, dibromuro di etilene, dicloruro di etilene e miscele contenenti benzo(a)pirene.
I deputati hanno deciso di normare anche i livelli di esposizione per gli oli esausti dei motori automobilistici, ferroviari, navali, aerei e dei macchinari portatili, comprese le seghe a catena e le falciatrici da giardino.
Il Comitato scientifico sui limiti dell'esposizione professionale ha infatti accertato che tali oli potrebbero essere assorbiti attraverso la pelle con effetti potenzialmente dannosi.
Al fine di proteggere i 4 milioni di lavoratori nell'UE che sono potenzialmente esposti alle emissioni di scarico dei motori diesel, i deputati hanno infine modificato la proposta originale di aggiungere valori limite di esposizione anche per i fumi diesel.

"Le imprese e i lavoratori saranno maggiormente consapevoli delle sostanze che hanno manipolato e saranno in grado di ridurre l'esposizione a questi materiali. - ha dichiarato il deputato europeo Claude Rolin - Il cancro è la causa principale delle morti dei lavoratori nell'Unione europea. Spero che un'iniziativa come questa possa ispirare ulteriori miglioramenti agli standard".


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