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L’export verso i Paesi UE pesa per il 70% e il primo Paese di destinazione rimane la Germania.

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Nel 2017, l’export della filiera dei componenti per autoveicoli ha raggiunto 21,2 miliardi di Euro, registrando un aumento del 6% rispetto ai livelli del 2016.
Anche le importazioni sono salite del 6% per un valore di 15,4 miliardi.
Saldo positivo di 5,7 miliardi di Euro, quindi, per la bilancia commerciale, con circa 327 milioni in più del saldo 2016 (+6%).

Nel 2017, le esportazioni complessive di beni dell’Italia risultano in crescita del 7,4% (in valore) rispetto all’anno precedente, così come le importazioni, che registrano un incremento del 9% (in valore).
L’avanzo commerciale raggiunge i 47 miliardi di Euro, a cui si aggiungono 81 miliardi al netto dell’energia.

Per quanto riguarda gli autoveicoli, l'export del comparto nel 2017 vale 23,7 miliardi di Euro, il 5,3% del totale esportato, in crescita dell’11,3%, mentre l’import vale 33,3 miliardi di Euro e l’8,3% del totale dell’import italiano, il 9,7% in più rispetto al 2016.
Il saldo risulta quindi negativo ed ammonta a 9,6 miliardi di Euro.

Sul fronte della componentistica automotive, l'export nel 2017 rappresenta il 4,7% di tutto l’export italiano (in linea con il valore del 2016), mentre le importazioni valgono il 3,8% circa.
Complessivamente, il trade di autoveicoli e componenti considera anche i trasferimenti intra-aziendali e, per la sola componentistica, vale 36,6 miliardi di Euro nel 2017.
Il 2016, per la componentistica, si era chiuso con l’export a +0,5%, per un valore di 20 miliardi di Euro, e con un saldo positivo della bilancia commerciale di 5,4 miliardi di Euro.

“L’export della componentistica fa un balzo in avanti nel 2017, migliorando ulteriormente il posizionamento del settore sui mercati esteri. – ha commentato Giuseppe Barile, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA - Il buon andamento delle esportazioni, ma anche della domanda interna, hanno sostenuto la produzione nazionale lo scorso anno. Per il comparto della fabbricazione di autoveicoli, infatti, la produzione è risultata in crescita dell’8,3% nel 20172, mentre per la fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli l’incremento è stato dello 0,5%. Gli ordinativi, per il comparto produttivo dei componenti, sono cresciuti del 9,2% nel 2017 (del 9,4% per la componente interna e dell’8,8% per quella estera)”.

L’export della componentistica verso i Paesi UE28 vale 14,8 miliardi di Euro (+6,1%) e pesa il 70% (69,5% nel 2016) di tutto l’export componenti, con un avanzo commerciale di 3,4 miliardi di Euro (+3,1%).
L’export verso i Paesi extra UE è di 6,4 miliardi di Euro (+5,7%) e pesa per il 30% di tutto l’export componenti (come nel 2016), producendo un saldo positivo di 2,3 miliardi di Euro (2,1 miliardi nel 2016).

La classifica dell'export per Paesi di destinazione resta la stessa del 2016.
Il primo mercato di destinazione dell’export dei componenti italiani si conferma la Germania, per oltre 4 miliardi di Euro (+4,9% rispetto al 2016) e una quota del 19,3% (19,5% nel 2016) sul totale esportato.
Seguono Francia (11% di quota), Spagna (8%), UK (7%), Polonia (6%), Turchia (5,7%), USA (4,9%), Brasile (2,6%), Repubblica Ceca (2,6%) e Austria (2,6%).

Il commercio verso il Sud Est asiatico produce un saldo negativo di 65 milioni di Euro, nonostante una crescita delle esportazioni del 15%.
I Costruttori giapponesi dominano il mercato auto nell’area, che non è di facile penetrazione per le aziende europee e italiane.

La suddivisione dei componenti in macroclassi, vede il comparto delle parti meccaniche (incluso accessori, vetri) totalizzare il 65,8% del valore dell'export, con oltre 13,9 miliardi di Euro (+6,7%) e un saldo attivo di circa 5,3 miliardi (5 miliardi nel 2016).
Segue il comparto dei motori per un valore di 4,1 miliardi di Euro (+5%), che pesa per il 19,2% sul totale esportato della componentistica, con un saldo attivo di 1,1 miliardi di Euro.
Il comparto pneumatici e articoli in gomma per autoveicoli presenta un valore di export di 1,26 miliardi di Euro (+6,7%), con un saldo negativo di 505 milioni di Euro (592 nel 2016).
Le esportazioni del comparto degli apparecchi riproduttori del suono registrano, invece, un calo del 27%.
L’export dei componenti elettrici ed affini riporta un incremento del 3,7%, con un saldo positivo di 9 milioni di Euro (82 milioni nel 2016).

Per i singoli componenti, hanno un saldo positivo significativo le seguenti voci: parti ed accessori destinati al montaggio (2,2 miliardi di Euro), freni (1 miliardo di Euro), motori (1,1 miliardi), ponti con differenziale (784 milioni di Euro), parti ed accessori di carrozzerie (476 milioni di Euro) e pompe (405 milioni).


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