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Nonostante gli effetti di calendario, il quadro politico e il rallentamento dell’economia, il mercato dell'auto in Italia torna a crescere.

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Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo la flessione di marzo, in aprile il mercato auto in italia torna a crescere del 6,5% con 171.379 immatricolazioni a fronte delle 160.969 dello stesso mese del 2017, anche grazie ad un giorno lavorativo in più (che da solo vale questo mese circa 5 punti percentuali) e il confronto con aprile 2017 che chiuse con il primo calo dopo una lunga serie di risultati positivi (-4,3%).

Di conseguenza il primo quadrimestre si chiude sostanzialmente in pareggio a +0,2%, con 745.945 auto immatricolate rispetto alle 744.131 di gennaio-aprile 2017.

Negli ultimi tre giorni di aprile è stato registrato oltre il 48% del totale immatricolato del mese, con punte allarmanti del 60% per alcuni marchi.
Secondo le elaborazioni Dataforce, le autoimmatricolazioni di case e concessionari sono stimate in oltre 25.000 pezzi, con una rappresentatività di quasi 15% sul totale.

Si tratta di un risultato in larga misura sorprendente, – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - perchè sulla propensione all’acquisto di automobili nell’aprile scorso hanno influito diversi fattori negativi. In primo luogo il calendario. Le giornate lavorate “teoriche” nell’aprile scorso sono state una in più che nell’aprile 2017, ma la possibilità di “ponti” nell’ultima parte del mese ha certamente influito negativamente sulle giornate lavorate effettive. A ciò si aggiungono un clima politico che non favorisce certo la propensione all’acquisto di beni di consumo durevoli come l’automobile, il rallentamento nella crescita del Pil, che emerge dall’ultimo indice Istat, e un clima di fiducia di consumatori e imprese altalenante, ma tendenzialmente in calo”.

Nei dati di aprile va segnalato un buon incremento delle vendite ai privati che segnano un incremento del 5,4% con quasi 92.000 unità ed una quota che perde mezzo punto, al 53,4% del totale mercato.
Il saldo del 1° quadrimestre registra ancora una flessione: -7,8% in volume e una rappresentatività sul totale del 52,6% (-4,6%).
Il noleggio registra la migliore performance del mese, con le immatricolazioni in aumento dell’11,8%, arrivando a rappresentare quasi il 27% delle vendite complessive di autovetture.
Mentre il breve termine rimane abbastanza stabile, in lieve incremento dell’1,5%, la dinamicità delle vendite del noleggio a lungo termine segnano una crescita dei volumi del 23,1%.
Risulta allineata anche la crescita del cumulato gennaio-aprile (+12%), dove il noleggio rappresenta il 27,6% del totale mercato (+2,9%).
Infine, le società segnano la minore dinamicità fra i canali di vendita, con un incremento delle vendite del 2,3% e un andamento simile per le autoimmatricolazioni e le società propriamente dette.
Nel cumulato del 1° quadrimestre l’incremento delle società è del 10%, con una quota che sfiora 1/5 delle vendite totali.

“La crescita delle immatricolazioni a privati – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto – è spiegata dalla risposta positiva di questo canale alle massicce promozioni messe in atto nel mese per alleggerire gli stock di auto nuove delle reti concessionarie accumulati nel primo trimestre. Sempre significativo il concorso dei KM0 che contribuiscono al dato generale e in particolare nella spinta alla chiusura del mese”.

Sul fronte dell'alimentazione, il diesel rimane in territorio negativo nel mese di aprile, con una flessione delle immatricolazioni del 3,7% al 52,8% del mercato.
Nel cumulato la flessione è del 2,7% e la quota si ferma al 54,8%.
Tornano a crescere in aprile la benzina (+16,2% nel mese e +33,2% nel cumulato) e le motorizzazioni Gpl (+9,8% nel mese, ma ancora in negativo nel gennaio-aprile), queste ultime grazie all’ampliamento dell’offerta di modelli, che contribuisce anche al fortissimo incremento del metano (+107% in aprile), al 2,4% del totale mercato.
Ottima performance anche per le ibride (+53%), al 4,2% di quota e per le elettriche (+96% dei volumi).

Continua ad aumentare il livello delle emissioni medie ponderate di CO2 che, sia nel mese di aprile sia nel cumulato, si attestano a 112,8 g/km (+0,7% rispetto ai 112,0 dello stesso periodo 2017).

“I dati di mercato sollevano anche per il nostro Paese un fenomeno già in osservazione in Germania. – ha commentato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE - La variazione del profilo del mix motorizzazioni sta avendo inevitabile impatto sulla rilevazione della CO2 media di mercato. Si impone, quindi, una riflessione sulla necessità di accompagnare la transizione verso il nuovo modello di mobilità ad impatto zero per le persone e l’ambiente sfruttando meglio tutte le tecnologie disponibili oggi senza l’inutile aggressione politica e mediatica alle motorizzazioni Euro 6 che sono quanto di più avanzato disponibile oggi per bilanciare sostenibilità economica per i nuovi acquirenti e sostenibilità ambientale”.

Intanto, secondo il Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, il 2018 si assesterà sotto la soglia dei due milioni di immatricolazioni, sostanzialmente in linea con il risultato dello scorso anno a circa 1.980.000 immatricolazioni (+0,5%).
Le vendite a privati sono destinate a scendere a fine anno, per chiudere con una quota al 52,5%. Parte della domanda di auto dei privati verrà soddisfatta dal noleggio a lungo termine e dalle autoimmatricolazioni, visti come alternativa all’acquisto dell’auto nuova.
Sulle reti di distribuzione pesa ancora un notevole numero di vetture “usate a chilometri zero” da smaltire, vetture, la cui vendita non inciderà sulle immatricolazioni in quanto darà luogo soltanto a passaggi di proprietà di vetture già immatricolate. Anche per questo motivo, alcune case hanno rallentato (o sospeso) la pratica dei “chilometri zero” che comunque ha ancora un ruolo importante.

Dopo le crescite del 2015 (+16%), del 2016 (+16%) e del 2017 (+8%) – ha aggiunto Quaglianola domanda si sta consolidando sui valori raggiunti per proseguire poi nel 2019 il percorso di recupero verso i livelli ante-crisi.”

Federauto infine esprime forte preoccupazione per il protrarsi dell’impasse sulla formazione del nuovo Governo.

Ci uniamo alle dichiarazioni già espresse dal Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sulla imprescindibile necessità di disinnescare le clausole di salvaguardia che porterebbero un aumento dell’aliquota IVA al 25%. - ha concluso Cosentino - Il nostro settore ne sarebbe colpito in modo pesantissimo: vale la pena ricordare che detto aumento, misurato sul valore medio delle vetture vendute, comporterebbe un incremento del prezzo di circa 630 euro a veicolo”.


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