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La Commissione europea ha presentato, oggi, la terza e ultima serie di misure per realizzare la strategia "Europa in movimento". Intanto fioccano provvedimenti contro Paesi membri inadempienti sulle norme in materia di inquinamento atmosferico e omologazione di veicoli a motore.

Europe on the move

Una giornata intensa questo 17 maggio, dal punto di vista delle sollecitazioni che pervengono da Bruxelles. Spiccati diversi deferimenti alla Corte di Giustizia Ue nei confronti di Paesi membri inadempienti e inviate anche Lettere di costituzione in mora.

Ma non solo, oggi è stata presentata l’ultima tranche di misure volte alla realizzazione dell’iniziativa “Europa in movimento”.
In primo luogo, la Commissione Ue è intervenuta energicamente nei confronti di sette Stati membri che hanno violato le norme dell’UE in materia di inquinamento atmosferico, deferendo Francia, Germania, Regno Unito alla Corte di Giustizia Ue per il mancato rispetto dei valori limite per il biossido di azoto (NO2), e per aver omesso di prendere le misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento e ancora: Ungheria, Italia e Romania per via dei livelli costantemente elevati di particolato (PM10).

In secondo luogo, la stessa Commissione, nell’ambito delle procedure di infrazione contro quattro Stati membri colpevoli di aver violato le norme comunitarie in materia di omologazione dei veicoli a motore ha deciso di inviare ulteriori lettere di costituzione in mora a Germania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito.

Per quanto riguarda la terza notizia, quella sulla quale vogliamo soffermarci in questo articolo, la Commissione, dopo i precedenti “pacchetti” di maggio e novembre 2017, ha presentato l’ultima serie di azioni volte a modernizzare il sistema europeo dei trasporti nell’ottica di consentire a tutti i cittadini di beneficiare dei vantaggi di un traffico più sicuro, di veicoli meno inquinanti e di soluzioni tecnologiche più avanzate, sostenendo al contempo la competitività dell’industria europea.

Su questo punto, infatti, grazie alle misure proposte, la Commissione intende creare un contesto che consenta alle imprese dell’UE di fabbricare prodotti migliori, più performanti dal punto di vista ambientale e naturalmente più competitivi sul mercato.

La mobilità sta superando una nuova frontiera tecnologica – ha dichiarato Maroš Šefčovič, Vicepresidente responsabile per l’Unione dell’energia - Con questa serie finale di proposte nel quadro dell’Unione dell’energia, aiutiamo le nostre industrie a rimanere all’avanguardia. Con la produzione di soluzioni tecnologiche chiave su vasta scala, comprese le batterie sostenibili, e la realizzazione di infrastrutture fondamentali ci avviciniamo inoltre a un triplice obiettivo: zero emissioni, zero congestione e zero incidenti.”

Gli ha fatto eco Miguel Arias Cañete, Commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia, che ha dichiarato: “Tutti i settori devono contribuire a rispettare gli impegni per il clima sottoscritti nell’accordo di Parigi. Per questo motivo, per la prima volta nella storia dell’UE, proponiamo norme per migliorare l’efficienza dei carburanti e ridurre le emissioni dei nuovi veicoli pesanti. Tali norme rappresentano un’opportunità per l’industria europea di rafforzare la sua attuale posizione di leader nel settore delle tecnologie innovative.

Le iniziative odierne comprendono una politica integrata per il futuro della sicurezza stradale che prevede misure di sicurezza per i veicoli e le infrastrutture; le prime norme in materia di emissioni di CO2 per i veicoli pesanti; un piano d’azione strategico per lo sviluppo e la produzione di batterie in Europa e una strategia lungimirante sulla mobilità connessa e automatizzata.

Nel corso dell’anno passato la Commissione ha presentato iniziative volte ad affrontare le sfide di oggi e a spianare la strada alla mobilità di domani – ha dichiarato Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti - Le misure odierne rappresentano un ultimo e importante passo in avanti per consentire ai cittadini europei di beneficiare di trasporti sicuri, puliti e intelligenti. Invito gli Stati membri e il Parlamento a rispettare questo livello di ambizione.”

Dal canto suo Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, è intervenuta affermando che: “Il 90% degli incidenti stradali sono dovuti a errori umani . Le nuove caratteristiche di sicurezza obbligatorie che proponiamo oggi ridurranno il numero di incidenti e aprire la strada a un futuro con una guida senza conducente connessa e automatizzata.” 

Ricordiamo che sul tema della mobilità sicura, malgrado il numero delle vittime della strada, in Europa si sia più che dimezzato negli ultimi 16 anni, ancora, nel 2017, sono 25.300 le persone che hanno perso la vita sulle strade dell’UE e altre 135.000 sono rimaste gravemente ferite. In questo senso, per contribuire ad una maggior sicurezza stradale ed alla tutela dei cittadini, la Commissione propone l’introduzione di dispositivi di sicurezza avanzanti come dispositivi avanzati di frenata d’emergenza e sistemi di avviso di deviazione dalla corsia di marcia per gli autoveicoli o sistemi di rilevamento dei pedoni e dei ciclisti per i veicoli pesanti negli equipaggiamenti dei nuovi veicoli.

europe on the move car safety features



Altre misure prevedono aiuti agli Stati membri per l’individuazione delle strade più pericolose e loro messa in sicurezza. L’ipotesi è quella di contribuire a salvare fino a 10.500 vite ed evitare 60.000 feriti gravi nel decennio 2020-2030; un passo avanti notevole, in caso di successo, per la realizzazione dell’obiettivo europeo di azzeramento del numero di vittime e lesioni gravi entro il 2050.

Sul fronte della mobilità pulita il pacchetto presentato oggi prevede iniziative legislative relative alle norme sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti, all’aerodinamicità di tali veicoli, all’etichettatura dei pneumatici e a una metodologia comune per il raffronto dei prezzi dei carburanti, accompagnate da un piano d’azione strategico per le batterie.

La Commissione ricorda che nel 2025 le emissioni medie di CO2 dei nuovi veicoli pesanti dovranno essere inferiori del 15% rispetto al livello del 2019. Per il 2030 si propone un obiettivo di riduzione indicativo di almeno il 30% rispetto al 2019. Tali obiettivi sono coerenti con gli impegni dell’UE nell’ambito dell’accordo di Parigi e consentiranno alle imprese di trasporto, in particolare alle PMI, di realizzare risparmi importanti grazie al calo dei consumi di carburante (25 000 € in cinque anni).

Per quanto concerne, infine, il tema della mobilità connessa e automatizzata, il terzo “pacchetto” “Europa in movimento” propone una strategia che, se realizzata, consentirà all’Europa di diventare un leader mondiale nel settore di riferimento.
L’idea è quella di considerare un nuovo livello di cooperazione tra gli utenti della strada, che potenzialmente potrebbe apportare enormi benefici per il sistema di mobilità nel suo complesso: più sicurezza nei trasporti, maggiore attenzione alle emissioni inquinanti, maggiore economia e più accessibilità per anziani e persone a ridotta mobilità.

Fra gli obiettivi della Commissione, inoltre, l’istituzione di un ambiente interamente digitale per lo scambio di informazioni nel trasporto merci al fine di ridurre la burocrazia e facilitare i flussi di informazioni digitali per le operazioni logistiche.

Ci auguriamo che tali strategie trovino un comune consenso fra i Paesi membri e che siano perseguite e realizzate nei tempi previsti affinché sicurezza, ambiente e sviluppo non siano solo espressioni retoriche, ma un chiaro impegno per il futuro.

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