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Molti Paesi hanno beneficiato dell’effetto calendario, ma il principale sostegno della domanda in Europa viene dal buon andamento economico.

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Dopo il calo di marzo (-5,2%) dovuto essenzialmente a due giorni lavorati in meno nella maggior parte dei paesi, in aprile il mercato dell’auto europeo (EU28+Efta) riprende a crescere archiviando un sostanzioso incremento del 9,6%, con 1.348.659 vetture immatricolate che si confrontano con le 1.230.702 dello stesso periodo dello scorso anno.

Il consuntivo del primo quadrimestre tocca quota 5.631.331 immatricolazioni con un incremento del 2,6% sullo stesso periodo del 2017.

Complici due giorni lavorativi in più, dei 30 mercati dell’area UE+Efta ben 28 sono in crescita, mentre cali contenuti accusano il piccolo mercato dell’Islanda (-11,8%) e quello di Cipro (-2,8%).
Come sempre, anche in aprile, la parte del leone la fanno i cinque maggiori paesi (70,8% di immatricolazioni in aprile), con l'Italia a +6,5%, che si conferma al terzo posto nel ranking sia nel mese sia nel cumulato gennaio-aprile.

“Molti Paesi hanno beneficiato dell’effetto calendario – ha affermato Romano Valente, Direttore Generale dell’UNRAE - ma resta il segnale che l’Europa dell’auto è tonica. Un sintomo che dovrebbe far guardare favorevolmente al rinnovo del parco circolante, un fenomeno che non riusciamo a vedere in Italia dove il 44% delle vetture nuove viene venduto con una rotazione media di tre anni (a società e noleggio) e il 56%, destinato a privati, con una rotazione media di 8 anni (prima del primo passaggio di proprietà). È come se vendessimo le auto sempre agli stessi clienti”.

Germania
Influenzato dai 2 giorni lavorativi in più rispetto all’anno precedente, aprile ha chiuso a +8% con 314.055 immatricolazioni di autovetture nuove. Ottimo anche il primo quadrimestre che, con 1.192.666 unità, archivia un +5% sul gennaio-aprile 2017 e il volume più alto per il 1° quadrimestre dal 2009.
Calano del 12,5% le immatricolazioni di auto diesel, mentre crescono del 124,4% le vendite di veicoli elettrici.
La percentuale di immatricolazioni private è aumentata del 19,3%, raggiungendo il 38,5% sul mese. Nel quadrimestre l’incremento dei privati si è attestato al 17%.

Regno Unito
Dopo un anno intero di cali, ad aprile il mercato dell’auto del Regno Unito registra una crescita a doppia cifra: +10,4% per 167.911 vendite di auto nuove.
Risulta quindi contenuto il calo dell’8,8% del primo quadrimestre.
Il mercato del Regno Unito in aprile è stato sostenuto sia da due giorni di vendite in più che da un certo spostamento della domanda di marzo dovuto a questioni fiscali.
Ottima performance dei privati che chiudono con un +26,3%, stabili le flotte (+0,9%), calano, infine, le società, che perdono il 12,9%.
Prosegue l’importante flessione delle vendite di autovetture diesel (-24,9%) a fronte dei buoni risultati delle alimentazioni alternative.

Francia
Ad aprile il mercato auto francese cresce del 9% con 187.390 immatricolazioni di auto nuove, portando il 1° quadrimestre in aumento del 4,4% e 744.232 vendite complessive (miglior incremento degli ultimi tre anni).
Prosegue il calo delle immatricolazioni di vetture diesel (-11,3% nel 1° quadrimestre), a vantaggio della benzina che, con 399.319 unità, arriva al 53,7% di rappresentatività.

Spagna
Nel mese di aprile sono state immatricolate 113.816 autovetture nuove in Spagna, che significano una crescita del 12,3% rispetto alle 101.375 dell’anno 2017. Nel primo quadrimestre, quindi, sono state vendute 454.130 unità, l’11% in più delle 409.286 dello stesso periodo dello scorso anno.
Da rilevare l’incremento del 19,6% degli acquisti dei privati, con un cumulato che registra un +10,1% con 212.837 immatricolazioni. Le società, con 31.252 unità crescono del 9,9% e chiudono il quadrimestre con un +15,6% e 132.738 vendite. Il noleggio, infine, ha registrato 29.584 unità ad aprile (+3,3%) che portano il consuntivo dei primi quattro mesi 2018 a 108.555 (+7,3%).

Secondo il Centro Studi Promotor il principale sostegno della domanda europea viene dal buon andamento economico.

“Si comincia comunque ad avvertire in quasi tutti i paesi – ha spiegato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor – l’impatto della “demonizzazione del diesel” che ha effetti sia sulla composizione per alimentazione delle vendite che sul volume complessivo delle immatricolazioni”.

Un certo numero di automobilisti al momento di sostituire la loro auto a gasolio si stanno infatti orientando verso altre alimentazioni (in primo luogo la benzina, ma anche soluzioni verdi) e cambia quindi la composizione delle vendite per tipo di carburante.
Tuttavia vi sono anche automobilisti che, giunti al momento della sostituzione del loro diesel, prendono tempo per valutare se acquistare ancora un diesel o se orientarsi verso altre soluzioni.
E il rinvio nella sostituzione ha un effetto di temporaneo contenimento del livello delle vendite.


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