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Il 2018 chiuderà con un volume di immatricolazioni lievemente inferiore a 2.000.000 di unità, un livello apprezzabile, ma ancora lontano dagli standard ante-crisi.

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Torna a crescere del 4,4% il mercato auto in Italia che, grazie anche ad un giorno lavorativo in più, registra 152.393 immatricolazioni, quasi 6.500 in più rispetto alle 145.942 del luglio 2017.
E’ un segnale indubbiamente positivo dopo il calo del 7,2% di giugno dovuto a fattori contingenti.

Stabile il cumulato dei primi 7 mesi che riduce la flessione a -0,7% con 1.273.730 autovetture nuove, rispetto a 1.283.242 del gennaio-luglio 2017.

“Benché in lieve ripresa, non è facile prevedere per il mercato auto in Italia un recupero rispetto allo scorso anno – ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE - Le immatricolazioni di autovetture nella seconda parte dell’anno, infatti, secondo la nostra stima, dovrebbero stabilizzarsi sui livelli del 2017, per portare il 2018 a un volume di immatricolazioni leggermente al di sotto dell’anno precedente, con 1.960.000 autovetture (-0,6%)”.

Anche per il Centro Studi Promotor, il 2018, come il 2017, chiuderà con un volume di immatricolazioni lievemente inferiore a 2.000.000 di unità, un livello apprezzabile, ma ancora lontano dagli standard ante-crisi e dal volume che può essere ritenuto fisiologico per un Paese come l’Italia.
Il parco circolante italiano, con oltre 38 milioni di autovetture, genera infatti una forte domanda di sostituzione a cui si aggiunge anche una piccola, ma significativa, domanda per nuova o ulteriore motorizzazione, come risulta dal fatto che il parco auto continua ad aumentare.

Oltre al giorno lavorato in più, sul risultato del luglio scorso ha influito positivamente una consistente quota di chilometri zero, cioè di vetture immatricolate ai concessionari per essere vendute con forti sconti nelle settimane successive come “usate con chilometri zero”.

Tuttavia, non sono mancati anche fattori di freno della domanda.
In particolare dall’inchiesta congiunturale condotta dal Centro Studi Promotor a fine luglio è emerso che i concessionari sono preoccupati per i sintomi di rallentamento della situazione economica generale che hanno trovato una conferma nel dato recente sul prodotto interno lordo.
Cala la preoccupazione per la situazione politica (33% di indicazioni in luglio contro il 63% di febbraio) ma si fa sempre più forte l'ansia per la “demonizzazione del diesel” cioè la campagna contro questo tipo di motorizzazione che nel resto d’Europa ha prodotto una sensibile contrazione delle vendite di vetture a gasolio, ma che in Italia ha però effetti per ora contenuti.

Di ciò ne hanno beneficiato le auto a benzina che crescono nel mese dell’11,3%, al 33,1% di quota sul totale, con una crescita nella sola area privati del 26,7%, a fronte di una flessione del 20% nelle società. Nel cumulato gennaio-luglio l’incremento, decisamente più contenuto, è pari al 2,8%, coprendo 1/3 delle vendite totali.
In crescita tutte le altre alimentazioni: il Gpl (+8,5%) riduce il calo del cumulato al -2,8% e sale all’8,1% di quota nel mese (6,3% nei 7 mesi), grazie agli acquisti di società e noleggio.
Le vetture ibride incrementano i volumi in luglio del 47%, superando il 5% di rappresentatività sul mercato e oltre il 4% nel cumulato.
Grazie all’offerta di nuovi modelli, il metano cresce del 67,8%, portandosi al 2,2% di quota nel mese e al 2,3% nei 7 mesi.
Le elettriche, con il contributo dei privati e soprattutto del noleggio, incrementano i volumi di oltre il 340% nel mese, raggiungendo lo 0,4% di quota sul totale (0,2% nel cumulato e +153% in volume) con 2.906 unità nei sette mesi.

“In sintesi – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – in un contesto economico in cui affiorano preoccupazioni per la prosecuzione del miglioramento della congiuntura, il mercato dell’auto si conferma in salute e pronto a riprendere nei prossimi anni la via della crescita verso il livello fisiologico compatibile con una forte domanda di sostituzione e con una residua quota di domanda per ulteriore motorizzazione. A ciò si aggiunge che gli italiani reagiscono molto più responsabilmente degli automobilisti del resto d’Europa alla campagna contro il diesel”.

Dall’analisi della struttura del mercato di luglio emerge che il canale dei privati aumenta del +1,6% (-4,4% nel cumulato), quello delle società cresce del +5,2% (+0,6% nel cumulato) e le immatricolazioni a società di noleggio registrano un incremento a doppia cifra pari a +13% (+6,5% nel cumulato).

Le immatricolazioni degli ultimi 3 giorni lavorativi di luglio hanno costituito il 43,3% del totale del mese, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le stime Dataforce, ammontano a circa il 20% con una quota da inizio anno del 14,8%.

La quota importante di auto-immatricolazioni e la crescita del canale società – ha spiegato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto – sono a nostro avviso fortemente influenzate dalla prossima applicazione alle immatricolazioni del nuovo ciclo di omologazione WLTP (Worldwide Armonized Light Vehicle test Procedure) che impatta sugli stock. A tal proposito ci facciamo interpreti della preoccupazione di alcune reti che vivono con apprensione questa fase di transizione”.


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