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Il dato di agosto è stato influenzato dal nuovo sistema europeo di omologazione WLTP in vigore dal 1° settembre e dalla preoccupazione di un possibile aumento dell'IVA.

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Dai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in agosto le immatricolazioni di auto nuove sono state 91.551, circa 8.000 unità in più dello stesso mese dello scorso anno, per un aumento del 9,5%.

Si tratta di un risultato indubbiamente positivo, considerando che lo scorso mese ha avuto un giorno lavorato in meno che vale circa un 4,5%.
Da evidenziare che il 54% dell’immatricolato del mese è stato effettuato negli ultimi tre giorni lavorativi e che il dato positivo di agosto incorpora, secondo le stime Dataforce, ben il 19% di auto-immatricolazioni di case e concessionari.

Rimane stabile il cumulato dei primi otto mesi del 2018 grazie a 1.365.947 immatricolazioni contro 1.366.881 dei primi otto mesi dello scorso anno (-0,07%).

Il dato di agosto in parte è stato influenzato da una certa pressione sul mercato di alcune case automobilistiche per smaltire autovetture non ancora in regola con il nuovo sistema europeo di omologazione WLTP, sistema che è entrato in vigore il 1° settembre e che permette una misurazione più accurata dei livelli di emissioni nocive ed inquinanti.

“Il mercato italiano dell’auto continua ad essere sostenuto dalla domanda di sostituzione generata da un parco circolante che in Europa è secondo soltanto a quello della Germania. - ha spiegato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor - Alla domanda di sostituzione si aggiunge inoltre una quota decisamente più modesta, ma comunque significativa, di domanda per nuova motorizzazione, come risulta dal fatto che il parco circolante italiano di anno in anno continua ad aumentare. L’elevato tasso di motorizzazione del nostro Paese non dipende soltanto da una buona propensione all’acquisto di auto degli italiani, ma anche da una ancora insoddisfacente offerta di trasporto pubblico (soprattutto per gli spostamenti pendolari) e dalle caratteristiche degli insediamenti abitativi che nel nostro Paese hanno un elevato livello di dispersione sul territorio”.

Secondo le analisi del Centro Studi Promotor, il 2018 per il mercato automobilistico italiano sarà un anno di consolidamento dei risultati raggiunti nel 2017 con immatricolazioni attestate intorno a 2.000.000 di unità dopo le crescite a due cifre del triennio 2015-2017.

Meno ottimista l'UNRAE che esprime forte preoccupazione per il rischio di aumento dell’IVA contenuto nell’art. 2 della Legge di Bilancio 2018 che prevedrebbe l’innalzamento dell’aliquota ordinaria nel 2019 di ben 2,2 punti al 24,2% per raggiungere il 24,9% nell’anno successivo e il 25% nel 2021, portando l’Italia tra i pochi Paesi con l’aliquota più alta in Europa e sicuramente con quella più alta fra i 5 major markets.

“L’incremento dell’IVA – ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere - potrebbe indurre una stagnazione dei consumi nel nostro Paese, con effetti sulla situazione macroeconomica generale. Nel solo settore automobilistico, un aumento dell’aliquota IVA di questa portata, costringerebbe i consumatori a spendere circa 400 euro in più nel 2019 per l’acquisto della propria vettura; spesa che raggiungerebbe i 530 euro nel 2021, disincentivando chiaramente gli acquisti e, quindi, decelerando ulteriormente il necessario processo di rinnovo di un parco circolante molto anziano. Sono sempre molto attuali, purtroppo, gli effetti negativi in termini di sicurezza stradale dei molti veicoli anziani circolanti sulle nostre strade, nonché dell’impatto sul fronte ambientale”.

“Fra le nostre preoccupazioni – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – c’è anche il possibile aumento dell’IVA che, nonostante alcune smentite, viene da taluni indicato come la fonte per finanziare altri interventi con la prossima legge di bilancio. Sarebbe un grave colpo per gli acquisti di famiglie ed imprese e potrebbe portare il nostro mercato dalla sostanziale parità con il 2017 ad una pesante e rapida riduzione dei volumi di vendita”.

Per quanto riguarda l’analisi per canale di vendita, si assiste ad una crescita del +6% dei privati (-3,7% nel cumulato), del +3,3% delle immatricolazioni a società (+0,8% nel cumulato) e ad un incremento a doppia cifra del targato a società di noleggio +30% (+7,5% nel cumulato).

Sul fronte dell'alimentazione, in Italia appare molto meno sensibile che nel resto d’Europa la diminuzione della quota delle auto diesel che va a vantaggio soprattutto delle soluzioni a benzina, ma anche delle ibride e delle auto a metano.

Continua, infine, la riduzione della CO2 media ponderata delle nuove immatricolazioni che nel mese raggiunge i 111,3 g/km, in calo dell’1,5%.
Negli 8 mesi il valore delle emissioni medie rimane stabile a 112,3 g/km.


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