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La Commissione europea avvia la revisione della Direttiva ELV per concentrarsi su incoerenze e sovrapposizioni con altre normative dell'UE.

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La Commissione europea sta attualmente valutando la Direttiva sui veicoli fuori uso (ELV) per aggiornarla ed eliminare le sovrapposizioni con altre normative dell'UE in materia di rifiuti e prodotti chimici.

Adottata nel 2000, la Direttiva ELV mira a rendere più sostenibili i processi di recupero, riutilizzo e riciclaggio dei veicoli a fine vita e spinge le case automobilistiche a progettare e realizzare veicoli nuovi senza sostanze pericolose e in modo tale che le parti possano essere facilmente recuperate e riutilizzate.

Secondo la Commissione gli alti obiettivi della Direttiva ELV per i processi di fine vita dei veicoli sono stati ampiamente rispettati ed è stata raggiunta una riduzione sostanziale dell'uso di sostanze pericolose nelle auto nuove.

Tuttavia, attraverso questa valutazione la Commissione europea sta cercando di capire se la Direttiva sia in grado di soddisfare le esigenze attuali, ad esempio le nuove sostanze pericolose, e di portare soluzioni concrete ai problemi affrontati dalle politiche più ampie dell'UE, come l'economia circolare e la questione delle plastiche.

Inoltre, saranno esaminate eventuali incongruenze e sovrapposizioni con altre normative dell'UE, in particolare con la Direttiva quadro sui rifiuti, il regolamento REACH concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, e le Direttive sulla la limitazione delle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RoHS) e nelle batterie.

La revisione includerà anche la Strategia UE sulle materie plastiche, presentata a gennaio e che considera il settore automobilistico come una notevole fonte di rifiuti di plastica.

La Commissione prevede di terminare l'intera fase di revisione della Direttiva ELV entro la fine del 2019.
Il periodo di verifica dell Commissione va dal 4 ottobre al 1° novembre.
Poi, per il primo trimestre del 2019 è prevista una consultazione pubblica, seguita da una conferenza degli stakeholder in programma per il secondo trimestre.
A seguito della valutazione, la Commissione presenterà una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, accompagnata eventualmente da una proposta legislativa.


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