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A gennaio le vendite di auto nuove hanno registrato un calo del 7,6% e le associazioni di categoria, preoccupate per un futuro per niente positivo, chiedono a gran voce l'intervento immediato del Governo.

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Dopo la modesta ripresa di dicembre, il mercato dell’auto apre il 2019 con segno negativo.
Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a gennaio sono state immatricolate 164.864 autovetture con un calo del 7,6% sullo stesso mese del 2018.

Negli ultimi 3 giorni del mese è stato immatricolato il 40,8% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le stime Dataforce, hanno inciso per il 10,2% sui volumi di vendita mensili.
In particolare, le auto-immatricolazioni dei dealer sono diminuite del 13%, attestandosi a 16.114 vetture (2.407 in meno rispetto a gennaio 2018), mentre si sono pressoché azzerate le Kilometri zero delle case auto (-91,7%).

Secondo il Centro Studi Promotor, questa situazione desta preoccupazione negli operatori del settore, ma è assolutamente da escludere che l’impatto sulle vendite possa essere anche soltanto lontanamente paragonabile a quello del crollo che si ebbe nella crisi iniziata nel 2008.

Il Presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano, identifica 3 cause per il risultato negativo di gennaio:

1. In Italia, ma anche in altri mercati importanti come quello della Germania, i potenziali acquirenti di autovetture avvertono che l’automobile è arrivata sulla soglia della transizione verso nuove forme di alimentazione e verso vetture tecnologicamente molto più avanzate di quelle che hanno fin qui conosciuto. Questa consapevolezza e l’incertezza sui tempi della transizione che si annuncia si traducono spesso in un rinvio di decisioni di acquisto che in altre condizioni sarebbero già mature;

2. Come nel 2018, alcune importanti case automobilistiche stanno privilegiando i canali di vendita più remunerativi ed in particolare annullano o riducono l’offerta di vetture “usate con chilometri zero”, cioè di vetture praticamente nuove, ma già immatricolate, che vengono poste sul mercato a prezzi particolarmente contenuti;

3. Le famiglie e le imprese percepiscono sempre più fortemente che l’economia italiana è in frenata, come conferma il dato sul Pil diffuso il 31 gennaio, che sancisce una nuova entrata del Paese in recessione.

Più preoccupate le altre associazioni di categoria.

“L’anno parte in decrescita – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – e questa per noi non rappresenta una prospettiva felice. Fisiologicamente gennaio è un mese positivo, tranne che negli anni di crisi. E noi di crisi ne abbiamo abbastanza, avendone alle spalle una piuttosto lunga, che ha lasciato sul terreno il 48% delle concessionarie. Oggi il rallentamento del mercato automobilistico può essere espressione del dato generale di flessione economica del Paese, ma temiamo che a breve possa essere ulteriormente aggravato da fattori specifici imputabili alle scelte politiche del Governo”.

“Guardando alle prospettive di medio termine, considerando che gli effetti del bonus-malus non sono ad oggi prevedibili – ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – secondo le ultime stime del nostro Centro Studi e Statistiche, elaborate incrociando i driver economici e settoriali in uno scenario macroeconomico rivisto al ribasso, il deciso rallentamento della domanda interna peserà anche sugli acquisti di autovetture ed il mercato nel 2019 proseguirà su un trend di ridimensionamento, come anticipato ed in linea con quanto osservato nel 2018”.

Secondo l'UNRAE, alle condizioni attuali, nei prossimi 2 anni il mercato auto potrà tornare in territorio positivo, ma con incrementi marginali intorno all’1% e mantenendo comunque le immatricolazioni di autovetture di poco sopra 1.900.000 unità, rispettivamente 1.910.000 nel 2020 e 1.928.000 nel 2021.

Guardando ai canali di vendita, si assiste a un incremento delle immatricolazioni a privati (+4,1%), a una flessione consistente delle immatricolazioni a società (-29,5%) e a un più contenuto calo delle immatricolazioni a società di noleggio (-17,8%).

Analizzando nel dettaglio le immatricolazioni per alimentazione, per la prima volta da settembre 2003, le autovetture diesel, in calo del 31% e con una quota del 41% del totale immatricolato, perdono la leadership di mercato a favore delle auto a benzina, che rappresentano il 45% del mercato e, nel mese, registrano un aumento del 28%.
Un certo rallentamento delle vendite sta interessando anche le vetture elettriche che segnano una crescita contenuta al +9,3% (allo 0,2% di quota).
Il Gpl in gennaio segna una crescita dell’8,2%, salendo al 7,3% di quota, mentre il metano perde quasi la metà delle vendite, scendendo all’1% del mercato totale.

Le associazioni chiedono a gran voce l'intervento immediato del Governo.

Secondo l'UNRAE, è urgente un rinnovo accelerato del parco circolante, “ma le norme attualmente non sembrano tenerne conto, vista anche l’esclusione delle vetture più anziane, rispondenti alla Direttiva Euro 0, dalla possibilità di rottamazione per usufruire del bonus”.

Anche Federauto chiede al Governo “di riflettere con urgenza sul provvedimento contenuto nella legge di bilancio relativo al bonus/malus in vigore dal prossimo marzo, che oggi sembra poter ulteriormente danneggiare il mercato, ingenerare nel cliente l’errata convinzione che il motore endotermico possa avere vita breve".


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