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Nel mirino dell'Antitrust europeo tre società che operano nella fornitura di cinture di sicurezza, airbag e volanti ai produttori europei. L'ammenda supera i 368 milioni di euro.

Commissione europea

Prosegue il contrasto alle pratiche anticoncorrenziali da parte della Commissione europea che, in questi anni, ha scovato e multato diversi cartelli fra società produttrici di componentistica e dispositivi per autoveicoli.

L'ultima azione, in ordine di tempo, si è avuta ieri, martedì 5 marzo, allorquando la Commissione ha diramato un comunicato stampa nel quale si dà notizia di come, nel mirino dell'antitrust europeo siano finite tre società colpevoli di aver dato vita a due diversi cartelli per la fornitura, ai produttori europei, di dispositivi per la sicurezza di autoveicoli, nella fattispecie: cinture di sicurezza, airbag e volanti.

Le Società Autoliv, TRW e Takata sono quelle coinvolte: ai primi due è stata comminata una ammenda di 368.277.000 milioni di euro, mentre la terza ha beneficiato dello sconto di pena per aver rivelato l'esistenza dei cartelli.

"Questa è la seconda volta che infliggiamo una ammenda a fornitori di dispositivi di sicurezza per autoveicoli che hanno partecipato ad un carello - ha dichiarato Margrethe Vestager, commissario, responsabile della politica di concorrenza - Componenti come le cinture di sicurezza e gli airbag sono essenziali per la sicurezza di milioni di persone che usano la propria auto per andare al lavoro o portare i propri figli a scuola ogni giorno. I tre fornitori si sono accordati per aumentare i loro profitti dalla vendita di questi componenti salvavita. Questi cartelli hanno danneggiato i consumatori europei e hanno avuto un impatto negativo sulla competitività del settore automobilistico europeo, che impiega circa 13 milioni di persone nell'UE".

Nella fattispecie le tre società si sono accordate scambiandosi informazioni commerciali sensibili e coordinando le loro azioni sul mercato europeo per la fornitura di cinture di sicurezza, airbag e volanti al Gruppo Volkswagen e al Gruppo BMW in spregio all'articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea e all'articolo 53 dell'Accordo SEE che vietano i cartelli e altre pratiche commerciali restrittive.

È probabile, scrivono dalla Commissione Ue, che l'accordo anticoncorrenziale fra le tre società coinvolte abbia avuto un effetto significativo sui consumatori europei dal momento che Gruppo Volkswagen e Gruppo BMW vendono in media circa tre vetture sulle dieci acquistate in Europa.

Nel determinare il livello delle ammende, la Commissione ha tenuto conto, in particolare, del valore delle vendite nello spazio economico europeo (SEE) raggiunto dai partecipanti al cartello per i prodotti in questione, della natura grave dell'infrazione, della sua portata geografica e della sua durata.
La Società Takata ha ricevuto la piena immunità per aver rivelato l'esistenza dei due cartelli (evitando così un'ammenda aggregata di circa 195 milioni di euro); Autoliv e TRW hanno beneficiato entrambe di riduzioni delle ammende per la loro collaborazione con l'indagine della Commissione.

Tali riduzioni riflettono i tempi della loro cooperazione e la misura in cui le prove fornite hanno aiutato la Commissione a provare l'esistenza dei cartelli in cui erano coinvolti.
Inoltre, ai sensi della comunicazione della Commissione del 2008, in fase di determinazione delle ammende, la Commissione ha applicato una riduzione del 10% alle stesse in considerazione della presa di conoscenza delle Società alla partecipazione al cartello e delle relative responsabilità.

La decisione della Commissione fa parte di una serie di importanti indagini su accordi anticoncorrenziali nel settore delle forniture automobilistiche.
In effetti, la Commissione aveva già sanzionato Autoliv e Takata per aver partecipato a uno o più dei quattro cartelli relativi alla fornitura di sistemi di sicurezza degli occupanti a determinati produttori automobilistici giapponesi così come TRW era già stata precedentemente multata per la fornitura di sistemi di frenatura idraulici (HBS) a Daimler e BMW.

Le multe di ieri vanno quindi ad aggiungersi alle precedenti ammende che la Commissione ha inflitto a diversi fornitori per: cuscinetti per autoveicoli, fasci e cavi elettrici per autoveicoli, schiuma flessibile utilizzata in particolare nei sedili per auto, riscaldatori per parcheggi in auto e camion, alternatori e starter, condizionatori e sistemi di raffreddamento del motore, sistemi di illuminazione, candele di accensione e sistemi di frenata; un complesso di sanzioni che, a partire dal 2013, ha raggiunto, ieri la considerevole cifra di 2,15 miliardi di euro.

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(Fonte: European Commission)

La Commissione ricorda che "le multe imposte alle società che violano le norme antitrust dell'UE sono versate nel bilancio generale dell'UE. Questo denaro non è destinato a spese particolari, ma i contributi degli Stati membri al bilancio dell'UE per l'anno successivo sono ridotti di conseguenza; le multe contribuiscono quindi a finanziare l'UE e a ridurre l'onere per i contribuenti".

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