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I tanti fattori di incertezza che caratterizzano lo scenario europeo e internazionale hanno fatto entrare il mercato dell'auto in una situazione di stallo.

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Secondo i dati diffusi dall’ACEA, i Paesi dell’Unione europea allargata all’EFTA (Islanda, Norvegia e Svizzera) registrano 1.148.775 nuove immatricolazioni a febbraio 2019 con un calo tendenziale dello 0,9%

Il calo delle immatricolazioni di febbraio non è certo grave perché, come si è detto è inferiore all’1%, ma desta comunque preoccupazione anche perché la frenata nelle vendite interessa più della metà dei 31 mercati.

Negativa, ma lievemente migliore di quella dell’intera area, è la situazione dei 5 maggiori mercati (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna) che, complessivamente considerati, valgono circa il 70% delle immatricolazioni dell’area.
A febbraio nel complesso di questi 5 mercati si è registrato infatti un calo dello 0,3% con andamenti piuttosto differenziati da paese a paese.
Nell’area UE12 il mercato, con 112.948 immatricolazioni, è in aumento del 5,8% e rappresenta appena il 10% del mercato complessivo. In Polonia le vendite di auto nuove aumentano nel secondo mese dell’anno del 3,9%, mentre diminuiscono in Repubblica Ceca del 6,7%, insieme i due paesi valgono il 55% del mercato UE12.

Nel primo bimestre 2019 le nuove immatricolazioni registrano un calo tendenziale del 2,9% con 2.374.963 autovetture.
Il mercato dell’Europa occidentale diminuisce del 3,4%, mentre l’UE12 registra un aumento dell’1,9%. I 5 major markets, con una quota del 69%, perdono l’1,9% del mercato.

Dopo aver recuperato quasi completamente la caduta dovuta alla grande crisi iniziata nel 2008, il mercato europeo dell’auto appare oggi frenato sia da fattori di carattere generale che da aspetti specifici relativi all’automobile.
Da un lato la domanda comincia a risentire del rallentamento economico che sta interessando l’economia mondiale, dall’altro le decisioni di acquisto continuano ad essere frenate dalla demonizzazione del diesel che genera disorientamento e incertezza nei potenziali acquirenti che non trovano sul mercato una soluzione alternativa conveniente come il diesel in termini di costi di esercizio e di efficienza. 

In sintesi, – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor - il mercato europeo dell’auto, dato il grande impegno di tutte le case automobilistiche per l’auto elettrica, pare sulla soglia di una transizione epocale dalle alimentazioni tradizionali a quelle verdi, ma sembra essere entrato in una situazione di stallo. E ciò non solo per le molte incognite che riguardano questa transizione ed influenzano la domanda, ma anche perché l’avvio della transizione coincide con un nuovo rallentamento dell’economia mondiale ed in particolare di quella europea”.

Il mercato auto in UE – ha spiegato Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA - è fortemente guidato dalla domanda domestica e il rallentamento dell’economia europea già in atto da alcuni mesi, in particolare nell’Area Euro, potrebbe avere un impatto significativo sulla vendita di automobili nei mesi a venire”.

I fattori di incertezza che caratterizzano lo scenario europeo e internazionale per il 2019 sono molti: le tensioni relative alla politica commerciale USA e il rallentamento dell’economia cinese, ereditate dal 2018, i possibili rischi derivanti da un aumento della volatilità dei mercati finanziari, la possibile imposizione di dazi doganali nelle importazioni di auto e componenti in USA, la Brexit ‘no deal’, le elezioni europee e l’impatto dei nuovi target di riduzione delle emissioni di CO2 fissati per il 2025 e 2030 sui piani di sviluppo dei Costruttori europei di auto.

Secondo l'Acea, dopo 4 anni di incrementi e la stabilità del 2018, l’Europa nel 2019 dovrebbe mantenersi in linea con l’anno precedente, con un aumento non superiore all’1%.

Per i 5 makor markets, il risultato migliore lo mette a segno il mercato tedesco che cresce del 2,7%, seguito dal mercato francese in aumento del 2,1% e da quello del Regno Unito a +1,4%.
In contrazione invece i mercati di Italia e Spagna che in febbraio accusa una contrazione dell’8,8% dovuta alla frenata sia della domanda dei privati che di quella delle società di noleggio.

Dall’analisi del mercato per alimentazione, nel secondo mese dell’anno si registra un altro pesante calo per le vendite di auto diesel a -21% (dopo la flessione del 31% di gennaio) e una crescita, invece, del mercato delle auto nuove a benzina, con un aumento delle vendite nel mese del 29%.
Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano il 12,3% del mercato, in crescita dell’1,4%.
In flessione le immatricolazioni di auto a Gpl (-2,1%) e a metano (-54%).
Le vendite di auto elettriche, seppure con una quota di mercato dello 0,1%, crescono del 2,8%, in rallentamento rispetto ai tassi di crescita mensili registrati nel 2018; mentre le ibride crescono del 44%.

Infine, le marche italiane hanno registrato, in Europa, 80.213 immatricolazioni nel mese di febbraio, per un calo del 5,2% e una quota di mercato del 7%.


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