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Secondo le Associazioni di categoria, il mercato è stato penalizzato dall’entrata in vigore del bonus-malus con molti punti non chiariti.

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Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il mese di marzo ha registrato 193.662 immatricolazioni rispetto alle 214.250 dello stesso mese 2018, con una flessione del 9,6%.
Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 41,7% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato l’11,2% dei volumi di vendita mensili.

Il primo trimestre, periodo nel quale mediamente si realizza il 29% del mercato dell’anno, si è fermato a 537.289 unità vendute, registrando un rallentamento del -6,5% rispetto al primo trimestre del 2018.

Secondo le Associazioni di categoria, gli eco-incentivi varati dal Governo hanno destato notevole interesse sia nei privati che nelle aziende, ma pur essendo in vigore dal 1° marzo, non hanno finora dato luogo ad alcuna immatricolazione, perché il Governo è in forte ritardo nella messa a punto degli adempimenti burocratici necessari.

“La mancanza del Decreto attuativo e la predisposizione della piattaforma, necessari alla richiesta dell’Ecobonus – ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – stanno disorientando i consumatori e penalizzando l’operatività delle aziende. Inoltre, in prospettiva lo scenario del mercato non può che peggiorare, considerato che gli effetti sulle vendite dell’Ecotassa non sono ancora oggettivamente rilevabili”.

“L’entrata in vigore di queste misure - ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto - si è fatta sentire, oltretutto gravata, ad un mese di distanza, dal grave ritardo nell’emanazione del decreto applicativo riguardante il bonus e da indicazioni sull’applicazione del malus del tutto insufficienti a dare certezza operativa alle imprese, che senza loro colpa vengono percepite come inefficienti non essendo in grado di dare risposte ai clienti”.

Anche altri fattori hanno influito sul risultato di marzo.
Innanzitutto i potenziali acquirenti di auto cominciano a percepire sempre più chiaramente che il quadro economico continua a peggiorare e che il Paese sta entrando nuovamente in recessione (per la terza volta dal 2007).
A ciò si aggiunge il fatto che nel 2019 non vi sono più i superammortamenti per le auto utilizzate come beni strumentali e questo fatto penalizza gli acquisti delle aziende, mentre gli acquisti dei privati, pur essendo in discreta tenuta, continuano ad essere frenati dalla demonizzazione del diesel.
Infine, un ulteriore fattore che penalizza le immatricolazioni è il rallentamento del ricorso alle immatricolazioni per alimentare il mercato dell’usato con chilometri zero e ciò soprattutto per alcuni marchi che stanno privilegiando i canali di vendita più remunerativi.

Sotto il profilo dei canali di vendita, la struttura del mercato evidenzia una flessione dell'1,6% a marzo per gli acquisti dei privati che salgono al 54,4% del totale mercato mentre sono in crescita del 4,4% nel cumulato del 1° trimestre.
Il noleggio perde il 13% delle vetture immatricolate, fermandosi al 29,4% di quota, per una contrazione del 19,2% del breve termine e del 7,2% del lungo termine. Nel complesso il noleggio cala del 15,5% nel cumulato, dove rappresenta 1/4 del mercato.
Forte flessione del 25,3% per le immatricolazioni a società che a marzo scendono al 16,2% di quota con una rappresentatività allineata a quella del cumulato.

Relativamente alle motorizzazioni, se le auto immatricolate come diesel si riducono del 25% sul mese e del 25,6% nel trimestre a causa delle decisioni di molte amministrazioni locali di bloccarne la circolazione; quelle alimentate a benzina aumentano rispettivamente del +9,9% e +21,2%, determinando però un aumento della CO2 media delle nuove auto vendute e ritardando il raggiungimento del target europeo di riduzione di anidride carbonica (95 g/Km entro il 2021).
Nel mese di marzo, nonostante il bonus stabilito dalla legge di bilancio 2019 non sia di fatto erogabile, le immatricolazioni di auto ibride ed elettriche crescono ugualmente, rispettivamente del +36,6% e del +45,5%.
Modesta crescita del Gpl (+2,5%) ed ennesima caduta per il metano (-39,3%).

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