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I demolitori in Europa guardano al futuro con fiducia ma restano ancora incertezze determinanti per il pieno sviluppo del settore.

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A Vienna si è tenuto il 19° Congresso internazionale sul riciclaggio automobilistico IARC 2019 (International Automobile Recycling Congress) e per l'occasione il comitato direttivo ha realizzato un sondaggio tra i partecipanti per testare gli umori degli operatori del settore.

Secondo i relatori del congresso, nel 2018 sono state prodotte oltre 70 milioni di auto in tutto il mondo e, nonostante un lieve calo dell'1,5% della produzione globale, in Europa ogni anno vengono demoliti oltre 6 milioni di veicoli generando fino a 9 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno.

Secondo il sondaggio, nell'ambito del settore del riciclaggio automobilistico vi è una modesta preoccupazione per gli sviluppi economici.
Circa il 38% prevede che le condizioni economiche dell'industria del riciclaggio automobilistico peggioreranno nei prossimi due anni, ma una percentuale altrettanto alta ritiene che gli affari rimarranno stabili e poco più di un quarto degli intervistati si aspetta che le condizioni economiche miglioreranno.

I risultati sono leggermente più incoraggianti quando si prevedono gli sviluppi futuri dei volumi: solo circa un quarto dei partecipanti ritiene che i volumi di mercato diminuiranno nei prossimi due anni, un altro 35% prevede una crescita costante. Tuttavia, un buon 40% degli intervistati prevede che i volumi dei rottami aumenteranno notevolmente.

Nell'indagine, ai partecipanti al congresso è stato chiesto di valutare la situazione aziendale attuale e futura sia dal punto di vista monetario che quantitativo.
I risultati mostrano che le attuali condizioni economiche sono valutate migliori degli sviluppi attesi in futuro: circa il 56% degli intervistati ha definito favorevole l'attuale situazione economica, mentre un buon 30% valuta le condizioni attuali come invariate rispetto all'anno precedente.

I risultati sono altrettanto positivi nella valutazione delle tendenze attuali dei volumi: per il 46% dei partecipanti gli attuali trend di volume sono positivi e un ulteriore 41% vede le quantità di mercato invariate rispetto agli ultimi due anni. Solo il 13% degli intervistati ha descritto le tendenze attuali del volume come negative.

Alla domanda sui fattori che influenzano la performance aziendale, i partecipanti hanno sottolineato in particolare il crescente livello di incertezza dello sviluppo economico globale.
I conflitti commerciali internazionali, il rallentamento della crescita in Cina e l'imminente Brexit sono i problemi principali e in tale contesto, è molto difficile prevedere l'impatto sui prezzi dei metalli non ferrosi e dei rottami in acciaio.

D'altra parte, i partecipanti sottolineano anche che le prospettive economiche in Europa rimangono buone, anche se è possibile che nel corso dell'anno diminuisca leggermente il ritmo di crescita.

"Tutto sommato, questo sondaggio mostra che gli attori del settore del riciclaggio auto guardano al futuro con fiducia. - ha affermato Manfred Beck, Presidente del Comitato direttivo dello IARC - Tuttavia, molti fattori incerti, come i conflitti commerciali internazionali, il rallentamento dell'economia cinese e l'imminente Brexit, determineranno le sorti del settore".

Agli specialisti del riciclaggio auto è chiaro quali problemi irrisolti del settore frenano il potenziale delle loro aziende: il numero significativo di veicoli fuori uso esportati in paesi con bassi standard di smaltimento dei rifiuti e l'incoerenza normativa tra i vari stati dell'UE.
Inoltre, i demolitori tedeschi hanno sottolineato che le capacità di incenerimento per i residui ad alto potere calorifico sono "sempre più carenti".

Anche il tema della mobilità elettrica gioca un ruolo chiave e continua a porre una serie di domande, in particolare, il numero di auto elettriche che potrebbero essere vendute nei prossimi anni e i materiali che dovranno essere riciclati in futuro.
È ancora aperta la questione del tipo di modello di proprietà per le batterie elettriche che prevarrà in futuro e, secondo alcuni partecipanti, la normativa UE sulle sostanze chimiche potrebbe avere un effetto frenante sui volumi di riciclaggio.


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