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I diesel sporchi non richiamati vengono persino spediti nei Paesi dell'Est Europa, poiché sono sempre più soggetti a divieti nelle città occidentali, come Parigi, Madrid e Amburgo.

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Dal 2015 sono stati richiamati solo 10 milioni dei 43 milioni di auto e furgoni diesel altamente inquinanti coinvolti nello scandalo delle emissioni Dieselgate.

A lanciare l'allarme, l'associazione Transport & Environment (T & E), che ha analizzato i dati UE e ha spiegato che i richiami totali non saranno effettuati neanche entro i prossimi 2 anni, nonostante le correzioni di software richiedano solo la forma più economica e meno efficace.
Secondo una recente analisi di T & E, sulle strade europee circolano ancora 43 milioni di veicoli diesel inquinanti, che rappresentano la causa principale dei superamenti tossici di NO2 nelle città, e superano di ben 3 volte i livelli di emissioni di NOx, causando gravi danni alla salute umana.

Secondo T & E, la Commissione europea e i governi dell'UE devono accelerare gli aggiornamenti software nell'intero mercato unico, ma anche combinarli con un retrofit hardware più efficace laddove tecnicamente possibile.

"L'attuale velocità da lumaca nel ripulire l'Europa dalle auto diesel è inaccettabile. - ha dichiarato Florent Grelier, ingegnere di veicoli green di T & E - L'industria ha avuto 4 anni da quando è scoppiato lo scandalo del diesel, ma non è riuscita a seguire nemmeno i propri impegni di riparazione delle auto manipolate. È tempo che i governi si impegnino e ordinino richiami obbligatori in tutta l'UE. Questo non richiede nuove leggi, ma solo volontà politica".

La situazione è ancora peggiore per i consumatori e la salute pubblica nell'Europa dell'Est, dove solo il 55% delle auto del Gruppo Volkswagen è stato richiamato rispetto all'83% dell'Europa occidentale.
I diesel sporchi non richiamati vengono persino spediti in questi paesi poiché sono sempre più soggetti a divieti nelle città occidentali come Parigi, Madrid e Amburgo.
Solo nel 2017 in Polonia sono stati esportati 350.000 veicoli diesel usati di seconda mano, principalmente dalla Germania.

I governi dell'UE devono garantire che i richiami siano effettuati in modo coerente e trasparente nell'intero mercato unico dell'UE e le auto non richiamate non dovrebbero essere esportate, a meno che non siano state sottoposte alle dovute correzioni.

Al momento le automobili possono essere vendute sul mercato unico dell'UE dopo essere state omologate in uno Stato membro, ma non esiste un sistema europeo per garantire il ritiro uniforme delle auto.
Le nuove regole che consentono i richiami a livello UE si applicheranno solo alle nuove auto vendute a partire da settembre 2020.
Ciò significa che l'Europa si ritrova ancora con la maggior parte delle auto diesel inquinanti coinvolte da Dieselgate.

"Il mercato unico dell'UE fallisce quando si parla di emissioni di automobili. - ha concluso Grelier - Funziona solo per vendere auto, ma non per richiamarle quando le cose vanno male. Non ci devono essere cittadini di seconda classe in Europa. Ogni europeo ha lo stesso diritto all'aria pulita. La recente tabella di marcia verso i veicoli puliti dell'UE dimostra che i governi e l'industria sanno esattamente cosa deve essere fatto, devono solo iniziare a realizzarlo”.


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