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Un giorno lavorativo in meno, uno scenario di crisi politico-istituzionale e un contesto macroeconomico di stagnazione non aiutano il mercato auto italiano.

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Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il mese di agosto ha chiuso con 88.939 immatricolazioni di autovetture nuove, ossia il -3,1% rispetto ad agosto 2018.
Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 59,1% del totale mercato e si registra inoltre un consistente incremento delle auto-immatricolazioni di case e concessionari che, secondo le elaborazioni Dataforce, nel mese di agosto hanno rappresentato il 24,5% dei volumi di vendita mensili.

“Il mese di agosto è tradizionalmente poco rappresentativo perché troppo condizionato dal ‘chiuso per ferie’. - ha spiegato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto - Ma è evidente che se i numeri non fossero stati tirati su dalle auto-immatricolazioni di case e concessionari, obbligati dall’entrata in vigore delle nuove norme sull’Euro 6 D-Temp dal 1° settembre, il risultato del mese sarebbe stato ulteriormente negativo. E certamente bene non fa la crisi di Governo che insieme allo stallo dell’economia italiana e al deterioramento dello scenario economico internazionale costituiscono gli aspetti di contorno più preoccupanti”.

Gli 8 mesi, in linea con i risultati di agosto, hanno archiviato un volume di immatricolazioni pari a 1.325.162 unità, con una flessione del 3% verso le 1.366.390 del gennaio-agosto dello scorso anno.

Dall’analisi della struttura del mercato dal punto di vista dei canali, emerge un ritorno alla flessione per i privati (-5,6%) che però riescono a mantenere un leggero incremento (+1%) nel consuntivo gennaio-agosto.
Il noleggio, con la performance peggiore fra i diversi utilizzatori, perde 1/5 dei volumi immatricolati, mentre rimane stabile in volume nel cumulato.
Le società, in controtendenza rispetto alle flessioni degli ultimi 11 mesi, tornano a segnare un incremento del 4,4% dovuto alla dinamicità delle auto-immatricolazioni ma rimangono comunque in calo del 18,3% nel cumulato.

Sul fronte delle alimentazioni si evidenzia un andamento positivo per i veicoli a benzina, i Gpl e gli ibridi, che guadagnano rispettivamente +44,7%, +18,2% e +6,8%.
In crescita del +35,9% anche i veicoli a metano rispetto al pari periodo 2018. Anche ad agosto si conferma la flessione del diesel pari a -33,7%, con una quota di mercato del 38%, su base annua il calo è del -24,5% (share del 41,7%).
Le vetture elettriche aumentano del +174% (0,6% di quota) nel mese, mentre nel periodo gennaio-agosto la crescita è del +114,1% con una rappresentatività marginale dello 0,5% del totale mercato.

Ciò che più preoccupa le concessionarie è l’impatto dovuto all’inasprimento delle aliquote IVA che si profila a partire dal prossimo anno.

“Scongiurare l’aumento dell’Iva è essenziale anche per il settore dell’auto – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor - ma per risolvere il problema dell’abnorme invecchiamento del parco circolante italiano, con tutto quello che ne consegue in termini di inquinamento e di incidentalità stradale, occorre una politica per la mobilità che incentivi innanzitutto la sostituzione delle auto più vecchie anche con auto usate più recenti e crei un percorso preferenziale per l’acquisto di vetture a basso impatto ambientale. Non solo. Occorre anche che si abbandoni la politica della ingiustificata penalizzazione dei proprietari di autovetture particolarmente inquinanti o ritenute tali. E ciò sia perché queste auto sono spesso possedute dalle fasce economicamente più deboli della popolazione sia perché i costi della salvaguardia dell’ambiente vanno ripartiti tra tutti i cittadini con criteri di progressività, coerentemente con i principi ispiratori della nostra carta costituzionale”.

Ovviamente, in questo momento, molte speranze vengono riposte nel Governo che sta per nascere.
I costruttori auspicano che il nuovo Esecutivo metta finalmente e seriamente nella sua agenda il rilancio del settore automotive

“È assolutamente necessario che le esigenze di finanza pubblica, pur imprescindibili, non vedano ancora una volta l’auto nel mirino del fisco, con misure punitive che puntano a fare cassa con accise, bolli, tasse e imposte varie, colpendo consumatori e imprese al tempo stesso. - ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – Ci auguriamo che il nuovo esecutivo sia in grado di mettere in campo azioni efficaci, incisive e tempestive per lo sviluppo del mercato e con esso dell’economia italiana e resta come sempre a disposizione delle Istituzioni per dare il proprio contributo nell’ottica di una mobilità sempre più innovativa e sostenibile da un punto di vista economico, sociale ed ambientale”.


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