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Il buon risultato di ottobre è dovuto però in parte ancora alla vicenda dell’entrata in vigore del nuovo sistema di omologazione WLTP del 2018.

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Secondo i dati diffusi dall’ACEA, a ottobre nell’Europa dei 28+EFTA sono state immatricolate circa 1.215.000 auto nuove, 96.000 in più di 12 mesi prima, con una crescita complessiva dell’8,6%.

Dall’analisi dei risultati del mese per paese, si nota un generalizzato aumento delle vendite con 26 dei 30 paesi analizzati in crescita, con l’eccezione di Regno Unito, Norvegia, Islanda e Cipro.

I 5 major market, nel complesso, hanno immatricolato il 71% dei volumi UE di ottobre, mentre l’area dei nuovi Paesi membri (UE12), con un rialzo dei volumi del +15,8%, rappresenta il 10% del mercato complessivo del mese.

Il dato positivo del mercato europeo a ottobre, il migliore in termini di volumi da ottobre 2009, beneficia del confronto con lo stesso mese del 2018, quando i volumi erano risultati in calo del 7,4% sempre per effetto dell’entrata in vigore della normativa WLTP per tutte le nuove vetture in vendita, con l’anticipazione degli acquisti nei precedenti due mesi estivi per lo smaltimento delle vetture in stock.

Il dato di ottobre 2019, come quello di settembre (+14,4%), risolleva le sorti di un’annata automobilistica che nella prima metà dell’anno sembrava decisamente debole.
Il consuntivo del primo semestre si è infatti chiuso con un calo del 3,1%, ma nel cumulato dei primi 10 mesi il calo si è ridotto allo 0,7%.

Tra i 5 major market l’incremento maggiore lo fa registrare la Germania che mette a segno in ottobre una crescita del 12,7% e che nell’intero 2019 potrebbe arrivare a quota 3,4 milioni di immatricolazioni, un livello inferiore solo al record del 2009. Da segnalare in questo Paese, la ripresa della quota del diesel sulle immatricolazioni.
Ottimo risultato è anche quello del mercato francese che cresce dell’8,7% e nel consuntivo dei primi 10 mesi dell’anno è in sostanziale pareggio (-0,3%).
Terzo per crescita, tra i grandi mercati, è quello italiano con un incremento del 6,7% in ottobre e con un piccolo calo nel consuntivo dei primi 10 mesi (-0,8%).
Bene anche la Spagna che cresce in ottobre del 6,3%, ma accusa un calo del 6,3% nel consuntivo dei primi 10 mesi essenzialmente per la debolezza della domanda dei privati, compensata soltanto in parte da una certa effervescenza degli acquisti delle aziende.
In difficoltà invece il mercato del Regno Unito che accusa un calo del 6,7% in ottobre e del 2,9% nei primi 10 mesi dell’anno a causa dell’incertezza legata alla Brexit e di una crescita economica stentata.

Certo il mercato dell’auto sconta l’indebolimento del quadro economico e gli effetti della demonizzazione del diesel, - ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - ma proprio per quest’ultimo aspetto un segnale positivo sembra venire dal maggior mercato del continente, quello della Germania, dove la quota del diesel sulle immatricolazioni ha ricominciato a crescere”.

L’ultima previsione di ACEA, dello scorso giugno, ipotizzava per il mercato auto europeo una chiusura del 2019 a -1%.
Se il trend positivo evidenziato a settembre e a ottobre dovesse proseguire negli ultimi 2 mesi dell’anno, tuttavia, la chiusura dell’anno avrà sicuramente il segno positivo e portare le immatricolazioni intorno a quota 15.600.000, un livello che è però ancora al di sotto del 2,4% rispetto al massimo del 2007.

In sintesi, - ha concluso Quagliano - tenendo conto del quadro economico internazionale, la situazione del mercato automobilistico europeo non è insoddisfacente ed inoltre va sottolineato che se prendesse corpo il segnale proveniente dal mercato tedesco di una possibile inversione di tendenza nella caduta del diesel verrebbe meno un fattore negativo che ha fortemente condizionato la domanda sia nel 2018 che nel 2019”.

 


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