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Il mercato europeo dell’auto procede in una sostanziale stagnazione compatibile con il rallentamento economico, iniziato nella seconda metà del 2018 e aggravatosi nel 2019.

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Secondo i dati diffusi dall’ACEA, a novembre le immatricolazioni di autovetture nuove nell’Europa dei 28+EFTA sono state 1.210.860, 4,5% in più rispetto agli 1.158.554 veicoli dello stesso mese del 2018.

I 5 major market hanno immatricolato il 72% del mercato del mese, con 872.224 unità, in crescita del 3,7%.
Nell’UE15+Efta ci sono state 1.089.995 nuove registrazioni (+3,9%), mentre nell’area UE12 il mercato, con 120.865 immatricolazioni, è in crescita del 10,8% e rappresenta il 10% del mercato complessivo di novembre.
In Polonia le vendite di auto nuove crescono a novembre del 4,9%, mentre in Repubblica Ceca si registra un aumento del mercato del 4,6%. Insieme i due paesi valgono il 54% del mercato UE12 del mese.
L’area EFTA vede le proprie immatricolazioni in calo del 6% a novembre: in crescita solo il mercato svizzero (+0,5%).

Chiudono con segno negativo 8 mercati su 30: Austria (-1,4%), Estonia (-0,1%), Lettonia (-3,4%), Slovacchia (-3,9%), Slovenia (-0,6%), Regno Unito (-1,3%), Norvegia (-18,5%) e Islanda (-11,1%).

Il consuntivo gennaio-novembre conferma la sostanziale stagnazione del mercato auto europeo, con 4.542.126 unità vendute, 0,3% in meno rispetto alle 14.585.602 unità dei primi 11 mesi del 2018.
Nel cumulato il mercato dell’Europa occidentale diminuisce dello 0,8%, mentre l’UE12 registra un aumento del 4,4%.
I 5 major markets, con una quota del 71,6%, perdono lo 0,2% del mercato.

Secondo l'Anfia, se il trend di crescita degli ultimi 3 mesi dovesse proseguire a dicembre, con almeno 1,09 milioni di nuove immatricolazioni su 1,04 di dicembre 2018, il mercato dell’auto per il 2019 potrebbe chiudere con segno positivo.

Meno ottimista il Centro Studi Promotor, secondo il quale, nonostante l’exploit della Germania, il mercato non raggiungerà neppure nel 2019 il massimo toccato nel 2007 a quota 16 milioni di immatricolazioni e anche il 2020 potrebbe essere un anno all’insegna della stagnazione.

Il settore dell’auto – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor – sta vivendo una vigilia difficile dopo la scelta delle autorità politiche e di tutte le case automobilistiche di puntare decisamente sulle soluzioni elettriche, che, tuttavia, nonostante il lancio di tanti nuovi modelli interessanti, stentano ad affermarsi in maniera significativa senza il supporto di forti investimenti in incentivi e in infrastrutture”.

Si sta chiudendo un 2019 faticoso per il mercato auto Europeo – ha commentato Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE – e andiamo incontro con forte preoccupazione ad un 2020 molto difficile, per l’entrata in vigore dei restrittivi target sulle emissioni di CO2 e delle relative, pesanti sanzioni”.

Il mercato europeo dell’auto sta dunque procedendo all’insegna di una sostanziale stagnazione compatibile con il rallentamento economico, iniziato nella seconda metà del 2018 e aggravatosi nel 2019.

Sull’andamento di quest'anno ha inciso negativamente anche la demonizzazione del diesel, che ha creato forte incertezza negli automobilisti perché il mercato non offre al momento soluzioni alternative altrettanto economiche e versatili.

Di conseguenza o si rinvia l'acquisto o si sostituisce un diesel riacquistando altri diesel o vetture a benzina, mentre benefici limitati si hanno per le motorizzazioni a basso o nullo impatto ambientale che, pur con forti tassi di crescita in termini percentuali, hanno numeri assoluti ancora molto piccoli.

Analizzando i numeri dei 5 major market, il mercato tedesco è quello che ha fatto registrare il maggior numero di immatricolazioni ed è anche l’unico in crescita tra i cinque grandi.
Le vendite in Germania nei primi 11 mesi del 2019 sono state 3.323.878 con un incremento sullo stesso periodo del 2018 del 3,9%. Nell’intero anno le immatricolazioni in Germania dovrebbero toccare quota 3.570.000 unità, il miglior risultato degli ultimi 20 anni dopo quello del 2009 fortemente sostenuto da bonus ambientali.
La Francia ha chiuso il consuntivo dei primi undici mesi con un calo dello 0,2% e la domanda di auto è dunque anche qui in stagnazione, così come in Italia (-0,6%), mentre più negativo è il risultato del Regno Unito (-2,7%) che ha risentito per tutto l’anno delle incertezze legate alla Brexit e ancora più negativo è il risultato del quinto dei grandi mercati, la Spagna, che accusa un calo del 5,7% nonostante un notevole ricorso alla pratica dei chilometri zero.


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