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Eurobat accoglie con favore la pubblicazione della strategia industriale dell'UE e del Piano d'Azione per l'Economia Circolare, ma urge rivedere il quadro normativo specifico e potenziare il riciclo. 

batteria auto accumulatore ELV

La scorsa settimana la Commissione Europea, nel pieno rispetto della tabella di marcia sul Green Deal europeo, ha adottato il nuovo Piano d'azione per l'economia circolare.

Noti ed ambiziosi gli obiettivi, fra i quali: il conseguimento della cosiddetta neutralità climatica (al 2050); la riduzione degi impatti delle attività antropiche sulla biodiversità e l'analoga riduzione della pressione sulle risorse naturali; l'aumento della crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro grazie ai benefici connessi dall'adozione di pratiche di green economy.

In questo contesto, tutte le filiere produttive sono chiamate a fare la loro parte e anche il settore delle batterie industriali e per veicoli si trova coinvolto, tanto più in una frazione temporale caratterizzata dal fermento normativo di aggiornamento della Direttiva sui veicoli fuori uso e della Direttiva sulle Batterie e nel quadro di una strategia comunitaria che ha già dato vita ad iniziative quali l'European Battery Alliance.

Senza dimenticare che, tra l'altro, il comparto delle batterie – in particolar modo quello delle batterie al piombo per autotrazione - è già un importante pilastro della circular economy, con efficaci processi di raccolta/riciclo a livello europeo.

Ebbene, sul punto specifico Eurobat, l'Associazione dei produttori europei di batterie, ha recentemente plaudito all'iniziativa della Commissione sottolineando la particolare attenzione posta al comparto delle batterie, la cui tecnologia è particolarmente strategica per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione in diversi settori: dall'energia ai trasporti; dalla logistica alle telecomunicazioni.

Tuttavia, i produttori lamentano che la Strategia Ue non riconosca adeguatamente: "la diversità delle applicazioni e delle tecnologie presenti oggi sul mercato delle batterie", con ciò spiegando che tanto le tecnologie al piombo, quanto quelle al litio, al sodio, e al nichel, sono ugualmente nessarie e complementari per raggiungere, in tutti i settori, gli obiettivi di decarbonizzazione che l'Ue s'è data.

Con oltre 30.000 posti di lavoro attualmente in Ue e ottime previsioni di crescita per il prossimio futuro (dato il trend positivo del mercato dei veicoli elettrici e della domanda di tecnologie per l'accumulo di energia), l'industria delle batterie chiede al Legislatore comunitario di "assumere un ruolo guida" nella creazione di un contesto economico favorevole e di un quadro normativo positivo e coerente in grado di spingere il settore delle tecnologie e delle applicazioni a batteria.

Allo stesso tempo i produttori guardano con favore "all'imminente legislazione sulle batterie e la revisione della direttiva sui veicoli fuori uso annunciata nel piano d'azione per l'economia circolare" in quanto possibili ed auspicabili occasioni per risolvere "incoerenze e sovrapposizioni, per garantire certezza, investimenti e prevedibilità alle imprese".

I produttori chiedono, dunque, alla Commissione di lavorare sotto il profilo legislativo nella direzione della strategia per la sostenibilità delle sostanze chimiche sostenendo che tutte le diverse opzioni di gestione del rischio per i materiali strategici della batteria, come i limiti vincolanti di esposizione professionale (OEL), siano presi in considerazione prima del divieto di talune sostanze.

Al contempo, chiedono che sia potenziato il riciclaggio dei diversi materiali utilizzati nelle batterie al fine di garantire una maggior disponibilità delle risorse (riducendo la domanda di materie prime) e favorendo un percorso virtuoso di mitigazione degli impatti antropici e dei consumi che si tradurrà nel contrasto al climate change e nella maggiore protezione dell'ambiente.

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