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Una ricerca congiunta fra tre Università del Vecchio continente rimarca il risparmio finale di CO2 conseguito dagli EV nel 95% dei Paesi del mondo.

auto elettriche emissioni

I veicoli elettrici sono decisamente la soluzione migliore dal punto di vista della riduzione delle emissioni di gas climalteranti rispetto ai modelli tradizionali a combustione interna.

Ad affermarlo, è la nuova ricerca "Net emission reductions from electric cars and heat pumps in 59 world regions over time" condotta da un team internazionale di ricercatori dell'Università di Exeter, dell'Università di Cambridge e dell'Università di Nijmegen nei Paesi Bassi e pubblicata sulla rivista Nature Communication che prende in considerazione sia la riduzione delle emissioni nei veicoli elettrici sia quella derivante dai più innovativi sistemi di riscaldamento.

Lo studio si concentra sulla principale obiezione che i detrattori oppongono all'affermarsi dell'elettrificazione del trasporto su strada, ovvero, che i veicoli elettrici emettono sì meno ossido di carbonio dal tubo di scappamento rispetto a modelli benzina o diesel, tuttavia, ciò che è sottratto allo scarico, di fatto, è prodotto dalle centrali elettriche che ancora utilizzano combustibili fossili per produrre energia, anche quella utilizzata per la ricarica.

Anche perché se è vero che l'energia prodotta dal mix di rinnovabili svolge un ruolo importante nella produzione energetica complessiva, è altrettanto vero che la disponibilità continua è garantita attualmente in larga parte dalla produzione tradizionale.
Un altro aspetto di confronto, poi, è rappresentato dalle emissioni carboniose derivanti dal ciclo di produzione delle batterie.

Ebbene, prendendo in considerazione i molteplici fattori in gioco, ivi comprese produzione e generazione di energia elettrica, la ricerca ha evidenziato che, salvo qualche eccezione, nel 95% dei Paesi presi in esame, i veicoli elettrici sono più efficaci per contrastare il cambiamento climatico.

Il team internazionale di ricercatori è giunto a queste conclusioni dopo aver analizzato e comparato i dati derivanti dalla classificazione dei diversi approcci alla generazione di energia in 59 aree del pianeta.
Accanto a questi sono stati raccolti elementi in grado di quantificare le emissioni attuali e quelle future di diversi modelli di EV; le emissioni dei diversi cicli di vita dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti prodotti, sino alle diverse tecnologie in gioco.

Dalla comparazione finale è emerso che in 53 delle delle 59 macro aree censite, i veicoli elettrici emettono, comunque complessivamente, meno CO2 rispetto a quelli ad alimentazione tradizionale e tale affermazione è tanto più valida in Europa (dove il mix energetico è comunque alto), così come negli USA e in Cina. Le cose cambiano, invece, in quei Paesi dove l'energia elettrica viene prodotta quasi esclusivamente bruciando carbone, come, ad esempio, tanto per restare nel Vecchio continente, in Polonia.

Le performance emissive di queste ipologie di veicoli, inoltre, dovrebbero migliorare ulteriormente man mano che la loro efficienza aumenta con l'evoluzione tecnologica e il consolidarsi del mercato internazionale.

Pertanto, conclude la ricerca, anche se la futura elettrificazione del trasporto su strada non dovesse essere accompagnata da una rapida decarbonizzazione in sede di produzione energetica, la nuova dinamica ingenerata dalla sempre maggiore circuitazione di veicoli elettrici contribuirà comunque ad una cospicua riduzione delle emissioni a livello globale.

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