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Risparmio energetico, maggiore sicurezza, riduzione dell'inquinamento acustico e delle emissioni nei trasporti sono gli obiettivi da raggiungere con i pneumatici del futuro. A questo punto manca solo l'approvazione formale del Consiglio.

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Prosegue l'iter per la definizione di nuove norme per l'etichettatura europea degli pneumatici del futuro, che, a partire dal 2021 dovranno esplicitare informazioni su consumo energetico, aderenza e rumorosità.

É quanto ha deciso il Parlamento Europeo che, nella sessione plenaria di mercoledì 13 maggio ha approvato il nuovo Regolamento sull'etichettatura degli pneumatici, precedentemente adottato dal Consiglio Europeo lo scorso 25 febbraio e che aggiornerà il sistema di etichettatura a partire da maggio 2021 (dopo la formale adozione da parte del Consiglio dei Ministri Ue).

In sostanza, a partire dal 1° maggio prossimo le nuove etichette presenti sui pneumatici di auto e camion dovranno indicare la loro efficienza, le prestazioni in termini di aderenza sul bagnato e il rumore prodotto dal rotolamento.
Le etichette dovranno essere chiaramente visibili per i consumatori e devono essere esposte in tutte le situazioni in cui vengono venduti pneumatici, anche online, e dovranno avere un codice QR per consentire una facile scansione.

Le nuove etichette, inoltre, in futuro, dovranno includere informazioni visive sulle prestazioni dei pneumatici in condizioni di neve o ghiaccio, nonché informazioni su chilometraggio, abrasione o pneumatici ricostituiti.

Il nuovo Regolamento, ricordiamo, nasce a seguito della proposta di modifica della Commissione Ue che data dal maggio 2018 nell'ambito del Pacchetto sulla mobilità pulita e dal successivo accordo politico fra Commissione, Parlamento e Consiglio di novembre 2019 e si prefigge di rendere più visibili le etichette e di fornire ai consumatori maggiori informazioni per consentire loro di scegliere pneumatici più sicuri, più silenziosi e che consumano meno carburante.

Sicurezza, quindi, ma anche e soprattutto risparmio energetico e abbattimento dell'inquinamento acustico, dal momento che gran parte del persistente rumore di fondo quotidiano è causato proprio dal trasporto e dal traffico.

Il nuovo sistema di etichettatura che una volta entrato in vigore abrogherà e sostituirà il precedente del 2009 potrebbe portare, secondo quanto afferma una nota dell'Europarlamento, a una riduzione di 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e a un aumento del fatturato nel settore manifatturiero di 9 miliardi di euro.

Proprio sul punto della riduzione delle emissioni, vale la pena ricordare che in occasione dell'accordo politico di novembre la Commissione Ue aveva sottolineato che nel periodo 2014-2017 il consumo di energia nel trasporto su strada è cresciuto del 5,6%, aumentando le emissioni di gas a effetto serra del settore dei trasporti.
E siccome la resistenza al rotolamento dei pneumatici rappresenta il 20-30% del consumo di carburante di un veicolo, è fondamentale ridurre questa resistenza per aumentare l'efficienza del carburante e ridurre le emissioni.

"L'aggiornamento delle etichette dei pneumatici è uno strumento semplice ma efficiente, che contribuisce ad una mobilità più sicura e più pulita, incoraggiando cambiamenti nel comportamento dei consumatori", ha affermato la relatrice Henna Virkkunen ricordando anche che le particelle rilasciate dai pneumatici rappresentano la maggior parte delle microplastiche presenti nell'ambiente.

"Il Regolamento - ha aggiunto - affronta questa pressante questione includendo i parametri di chilometraggio e di abrasione nel campo di applicazione, non appena saranno disponibili metodi di test adeguati".

Un altro passo, ci auguriamo, verso il raggiungimento di una maggiore sostenibilità nel settore della mobilità.

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