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È stato pubblicato da ACEA l'edizione 2019 del Rapporto annuale del settore automobilistico, sia in Europa che nel mondo.

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Le prospettive del settore automobilistico globale per il 2020 sono cambiate radicalmente a causa dell'epidemia di COVID-19.
Solo in Europa nel 2020 la disoccupazione crescerà al 9% e il PIL calerà del 7,4% per poi risalire del 6,1% nel 2021, sempre che la pandemia rimanga sotto controllo nei prossimi mesi.

ACEA ha appena pubblicato l'edizione 2019 del suo Rapporto annuale del settore automobilistico, sia in Europa che nel mondo, dal quale emerge un quadro già in sofferenza.

In tutto il mondo nel 2019 sono stati venduti quasi 75 milioni di autovetture, il 4,9% in meno rispetto all'anno precedente.

Negli Stati Uniti la vendita di auto nuove è diminuita del 3,2% nel 2019 rispetto all'anno precedente, ma ha aumentato la sua quota del mercato globale delle autovetture passando dal 17,6% al 18%.
Gli Stati Uniti rappresentano l'84% del volume delle vendite di autovetture nella regione, pertanto tutto il Nord America ha rispecchiato questa tendenza negativa, registrando un calo del 3,8% su base annua.

In Sud America, i risultati del 2019 sono stati inferiori del 5,2% rispetto all'anno precedente.
L'aumento dell'8,3% in Brasile, infatti, non è riuscito a compensare le perdite delle vendite di autovetture in Argentina, dove la domanda di auto si quasi è dimezzata durante l'anno.

Nel 2019, in Giappone le vendite di autovetture sono diminuite dell'1,8% rispetto al 2018, dal momento che l'impatto dell'aumento dell'imposta sui consumi nell'ottobre 2019 non è stato compensato dai vari regimi di sostegno volti a sostenere la domanda.
Anche in Corea del Sud le vendite sono diminuite del 2%, a poco meno di 1,5 milioni di unità.

Le vendite di autovetture in Cina sono diminuite dell'8,9% nel corso dell'anno a 21,2 milioni di unità, continuando una tendenza al ribasso iniziata nel 2018 dopo quasi 30 anni di crescita ininterrotta.
L'aumento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e un generale rallentamento economico hanno minato la fiducia dei consumatori cinesi. Di conseguenza, la loro quota di vendite globali di automobili è diminuita dal 29,4% nel 2018 al 28,2%, anche se il paese ha mantenuto la sua posizione come il più grande mercato automobilistico al mondo.

L'anno scorso, il mercato indiano di autovetture è crollato e ha registrato un calo a due cifre dell'11,3% a causa dell'aumento dei costi di proprietà e alla crisi del settore finanziario che ha colpito la liquidità dei consumatori.

Il mercato dell'intero continente europeo ha registrato una modesta crescita dello 0,4% nel 2019, recuperando in parte la performance negativa della prima metà dell'anno.
Le vendite di auto nuove sono rimaste sopra i 18 milioni di unità, con una quota di mercato globale del 24,2%.
La domanda è stata supportata dalle forti performance di Ucraina (+ 17,6%), Kazakistan e Bielorussia, ma anche l'UE (+ 1,2%) ha contribuito alla ripresa della zona, grazie ai buoni risultati dei principali mercati dell'Europa dell'Est.
In Russia, tuttavia, le vendite di auto nuove sono diminuite del 2,7%, mentre in Turchia l'aumento dei tassi di interesse sui prestiti ha determinato un forte calo del 20,4% della domanda interna.

Andando nel dettaglio delle immatricolazioni di auto nuove nell'Unione europea, il 2019 è stato il sesto anno consecutivo di crescita, a +1,2% e raggiungendo oltre 15,3 milioni di unità.

A contribuire al risultato sono stati i numeri di dicembre che ha segnato il totale più alto mai registrato fino ad oggi con 1.215.076 di immatricolazioni e un aumento del 21,7%, dovuto al confronto con dicembre 2018 che accusava l'effetto dirompente sul mercato dell'introduzione del test WLTP.

La domanda è stata forte nei mercati dell'Europa dell'Est, con nuove immatricolazioni di automobili in crescita del 6,2%.

I paesi dell'Europa occidentale hanno registrato un lieve aumento dello 0,7%, con la Germania (+ 5,0%) che ha registrato il maggiore aumento tra i 5 principali mercati dell'UE, seguita da Francia (+ 1,9%) e Italia (+ 0,3%). Malgrado ciò, sia la Spagna (‐4,8%) sia il Regno Unito (‐2,4%) hanno visto un calo della domanda.

A causa dell'epidemia di COVID-19 e delle misure attuate per contenerlo, le prospettive per il 2020 appaiono sempre più desolate e ciò avrà inevitabilmente un impatto enorme sulle vendite di auto dell'UE nei prossimi mesi.

Sarà un grosso colpo per un settore che offre lavoro a quasi 14 milioni di europei, rappresentando il 6,1% di tutti i posti di lavoro nell'UE.
Non solo, l'11,4% dei posti di lavoro nell'industria manifatturiera dell'UE, circa 3,5 milioni, è proprio nel settore automobilistico.

L'industria automobilistica genera con il suo fatturato il 7% del PIL dell'UE, 440,4 miliardi di euro di imposte e un surplus commerciale di 84,4 miliardi di euro.

Infine, investendo ogni anno 57,4 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, il settore automobilistico rappresenta il maggiore contributo privato europeo all'innovazione, rappresentando il 28% della spesa totale dell'UE.


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