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I motivi della fuga sono sempre gli stessi: guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, paura di perdere la patente e la sempre più frequente "scopertura" assicurativa.

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1.129. È questo il drammatico numero di episodi di pirateria grave registrati in Italia nel 2019, nei quali delle persone sono morte o hanno riportato lesioni.
Ancora più drammatico se si considera che rispetto al 2018 le fughe sono aumentate del 12,3%.

Sono gli ultimi dati registrati dall’Osservatorio ASAPS sulla pirateria stradale.

I dati di questo bieco fenomeno, molto italiano, devono farci riflettere e richiedono una maggiore politica di contrasto. - ha spiegato Giordano Biserni, Presidente ASAPS - I motivi della fuga? Più o meno sempre gli stessi, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, la paura di perdere la patente e la sempre più frequente scopertura assicurativa”.

A causa dei pirati della strada in Italia nel corso del 2019 sono morte complessivamente 115,4 persone in più rispetto al 2018 quando furono 111, per un incremento del 3,6%.
I feriti sono stati 1.335, in aumento del 17,5% rispetto ai 1.136 dell’anno precedente.

Il pirata è stato identificato nel 53,1% dei casi, percentuale che sale al 70,2% per le piraterie mortali.

Sfugge alla raccolta dei dati ASAPS l’identificazione che avviene a distanza anche di mesi.

Nel 15,1% delle piraterie mortali il pirata identificato a distanza di poco tempo è risultato positivo all’alcol o alla droga o entrambe le tossicità e nel 16,7% delle fughe dopo l’incidente il pirata identificato è risultato essere straniero.

Quasi la metà delle vittime mortali erano pedoni (54 su 115) e 16 erano ciclisti; furono rispettivamente 63 e 21 nel 2018.

In 175 episodi è rimasto coinvolto un minore e in 86 incidenti il coinvolto aveva meno di 14 anni. La maggio parte dei pirati sono uomini, infatti solo in 71 episodi (11,8%) le protagoniste della fuga erano donne.

La regione più colpita dal fenomeno della pirateria con il maggior numero di episodi è la Lombardia con 208 episodi, seguita da Campania con 120 e Lazio con 103.
Il Veneto con 94, la Sicilia e l’Emilia-Romagna con 90, la Toscana con 72, la Puglia con 65 e il Piemonte con 63.
A metà classifica le Marche con 58 episodi, il Friuli Venezia Giulia con 35, la Liguria 34 e l’Abruzzo 26.
I numeri migliori si registrano in Sardegna con 19 eventi, Calabria 17, Trentino Alto Adige 14, Umbria 11, Molise 9 e Valle D’Aosta 1.

I numeri del 2020 non fanno ben sperare.
Nonostante il lockdown sono stati registrati 308 episodi nei primi 5 mesi del 2020 con 28 morti e 365 feriti.
Ricordiamo che chi si dà alla fuga dopo un incidente, la pena per omicidio stradale e lesioni può aumentare da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a 5 anni o 3 anni.

 

 


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