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Oltre 8 fleet manager su 10 segnalano che dopo la ripartenza post lock-down qualcosa è cambiato nella gestione della flotta della propria azienda.

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Meno trasferte per i dipendenti, proroghe dei contratti di noleggio in essere piuttosto che rinnovi dei veicoli in flotta, adozione di soluzioni di micromobilità, sanificazione e igienizzazione dei veicoli, smart working destinato a proseguire anche nei prossimi mesi. E, ancora, la presenza già adesso di un recovery plan da attuare in caso di una massiccia seconda ondata del virus nei prossimi mesi.

È questo quanto emerge dallo studio “Le Flotte non si sono fermate” presentato alla sesta edizione del Fleet Motor Day, l’evento annuale dedicato ai gestori delle flotte aziendali.

La ricerca, condotta tra luglio e agosto su un campione di 61 Fleet e Mobility Manager, ha illustrato la visione sulla mobilità aziendale delle imprese che stanno affrontando la nuova normalità con realismo e voglia di reagire di fronte alla difficile situazione economica determinata dall’emergenza Coronavirus.

I numeri e gli spunti principali dello studio hanno dimostrato che per la prima volta dall’inizio dell’emergenza Covid le vetture delle flotte aziendali sono tornate a correre in pista, coinvolgendo fleet manager, società di noleggio e case automobilistiche.

Oltre 8 fleet manager su 10 segnalano che dopo la ripartenza post lock-down qualcosa è cambiato nella gestione della flotta della propria azienda.

Oltre metà della gestione è cambiata solo in parte, mentre per un terzo del campione il mutamento è stato più significativo.

Tra i principali cambiamenti, la stragrande maggioranza degli intervistati (84%) dichiara che oggi i dipendenti fanno meno ricorso a trasferte e gli spostamenti sono ridotti al minimo, mentre il restante 16% afferma che è aumentato l’utilizzo dei veicoli negli spostamenti urbani e/o limitrofi, a scapito dei mezzi pubblici.

Il numero dei veicoli assegnati in flotta per quasi il 90% degli intervistati è rimasto identico rispetto a febbraio, ma è stato massiccio il ricorso alle proroghe dei contratti di noleggio: il 61% dei Fleet Manager, infatti, lo ha concordato con le società di noleggio.

Per il 16% degli intervistati un buon alleato in questa fase per soddisfare esigenze di mobilità limitate nel tempo si è rivelato il noleggio a medio termine, della durata di alcuni mesi,
Il numero dei veicoli in pool e in car sharing, invece, è rimasto pressoché invariato.

Il 26% delle aziende, invece, ha ridotto l’utilizzo dei veicoli operativi, a dimostrazione che il Coronavirus e la limitazione degli spostamenti hanno avuto effetti pesanti sulle attività.

La pandemia non ha inciso particolarmente sul processo di elettrificazione in atto anche nelle flotte delle imprese italiane.
Il 12% degli intervistati, infatti, dichiara di aver aumentato il numero dei veicoli elettrici nel parco, il 22% afferma di aver accresciuto la flotta di veicoli ibridi e quasi nessuno ha scelto di ridurne l’incidenza sul parco.

Oltre al trend elettrico/ibrido, anche il fenomeno della micromobilità sta prendendo piede nelle aziende italiane.
Il 16% dei Fleet Manager dice di aver già adottato questo tipo di soluzione, soprattutto monopattini e scooter (42% del totale micromobilità), che sono più gettonati rispetto alle biciclette. Si tratta di una mobilità alternativa che spesso va sostituire l’uso dei mezzi pubblici, percepiti come maggiormente a rischio di possibile contagio.

La sicurezza è la parola d’ordine anche nelle flotte non solo su strada, ma anche all’interno dell’abitacolo. Quasi la metà (47%) dei fleet manager, infatti, dichiara di aver ridotto l’utilizzo dei mezzi pubblici, per minimizzare i rischi di potenziali contagi.

La messa in sicurezza dei veicoli risulta una priorità in questa era post-Covid, attraverso la sanificazione (promossa dal 57% degli intervistati) e l’igienizzazione (adottata dal resto del campione.
La frequenza di queste operazioni è diventata molto alta: il 24% le effettua settimanalmente, mentre il 39% addirittura dopo ogni utilizzo (per le auto in pool), ogni intervento riparativo/prima delle riassegnazioni (per le auto in fringe benefit).

Per quanto riguarda il futuro, le tendenze che emergono con chiarezza dallo studio sono tre.

1. Il processo di elettrificazione continuerà.
Secondo il 71% degli intervistati, il Covid non ha avuto alcun impatto su questo aspetto e solo il 16% ha percepito un rallentamento.

2. Lo smart working per molte aziende è una prassi ormai collaudata.
Ben il 75% del campione dichiara che la propria impresa ha intenzione di proseguire anche nei prossimi mesi.

3. La volontà di non farsi trovare impreparati di fronte a una nuova ondata di Coronavirus è forte e decisa.
Il 65%, infatti, ha rivelato che, nel caso la pandemia tornasse a farsi sentire in maniera massiccia nel nostro Paese, è stato già predisposto un recovery plan aziendale.
L’esperienza del lockdown, in altre parole, almeno in questo senso è servita per creare una maggiore consapevolezza e attenzione al rischio.

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