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Il mondo dell'impresa automobilistica teme lo stop dei benefici introdotti dalle misure e una pesante ricaduta nel tessuto delle piccole medie imprese. Previsioni nere anche per il minor gettito fiscale.

incentivi auto no rifinanziamento

Al mondo dell'auto non è piaciuta la scelta del Governo di non inserire il rifinanziamento degli incentivi per lo svecchiamento del parco auto nel testo di conversione in legge del "Decreto Agosto" così come approvato dal Senato.

Questo, secondo FEDERAUTOFederazione Italiana Concessionari Auto e UNRAEUnione Nazionale Rappresentanti Veicoli Esteri, è "una scelta che sfiora l'autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al PIL".

Nel commentare negativamente la scelta del Governo le due Associazioni hanno diramato un Comunicato congiunto nel quale specificano che "Le misure, che si sono complessivamente autofinanziate, hanno infatti fruttato ulteriori 58 milioni di euro incrementali in gettito IVA, oltre ai maggiori introiti legati all'immatricolazione dei veicoli, tra cui l'IPT".

Considerando che a settembre, secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le immatricolazioni di autovetture sono cresciute del 9,5%, con 156.132 unità rispetto alle 142.532 di settembre 2019 è chiaro che, affermano le due Associazioni, lo strumento incentivante è stato particolarmente efficace.

"Rispetto al mese di settembre dello scorso anno – scrivono - assistiamo, nello stesso periodo, all'immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% di auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/Km), circa l'11% in meno".

Secondo FEDERAUTO e UNRAE a questo punto è necessario un intervento urgente, da parte del Governo e della politica, per sostenere un settore, come quello dell'auto, che vale il 10% del PIL nazionale e da cui dipendono migliaia di piccole e medie aziende, con decine di migliaia di posti di lavoro attualmente a rischio.

"In questa fase particolarmente delicata per l'economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile",  concludono FEDERAUTO e UNRAE che si sono dichiarate pronte a condividere con il Governo le proprie proposte strategiche e pluriennali per sostenere il processo di decarbonizzazione in atto e accompagnare la transizione della mobilità verso le emissioni zero.
"Vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all'acquisto e agli operatori del settore una adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali".

"Chiediamo, pertanto, al Governo di assicurare che i fondi esauriti o in via di esaurimento vengano rifinanziati per i restanti mesi del 2020 con l'obiettivo di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico fatto continuando anche il cammino virtuoso intrapreso di riduzione delle emissioni ambientali".

Analoga voce critica è giunta dal Centro Studi Promotor che, puntando il dito sul fatto che senza il rifinanziamento degli incentivi auto nella fascia compresa tra 91 a 110 g CO2/Km, il gettito IVA sull'auto calerebbe di 2,7 miliardi nel 2020, parla di "clamoroso autogol".

Nel ricordare che per le autovetture ricadenti nella fascia succitata gli incentivi a carico dello Stato ammontavano a 1.500 euro per gli acquisti con rottamazione e 750 euro per quelli senza rottamazione e che tali cifre sono largamente inferiori al gettito IVA che proviene dalla vendita di un'autovettura con emissioni di CO2 comprese tra 91 e 110 g/Km, dalla struttura di ricerca specializzata sul mercato dell'automobile hanno affermato che: "È quindi del tutto evidente che il rifinanziamento degli incentivi per questa fascia di autovetture, che è la più richiesta tra quelle incentivate, darebbe un contributo notevole al ridimensionamento del calo del gettito IVA derivante dalla vendita di autovetture nuove nel 2020".

A partire dalla stima del gettito 2019, secondo il Centro Studi Promotor ammontante a 7,9 miliardi di Euro nel 2019 la società di ricerca prevede che, nel 2020 il venir meno degli incentivi per la fascia di auto succitata potrebbe provocare una riduzione del gettito a 5,2 miliardi, con un calo, rispetto all'anno precedente, appunto, di 2,7 miliardi.

Tale minor introito per le casse dell'Erario potrebbe essere ridotto, hanno affermato, se "Governo e Parlamento decideranno tempestivamente di rifinanziare lo stanziamento degli incentivi alla rottamazione per vetture con emissioni comprese tra 91 e 110 gC02/Km".

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