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I dati in un'analisi di ANIASA che chiede misure al Governo per incentivare l'acquisto di usato elettrico, ibrido ed Euro6 per accelerare il rinnovo del parco auto circolante.

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In Italia la spinta al mercato dei veicoli elettrici e ibridi arriva dalle società di autonoleggio che, malgrado la crisi dell’intero settore automotive dovuto alle conseguenze della pandemia da Covid-19, si conferma, finora, il principale acquirente di mezzi ecologici.

I dati arrivano da un’analisi di ANIASA l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità e che proprio oggi ha diffuso le cifre relative alle immatricolazioni di vetture elettriche ed ibride nel nostro Paese dalle quali emerge come proprio il settore dell’autonoleggio sia trainante per la diffusione di veicoli meno inquinanti e per la mobilità sostenibile.

Nei primi 9 mesi dell’anno – scrive l’Associazione – quasi 2 auto alla spina su 5 sono state acquistate da società di noleggio”, che aggiunge, poi: “Per accelerare il rinnovo del nostro parco circolante, servono oggi misure di incentivo all’acquisto dei veicoli usati di ultima generazione, in grado di raggiungere le fasce di popolazione che non riescono a comprare il nuovo”.

Ma andiamo con ordine.
ANIASA parte dalla considerazione che, malgrado il momento congiunturale determinato dalla pandemia che, fra gli altri settori, ha penalizzato anche quello dell’autonoleggio il quale continua a soffrire il calo del turismo, delle restrizioni alla mobilità personale e cittadina (con tutto ciò che ne consegue sull’attività di car-sharing), senza contare l’incertezza generale di un quadro economico che ha pure provocato la frenata della mobilità aziendale, le società di noleggio a breve e a lungo termine hanno immatricolato, a partire da gennaio ad oggi, 5.229 vetture ibride plug-in e 6.132 vetture elettriche.

Il confronto con le immatricolazioni 2019 è molto positivo e tutto a favore dell’anno in corso con un balzo del 225% per le ibride plug-in (erano solo 1.611 nello stesso periodo del 2019) e un aumento del 125% per le elettriche.
Con queste cifre il settore dell’autonoleggio si conferma il principale acquirente nazionale di vetture elettrificate con una quota di immatricolazioni che sale al 42% delle ibride plug-in e al 35% delle elettriche; in pratica, sottolinea ANIASA: “Quasi 4 auto elettrificate su 10 vendute nel nostro Paese sono immatricolate da società di noleggio”.

E il settore ipotizza ampi ed ulteriori margini di crescita dal momento che: queste vetture rappresentano oggi, in percentuale, il 5,2% del totale immatricolato a noleggio (lo scorso anno tale percentuale era pari all’1%) e che nel restante mercato automotive oggi la quota è ferma al 2,4%.
Senza contare, poi le 22.287 vetture ibride elettriche (HEV) immatricolate sempre dagli operatori del renting nei primi 9 mesi di quest’anno, in crescita del 51% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A commentare come la svolta elettrica della mobilità nazionale non può che passare da una più ampia diffusione della mobilità pay per use è stato Massimiliano Archiapatti, Presidente di ANIASA che ha poi dichiarato come: “Le risorse del Recovery Fund costituiscono un’opportunità irripetibile per rendere la mobilità italiana più sostenibile, condivisa e sicura, accelerando la transizione dalla proprietà all’uso dell’auto e il rinnovo del nostro ormai datato parco circolante. Il noleggio costituisce un elemento strategico dell’economia circolare, grazie a una flotta composta oggi da veicoli tutti di ultima generazione e alla capacità di immettere ogni anno sul mercato dell’usato veicoli (a fine noleggio) sicuri e a basse emissioni, in grado di sostituire quelli più inquinanti”.

Ma per realizzare compiutamente un rinnovo del parco veicoli più sostenibile e sicuro servono, secondo l’Associazione dei noleggiatori auto, misure adeguate.
Abbiamo chiesto all’Esecutivo di estendere l’ecobonus (oggi previsto solo per limitate fasce di veicoli) alle vetture usate elettriche, ibride e con standard di emissioni EURO6" ha dichiarato il Presidente ANIASA che ha poi suggerito come: "Per venire incontro alle esigenze di cassa del Governo, il bonus potrebbe essere erogato tramite credito d’imposta o mediante esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche (IPT e tassa automobilistica regionale) e avrebbe il pregio di accelerare il processo di acquisto di vetture a basso impatto ambientale per le diverse fasce di utilizzo (ciclo cittadino o lunghe percorrenze), raggiungere classi sociali con minore capacità di spesa (quelle spesso in possesso di veicoli più inquinanti e che senza supporto non cambierebbero la propria auto), supportare le imprese nel ricollocare sul mercato dell’usato i prodotti a fine noleggio, evitando di bloccare il meccanismo virtuoso innescato”.

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