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Un italiano su due oggi si sposta in auto per paura del contagio, ma la mobilità richiesta a gran voce per il post-Covid è sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

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Come è cambiata la mobilità con la pandemia?
Quali nuovi bisogni, paure e abitudini sono emersi?
Quale futuro ci aspetta e i protagonisti del mondo della mobilità come stanno rispondendo alle nuove esigenze?

Le risposte a questi interrogativi sono contenute nel secondo Osservatorio Mobilità e Sicurezza di Continental, realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerca Euromedia Research e con EY.

La pandemia, il lockdown, il virus e la crisi economica hanno minato quel sentimento di fiducia e di speranza che ha sempre contraddistinto gli italiani, che oggi si sentono dominati da due grandi paure: sia nei confronti del contagio, sia nei confronti della spasmodica ricerca di una normalità nella convivenza a stretto contatto con il virus.

In questo contesto l’automobile è il mezzo scelto dagli italiani: oltre uno su due (56,7%) sceglie di spostarsi in auto perché la ritiene il mezzo più sicuro con cui muoversi (66,6%), un dato significativo che registra una crescita del 22,5% rispetto all’anno precedente.

Sono circa tre italiani su dieci (34,3%) ad aver cambiato le proprie abitudini di mobilità: il 39,2% lo ha fatto per paura dei mezzi pubblici, l’11,4% per la paura dell’affollamento dei treni, il 10% per la paura di uscire di casa.
Non solo la paura, il 31,2% degli intervistati riconduce la drastica riduzione del proprio bisogno di mobilità a delle cause oggettive come lo smartworking o il ritorno alle proprie terre d’origine, il southworking.

Anche nel futuro post-Covid l'automobile resta centrale per gli spostamenti, ma gli italiani vogliono un mezzo sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti.

Un intervistato su tre (32,8%) si dichiara disponibile ad acquistare un nuovo veicolo: il 20,5%, potendo scegliere, acquisterebbe un’auto ad alimentazione ibrido benzina (preferita dagli over 65), il 19,5% si orienterebbe sull’elettrico (in particolare la fascia 25-44 anni), il 17,8% vorrebbe un’auto ad alimentazione ibrido plug-in, mentre il 15,2% manterrebbe la propria scelta sul benzina (specialmente gli under 25).

Difficoltà economiche e confusione sulle nuove tecnologie frenano il mercato ma, in presenza di incentivi, il 64,5% dei cittadini si dichiara interessato a cambiare la propria auto.

Gli incentivi sono quindi indispensabili per svecchiare il parco circolante e ottenere al contempo una mobilità sicura e sostenibile dal punto di vista ambientale.

Ma come ha vissuto la pandemia chi guida per professione?

Poco più della metà degli autisti di mezzi pesanti (53%) è convinto che l’emergenza Covid abbia portato cambiamenti importanti nella propria categoria di lavoro (in particolar modo tra coloro che risiedono nel sud Italia e nelle isole): di questi, il 41,5% riferisce di cambiamenti in positivo (meno auto per le strade, maggiore attenzione alle norme sanitarie e alla sanificazione, più prudenza, assenza di assembramenti sui mezzi pubblici), mentre il 37,7% parla di cambiamenti in negativo (diminuzione del lavoro, molte più restrizioni, riduzione dello stipendio, isolamento forzato).

Il futuro descritto dagli autisti di professione non sembra tra i più rosei: il 41% crede che il settore del trasporto merci e trasporto persone vivrà una lunga fase di stallo (dovuta anche alle nuove norme di distanziamento sociale), a fronte di un 27% che conta che entro la fine del 2020 si possa tornare ai livelli pre-Covid.

Di fronte alle nuove abitudini e alle nuove necessità emerse nel corso della pandemia, anche le città evolvono i propri modelli di pianificazione urbana e di mobilità in un’ottica di lungo periodo, spesso in controtendenza alle richieste dei cittadini.

Il 78,7% dei cittadini italiani (soprattutto tra gli over 65 e tra coloro che abitano in provincia) chiede una sostenibilità vera che rispetti l’ambiente, i cui protagonisti siano autoveicoli sicuri ed ecologicamente puliti.
La mobilità richiesta a gran voce dai cittadini non è, però, fatta di monopattini elettrici, monoruota o biciclette, richiesta solo dal 15,4%.

Durante il lockdown il blocco della mobilità e delle attività produttive ha ridotto di molto l'inquinamento atmosferico aumentando la consapevolezza delle persone rispetto al tema “ecosostenibilità”.
Più della metà degli italiani (53%) dichiara, infatti, di prestare attenzione alle tematiche green come prima dell’emergenza sanitaria.
I motociclisti (64,8%) e i giovani 67,6% (fascia di età 18-24) si rivelano i più sensibili a queste tematiche.

In questo 2020 gli italiani si sentono meno sicuri al volante rispetto allo scorso anno e l’elemento più importante per garantire sicurezza stradale viene ricondotto alla figura del guidatore (48,8%).
Seguono poi i freni (10,2%), i sensori e i sistemi di guida assistita (8,8%, menzionati in particolare dai motociclisti), le cinture di sicurezza (8,1%, menzionate soprattutto dagli autisti di professione) e gli pneumatici (6,7%).

Le nuove paure legate al Covid-19 si sono sedimentate in profondità e nella mobilità del futuro l’automobile dovrà fornire soluzioni ecologiche, sicure e sostenibili.

Saranno poi gli amministratori pubblici a dover tenere conto di queste nuove esigenze e gestire la questione mobilità, soprattutto in città, con iniziative veramente efficaci e intelligenti.

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