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L'obiettivo del provvedimento, che innalza la quota di raccolta del 15% e prevede di arrivare al massimo del 20%, è quello di assicurare l'omogeneità del servizio su tutto il territorio nazionale e tutelare l'ambiente e la salute.

Pneumatici Fuori Uso PFU

In data 11 dicembre il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato una direttiva della Direzione Generale per l'Economia Circolare concernente nuovi obblighi di raccolta e gestione degli Pneumatici Fuori Uso.

Il documento rientra nelle azioni messe in atto per ottimizzare le gestione di questa tipologia di rifiuti, evitarne gli accumuli over quota presso le officine e contrastare il fenomeno dei roghi dovuto all'immissione illecita di pneumatici sul territorio nazionale.
Non solo, la direttiva ha l'obiettivo di garantire la tutela dell'ambiente e della salute umana e di assicurare che la raccolta avvenga in modo omogeno su tutto il territorio e senza interruzioni dovute al conseguimento anticipato degli obiettivi di raccolta e gestione fissati dalla normativa.

La problematica di base è quella degli quantitativi extra rispetto agli obiettivi di raccolta che da diversi anni è al centro dell'attenzione dei soggetti deputati all'individuazione, raccolta, trattamento e recupero dei PFU, impegnati anche sul fronte dell'individuazione di possibili soluzioni finalizzate ad assicurare la completa raccolta dei PFU generati nel mercato del ricambio e soprattutto per prevenire emergenze ambientali e sulla salute dei cittadini, potenzialmente connesse all'eccessivo stoccaggio di PFU presso i gommisti e all'abbandono di questi particolari rifiuti nell'ambiente.

Fermi restando, dunque, gli obiettivi di gestione a cui sono tenuti i produttori e gli importatori degli pneumatici, è stato stabilito che tutte le forme associate alla gestione dei pneumatici fuori uso e i sistemi individuali di gestione con immesso superiore alle 200 tonnellate raccolgano e gestiscano ulteriori quantità di PFU oltre il 15% dei propri obiettivi, avvalendosi del contributo rideterminato per le nuove quantità.
La percentuale di raccolta e gestione può essere ulteriormente incrementata fino a un massimo del 20%, qualora sia riscontrata la necessità di raccogliere quantità di PFU superiori alle quantità determinate dal DM n. 182 del 2019.

Per quanto riguarda le azioni di contrasto all'immissione irregolare degli pneumatici, la direttiva stabilisce che i gommisti indichino le quantità degli pneumatici fuori uso ritirate dai punti di generazione, quelle degli pneumatici immessi sul mercato e i relativi contributi avuti con la vendita, per ciascun mese dell'anno.

"Condividiamo appieno l'intervento del Ministero dell'Ambiente e siamo già al lavoro per la sua immediata applicazione – ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus nel commentare positivamente l'iniziativa del MATTM che: "ci permette di intervenire nell'unico modo possibile per affrontare immediatamente un problema che da mesi, con particolare criticità, pesa sugli operatori della sostituzione degli pneumatici, ma che da anni investe anche il lavoro di Ecopneus".

"Grazie al provvedimento emesso – ha proseguito il DG di Ecopneus - nei prossimi mesi la situazione di attuale congestione di molti punti di sostituzione pneumatici andrà progressivamente ad alleviarsi e risolversi; resta però più che mai attuale l'imperativo di arrivare ad un sistema di tracciamento e controllo che permetta di combattere l'ingresso irregolare di pneumatici nel mercato nazionale".

Un fenomeno, questo, la cui dimensione è stimata non inferiore in media alle 30/40.000 tonnellate l'anno in Italia e che, secondo il Consorzio "resta il vero problema del sistema e il primo nodo da affrontare, per proteggere l'ambiente, la nostra salute e il lavoro degli operatori onesti, fortemente penalizzati da queste pratiche illegali".

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