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Sostenibilità

Per un corretto e sostenibile smaltimento dei veicoli a fine vita Intervista a Luigi Bianchi, Presidente ADA

Presidente, in questa particolare fase della vita associativa, quali passi le chiedono di intraprendere i suoi Soci? Complessivamente, quello che i Soci richiedono è di rimanere nel mercato a condizioni possibili, cosa che la Direttiva Europea 2000 / 53 in più punti aveva rimarcato, sottolineato e, devo aggiungere, quasi imposto al legislatore, laddove si dice in più passaggi che deve essere favorito il mantenimento e addirittura l'inserimento delle piccole medie aziende nella gestione del fine vita dell'auto. Quindi quello che si richiede, nella linea della razionalizzazione, del miglioramento qualitativo delle aziende, del "salto di qualità", come ama dire qualche mio Consigliere, - tutte espressioni giuste e dovute - è di conservare quel ruolo che abbiamo acquisito negli anni e che il Decreto Ronchi ha in qualche modo consacrato affidandoci la radiazione delle vetture a fine vita. Quindi non chiediamo più di quel che ci consente di conservare il nostro ruolo nel mercato, migliorando la condizione aziendale, senza dimenticare che il nostro è un settore che non ha mai usufruito, nel corso della sua storia, di incentivi, di mobilità, di cassa integrazione. Le nostre sono tutte aziende che si sono costruite da sole diventando in molti casi delle realtà importanti, al punto che, fra i fra i nostri Associati, vi sono aziende che raggiungono i 25-30 dipendenti.

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Intervista a Leif Sorensen

Creare dei centri di raccolta dei materiali provenienti dalla demolizione delle auto, cercando la via migliore alla riduzione della contaminazione dei cosiddetti materiali pericolosi, in modo di ottimizzare la fase del recupero, anche energetico, è quanto occorre senz'altro fare in Italia per ottenere per raggiungere quei valori di recupero/riciclaggio attesi dalle norme in materia. Per questa finalità occorre "ingegnarsi" e cercare vie alternative e percorsi tuttora insoliti. Risulta senz'altro di valido aiuto guardare quanto avviene in altri Paesi europei per risolvere problemi analoghi. In base a questa considerazione abbiamo chiesto un parere ad un esperto di tecnologie ambientali di nazionalità danese, Leif Sorensen, della Società Atmarketing, il quale ci ha illuminato circa le possibiità, già positivamente sperimentate in Danimarca e in altri Paesi Europei, di risolvere il problema del trattamento dei rifiuti pericolosi provenienti dall'autodemolizione.

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Come annunciato nel precedente numero del "Notiziario Autodemolitori", l'ADA, nella riunione dello scorso 22 giugno, ha deliberato la costituzione di un proprio Network al fine di monitorare in tempo reale le autorizzazioni e i flussi di rifiuti su tutto il territorio nazionale. Considerata l'articolazione e la rete degli Associati (e la relativa capacità operativa degli stessi) il Network sarà in grado di soddisfare l'intera domanda nazionale in merito alla normativa e agli obblighi per la demolizione degli autoveicoli. Sulle pagine seguenti presentiamo il piano del Network preceduto da una breve intervista al Vicepresidente ADA, Dott. Alfonso Gifuni. Vicepresidente, a chi si rivolge questo nuovo strumento che ADA ha messo in campo? Alla collettività a 360 gradi.

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