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Attualità

Stato dell'arte, e prospettive future della categoria presentate dal Presidente CAR, Alfonso Gifuni

Approssimandosi l'ultima parte dell'anno, dopo le ferie estive, si riaccende il dibattito all'interno della filiera ELV, i cui protagonisti, non sempre in primo piano, sono gli Autodemolitori. A fronte di un immaginario collettivo certamente condizionato da comportamenti ed attività, in taluni casi, ai limiti della legalità, la categoria (che forse paga troppo per gli sbagli di pochi) sta lottando duramente per superare pregiudizi ed affermarsi quale anello imprescindibile di una corretta gestione dei rifiuti derivanti dal fine vita dei veicoli a motore. Dopo aver superato l'evoluzione normativa rappresentata dall'obbligatorietà del MUD e dal D. Lgs. 209/2003 (che ha portato molti a conseguire non solo la necessaria Autorizzazione, ma anche, in molti casi, una vera e propria certificazione di qualità), i demolitori si trovano a fare i conti non solo con una serie di problematiche la cui risoluzione si trascina da tempo, ma anche con l'introduzione del reato di crimine ambientale e con la novità del Sistri. Per approfondire queste questioni e conoscere meglio lo stato dell'arte e le prospettive future della categoria, abbiamo intervistato il Presidente della Confederazione Autodemolitori Riuniti, Alfonso Gifuni, che ha risposto alle nostre domande.

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Tra gli eco-reati accertati anche il traffico e smaltimento illecito di rottami, olii esausti, batterie e veicoli fuori uso

Il "business ambiente" tira e fa sempre più gola. Ad essere attratti dal flusso di denaro che gira intorno al "sistema ambiente" non ci sono solo organizzazioni criminali, ma anche imprenditori senza scrupoli che, pur di incrementare i propri guadagni o ridurre le spese connesse alla corretta gestione dei rifiuti, non esitano a creare gravi danni all'ambiente. A scattare la fotografia dell'il- lecito in campo ambientale in Italia è il "Primo Rapporto sul contrasto all'illegalità ambientale", a cura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. È lunga la lista degli eco-reati. Accanto a fenomeni di inquinamento dei corsi d'acqua, del suolo e dell'aria, all'abusivismo edilizio, alla cementificazione selvaggia, al traffico di sostanze radioattive o nucleari, tra gli illeciti che pesano sul nostro patrimonio ambientale figura anche il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, rottami, olii esausti, batterie e veicoli fuori uso. L'illecito non risparmia così neanche il settore dell'auto- demolizione. Anzi, proprio grazie all'autodemolizione l'illecito "nostrano" salta oltre frontiera e sconfina all'estero, soprattutto nei Paesi dell'Est, ove, anziché essere smaltiti, i rifiuti vengono immessi sul mer- cato sotto veste di altri prodotti; Ma le forme e le tipologie di illeciti ambientali contenuti nel Rapporto sono molteplici; non solo, oltre che variegato e multi-settoriale, il crimine ambientale è anche sempre più frequente.

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La "favola" del MUD prosegue fino a giugno?

Il MUD in stallo e migliaia di aziende rimangono bloccate sugli adempimenti. C'è confusione a livello legislativo e smarrimento da parte del Governo sul Modello unico di dichiarazione am- bientale. Poi un Decreto viene varato dal Consiglio dei Ministri il 30 aprile e la situazione pare normalizzarsi. Alla vigilia del varo del Decreto interveniva Confindustria con una riflessione che la dice lunga:"A due giorni dalla scadenza del termine per la presentazione del MUD - ha sottolineato Aldo Fumagalli Romario, Presidente della Commissione Sviluppo Sostenibile di Confindustria - la mancata approvazione dell'emendamento di proroga crea una situazione di confusione senza precedenti. 600.000 imprese si troveranno da sabato fuori legge e soggette a sanzioni per aver fatto affidamento sulle ripetute assicurazioni fornite dal Governo.

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Recenti studi epidemiologici sugli effetti dell'inquinamento atmosferico affermano che la situazione sembra non migliorar

Negli ultimi anni in Italia e non solo, sono stati condotti numerosi studi epidemiologici sugli effetti dell'inquinamento atmosferico e il problema è di interesse per i differenti livelli istituzionali coinvolti. Nel 2007 il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM), organismo di coordinamento tra il Ministero del Lavoro, quello della Salute e delle Politiche Sociali e le Regioni, aveva già promosso il Progetto EpiAir "Inquinamento Atmosferico e Salute: Sorveglianza Epidemiologica ed Interventi di Prevenzione", con l'obiettivo generale di definire i requisiti e le procedure di un sistema di sorveglianza epidemiologica dei danni da inquinamento atmosferico urbano in Italia (gran parte del quale è causato dalle emissioni dei veicoli a motore. Si consideri che in Italia, il rapporto auto persone è pari a 60/100 contro una media europea di 46; siamo il Paese a più alto tasso di motorizzazione dopo gli USA e consumiamo circa 40 miliardi di litri di carburante per la sola movimentazione degli automezzi.

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Nella puntata di domenica 9 maggio, fra gli interventi anche quello di Roberto Capocasa

Domenica sera, nella tranquillità casalinga del week end morente, tra le piccole incombenze domestiche, distrattamente lo sguardo si è soffermato, di tanto in tanto, sui programmi televisivi di un pa- linsensto al Valium. Ad un tratto, all'ennesimo scatto del telecomando l'attenzione è stata catturata da uno dei programmi di informazione e approfondimento più validi del pano- rama nazionale: Report, condotto dalla nota Milena Gabbanelli. Il servizio in onda sul momento è "L'auto permettendo", curato da Michele Buono e Piero Riccardi e fra gli intervistati figura una conoscenza storica del Notiziario Autodemolitori, Roberto Capocasa. L'inchiesta, ben condotta e puntualmente documentata, come da riconosciuta tradizione, mira ad illustrare le connessioni economiche e le problematiche che emergono dai settori: mobilità, lavoro e ambiente, puntando l'attenzione sul bene autoveicolo, dalla fase di produzione a quella post-consumo.

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