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Attualità

Mentre nel Rapporto Rifiuti 2008 l'ISPRA attesta la diminuzione degli impianti di autodemolizione

Come noto, la Direttiva 2000/53/CE sui veicoli fuori uso definisce all'art. 7 gli obiettivi di reimpiego dei componenti idonei, il recupero di quelli non reimpiegabili, nonché il riciclaggio come soluzione privilegiata, ove sostenibile, dal punto di vista ambientale. Gli operatori economici dei Paesi membri, entro il 1° gennaio 2006, avrebbero dovuto raggiungere almeno l'85% di reimpiego e recupero del peso medio per veicolo ed anno, nonché ad almeno l'80% di reimpiego e riciclaggio. Per i veicoli prodotti anteriormente al 1° gennaio, gli Stati membri avrebbero potuto definire obiettivi inferiori, ma non al di sotto del 75% per il recupero e del 70% per il riciclaggio. Poi, entro il 1° gennaio 2015, per tutti i veicoli fuori uso la percentuale dovrà essere di almeno il 95% per il recupero e dell'85% per il riciclaggio, salvo riesame del Consiglio e del Parlamento europei sulla base di una Relazione della Commissione UE.

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Oltre 750 modelli a confronto. Il primato dell'auto più ecologica a IQ di Toyota

Aspettando il "sogno" delle auto verdi del Salone di Ginevra, molte delle quali per ora solo allo stato di prototipo, Legambiente più che al "sogno" guarda in faccia alla "realtà" e fotografa la situazione delle auto più ecologiche vendute in Italia. Si chiama Eco Top Ten 2009 la nuova edizione della classifica delle auto più rispettose dell'ambiente, curata in collaborazione con Ata Svizzera (Associazione traffico e ambiente) e presentata da Legambiente nell'ambito di "Fa' la cosa giusta!", fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Di fronte all'irrinunciabilità dell'auto come mezzo di trasporto che stenta a far decollare forme di mobilità più sostenibili come il trasporto pubblico, la bicicletta e l'auto condivisa, Legambiente lancia Eco Top Ten 2009, una sorta di "guida verde" alla scelta consapevole dell'auto ecologica, un valido aiuto per districarsi nella fitta rete di offerte, promozioni ed ecoincentivi del mercato dell'auto.

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1. Premessa Con l'introduzione del Decreto Legislativo 24 giugno 2003, n. 209, come modificato dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2006, n. 149 e dal Decreto Legge 08 aprile 2008, n. 59, l'Italia ha recepito la Direttiva Europea 2000/53/CE relativa ai vei-coli fuori uso, introducendo nel contempo tutta una serie di novità riguardanti la loro gestione e quella dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi generati nel corso dell'attività di bonifica e di demolizione degli stessi. Il Dlgs 209/2003 è applicato ai veicoli, ai veicoli fuori uso e ai relativi componenti e materiali, a prescindere dal modo in cui il veicolo è stato mantenuto o riparato durante il suo ciclo di vita, e dal fatto che esso è dotato di componenti forniti dal produttore o di altri componenti il cui montaggio, come ricambio, è conforme alle norme comunitarie o nazionali in materia.

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"Dobbiamo lasciare il nostro pianeta un po' meglio di come lo abbiamo trovato"

Dopo il documentario "Oltre il bizzarro" che gli ha dedicato la rete tematica digitale Discovery Channel, che i telespettatori italiani hanno potuto vedere, essendo ospitata su Sky Italia, ora Thomas Every ha pure una biografia che ne consacra le doti artistiche (Tom Kumpsh "A Mithic Obsession. The World of Dr. Evermor", Chicago Review Press, 2008). In verità, Every era già conosciuto al grande pubblico statunitense per aver costruito Forevertron (altezza 15.2 m, larghezza 36.5, peso stimato 400 tonn.), la più grande scultura metallica che si conosca e come tale inserita nel Guinness dei Primati (1999). Every è nato nel 1938 a Madison (Wisconsin) da una famiglia di origine inglese che si era trasferita negli Stati Uniti. Durante gli anni della II Guerra Mondiale il padre iniziò la raccolta e il riciclo di giornali, stracci e rottami per sostenere lo sforzo bellico, continuando poi a guerra ultimata. Every a 20 anni costituì un'impresa di rottamazione, smantellando circa 350 siti industriali in tutto il Paese, fino a quando nel 1983 lasciò l'azienda nelle mani del figlio per ritirarsi in pensione.

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Dopo "Kyoto" e aspettando il "post-Kyoto", dubbi e perplessità sulle strade da percorrere contro il global warming

Protocollo di Kyoto, 4 anni dopo. All'indomani del quarto compleanno dell'accordo, entrato in vigore proprio il 16 febbraio 2005 e volto a disciplina- re gli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra per i paesi industrializzati e con economie in transizione, si stilano i primi bilanci. Dopo le promesse enunciate nel Protocollo (riduzione delle emis- sioni dei gas serra nel periodo 2008-2012 del 5,2% a livello globale, dell'8% per l'Europa e del 6,5% per l'Italia, rispetto alle emissioni del 1990), per l'Europa e per l'Italia in particolare è tempo di tirare le somme. A che punto siamo nel cammino che porta al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo? E soprattutto ne varrà la pena? A parlare sono i numeri, ovvero i da- ti del "Dossier Kyoto", realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, proprio alla vigilia del quarto anniversario.

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