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Attualità

È in grado di suonare il clacson in caso di ostacolo, ma anche sterzare, frenare e perfino inchiodare. Tra una decina d'anni sostituirà completamente il conducente

L'auto intelligente made in Italy sbarca in Cina, a Xi'an alla Conferenza mondiale dei veicoli intelligenti (IEEE Intelligent Vehicles Symposium) e conquista la comunità scientifica internazionale. Merito del team di ricercatori del VisLab, Laboratorio di Visione Artificale e Sistemi Intelligenti dell'Università di Parma, diretto dal Prof. Alberto Broggi. E' lui il papà di BRAiVE (Brain DriveVehicle), l'auto che si guida da sola, o meglio, l'auto capace di guidare il conducente nella giungla del traffico, in tutta sicurezza. Con le sue 10 telecamere, 3 laser a singolo piano, 1 laser a 4 piani, 16 fasci laser, Dgps e Imu per la percezione dell'ambiente circostante e un sistema drive - by-wire con il quale l'auto può guidare in autonomia, BRAiVE è in grado di avvertire il conducente distratto se c'è un ostacolo o un pedone sbucato all'improvviso.

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Il responsabile C.A.R. per la Regione Lazio, Vincenzo Pepe,illustra i problemi del comparto nella Capitale

L'Allegato I, relativo all'art. n. 6 (commi 1 e 2) del D. Lgs. del 24 giugno 2003 n. 209, "Attuazione della direttiva 2000/53/ CE relativa ai veicoli fuori uso", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2003 - Supplemento Ordinario n. 128; riferisce testualmente: "Requisiti relativi al centro di raccolta e all'impianto ai trattamento dei veicoli fuori uso". Ebbene, al punto 1 (Ubicazione dell'impianto di trattamento), si legge che: "Al fine del rilascio dell'autorizzazione agli impianti di trattamento disciplinati dal presente decreto, l'autorità competente tiene conto dei seguenti principi generali relativi alla localizzazione degli stessi impianti: 1.1.1. il centro di raccolta e l'impianto di trattamento non devono ricadere: a) in aree individuate nei piani di bacino, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, lettera m), della legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive modifiche; b) in aree individuate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, fatto salvo il caso in cui la localizzazione e' consentita a seguito della valutazione di impatto ambientale o della valutazione di incidenza, effettuate ai sensi dell'articolo 5 del medesimo decreto; c) in aree naturali protette sottoposte a misure di salvaguardia ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modifiche; d) in aree site nelle zone di rispetto di cui all'art. 21, comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche; e) nei territori sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e successive modifiche, salvo specifica autorizzazione regionale, ai sensi dell'articolo 151 del citato decreto. 1.1.2. Il centro di raccolta e l'impianto di trattamento non devono essere ubicati in aree esondabili, instabili e alluvionabili comprese nelle fasce A e B individuate nei piani di assetto idrogeologico di cui alla legge n. 183 del 1989. 1.1.3.

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Roberto Capocasa, da trent'anni professionista dell'autodemolizione, fa il quadro della situazione attuale e ribadisce la sua difficoltà a proseguire l'attivita

Ascoltarlo alla Fiera di Montichiari (BS), Metalriciclo 2009, quando, sul finire del Convegno dedicato alle esperienze sul recupero dei metalli da auto a fine vita, allorché ha preso la parola, dalla platea, per segnalare, in un consesso che vedeva coinvolti i soggetti della filiera ELV - tutti, tranne proprio gli Autodemolitori - è stato, per alcuni, una scossa, per molti, un ritorno "ai piedi per terra", dopo troppe riflessioni lontane dalla realtà del mercato. Lui è Roberto Capocasa, autodemolitore con trent'anni di esperienza alle spalle, co-titolare di una Società con 13 dipendenti tra impiegati ed operai e di un centro in regola con le autorizzazioni degli enti preposti, continuamente rinnovato da investimenti per interventi tesi al miglioramento logistico e tecnologico. La passione per la difesa della categoria e per il diritto alla sopravvivenza dell'impresa, l'hanno forgiato con la militanza attiva, dapprima nell'ADA, poi nella Confederazione Autodemolitori Riuniti, dove attualmente ricopre la carica di Vicepresidente nazionale, al fianco della collega piemontese Monica Bonaglia e del Presidente Alfonso Gifuni.

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Mentre nel Rapporto Rifiuti 2008 l'ISPRA attesta la diminuzione degli impianti di autodemolizione

Come noto, la Direttiva 2000/53/CE sui veicoli fuori uso definisce all'art. 7 gli obiettivi di reimpiego dei componenti idonei, il recupero di quelli non reimpiegabili, nonché il riciclaggio come soluzione privilegiata, ove sostenibile, dal punto di vista ambientale. Gli operatori economici dei Paesi membri, entro il 1° gennaio 2006, avrebbero dovuto raggiungere almeno l'85% di reimpiego e recupero del peso medio per veicolo ed anno, nonché ad almeno l'80% di reimpiego e riciclaggio. Per i veicoli prodotti anteriormente al 1° gennaio, gli Stati membri avrebbero potuto definire obiettivi inferiori, ma non al di sotto del 75% per il recupero e del 70% per il riciclaggio. Poi, entro il 1° gennaio 2015, per tutti i veicoli fuori uso la percentuale dovrà essere di almeno il 95% per il recupero e dell'85% per il riciclaggio, salvo riesame del Consiglio e del Parlamento europei sulla base di una Relazione della Commissione UE.

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Oltre 750 modelli a confronto. Il primato dell'auto più ecologica a IQ di Toyota

Aspettando il "sogno" delle auto verdi del Salone di Ginevra, molte delle quali per ora solo allo stato di prototipo, Legambiente più che al "sogno" guarda in faccia alla "realtà" e fotografa la situazione delle auto più ecologiche vendute in Italia. Si chiama Eco Top Ten 2009 la nuova edizione della classifica delle auto più rispettose dell'ambiente, curata in collaborazione con Ata Svizzera (Associazione traffico e ambiente) e presentata da Legambiente nell'ambito di "Fa' la cosa giusta!", fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Di fronte all'irrinunciabilità dell'auto come mezzo di trasporto che stenta a far decollare forme di mobilità più sostenibili come il trasporto pubblico, la bicicletta e l'auto condivisa, Legambiente lancia Eco Top Ten 2009, una sorta di "guida verde" alla scelta consapevole dell'auto ecologica, un valido aiuto per districarsi nella fitta rete di offerte, promozioni ed ecoincentivi del mercato dell'auto.

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