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Attualità

Recenti studi epidemiologici sugli effetti dell'inquinamento atmosferico affermano che la situazione sembra non migliorar

Negli ultimi anni in Italia e non solo, sono stati condotti numerosi studi epidemiologici sugli effetti dell'inquinamento atmosferico e il problema è di interesse per i differenti livelli istituzionali coinvolti. Nel 2007 il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM), organismo di coordinamento tra il Ministero del Lavoro, quello della Salute e delle Politiche Sociali e le Regioni, aveva già promosso il Progetto EpiAir "Inquinamento Atmosferico e Salute: Sorveglianza Epidemiologica ed Interventi di Prevenzione", con l'obiettivo generale di definire i requisiti e le procedure di un sistema di sorveglianza epidemiologica dei danni da inquinamento atmosferico urbano in Italia (gran parte del quale è causato dalle emissioni dei veicoli a motore. Si consideri che in Italia, il rapporto auto persone è pari a 60/100 contro una media europea di 46; siamo il Paese a più alto tasso di motorizzazione dopo gli USA e consumiamo circa 40 miliardi di litri di carburante per la sola movimentazione degli automezzi.

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Nella puntata di domenica 9 maggio, fra gli interventi anche quello di Roberto Capocasa

Domenica sera, nella tranquillità casalinga del week end morente, tra le piccole incombenze domestiche, distrattamente lo sguardo si è soffermato, di tanto in tanto, sui programmi televisivi di un pa- linsensto al Valium. Ad un tratto, all'ennesimo scatto del telecomando l'attenzione è stata catturata da uno dei programmi di informazione e approfondimento più validi del pano- rama nazionale: Report, condotto dalla nota Milena Gabbanelli. Il servizio in onda sul momento è "L'auto permettendo", curato da Michele Buono e Piero Riccardi e fra gli intervistati figura una conoscenza storica del Notiziario Autodemolitori, Roberto Capocasa. L'inchiesta, ben condotta e puntualmente documentata, come da riconosciuta tradizione, mira ad illustrare le connessioni economiche e le problematiche che emergono dai settori: mobilità, lavoro e ambiente, puntando l'attenzione sul bene autoveicolo, dalla fase di produzione a quella post-consumo.

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Pubblicata una Relazione che prende in esame il periodo 2005-2008

Il 20 novembre 2009 la Commissione Europea ha inviato al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni, una Relazione sull’attuazione della Direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso.
Detta Relazione prende in esame il triennio 2005-2008 e fa seguito alla precedente COM/2007/0618 che prendeva in esame il periodo 2002-2005. Come la prima, anche questa Relazione presenta una fotografia in chiaroscuro, dal momento che: “alcune disposizioni della direttiva non sono state ancora recepite completamente o correttamente, come dimostra il numero di procedimenti d’infrazione”.
Infatti nel 2009 9 casi di non conformità e 6 casi di mancata presentazione della relazione obbligatori erano ancora pendenti.Vari Stati membri non hanno ancora raggiunto i relativi obiettivi di riutilizzo/ riciclaggio/recupero previsti per 2006. La Commissione ha inviato a questi Stati membri una lettera con cui chiede di spiegare i motivi del mancato raggiungimento degli obiettivi, e discuterà i possibili miglioramenti.
La Relazione si conclude con la considerazione che, in generale, l’attuazione della Direttiva deve essere ulteriormente migliorata. Per meglio fornire al Lettore un quadro più esaustivo delle problematiche evidenziate a livello europeo, pubblichiamo, nelle pagine seguenti, la Relazione completa.
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 20.11.2009 COM(2009) 635 definitivo Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni sull’attuazione della Direttiva 2000/53/Ce relativa ai veicoli fuori uso per il periodo 2005-2008.

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123 imprese operano da anni in una situazione precaria, col rinnovo delle autorizzazioni provvisorie e il continuo rischio di chiusura


A distanza di pochi mesi il Notiziario torna su un argomento spinoso che il settore dell’autodemolizione e le istituzioni locali e territoriali coinvolte vivono come una vera e propria “spina nel fianco”: ovvero, il caso degli Autodemolitori romani.
Già in giugno 2009 (ndr: Notiziario Autodemolitori n. 5 - Anno V, pagg 8-9), avevamo tentato un focus sulla questione, andando ad intervistare un imprenditore locale, il Sig. Vincenzo Pepe, titolare di una ditta che opera nel settore sin dal 1973 e che vanta una capacità di rottamazione media di 4.000 veicoli l’anno.
In questo numero, stante il perdurare di una situazione per certi versi paradossale e cavalcando inoltre le notizie relative a recenti accadimenti, siamo tornati ad osservare cosa “bolle in pentola”.
Come ci aspettavamo, peraltro, la risposta è stata piuttosto dinamica: tolto il coperchio la reazione ha mostrato tutta la sua virulenza.

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Bologna la città più "ecosostenibile" d'Italia. Seguono Firenze e Parma. Fanalini di coda Taranto, Sassari e Catania

Se smog e inquinamento rimangono un'emergenza in molte città italiane, in altre le politiche per una mobilità sostenibile cominciano a decollare. È quanto emerge dal terzo Rapporto "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città italiane", elaborato da Euromobility con il contributo di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. "Questo terzo rapporto - ha detto Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility - ha registrato qualche passo in avanti sulla strada dell' eco mobilità.

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