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Mercati

In Italia la benzina è fra le più care d'Europa e la situazione dovrebbe peggiorare ancora

Il prezzo della benzina, nell'ultimo mese è sempre più al centro di discussioni e polemiche. I consumatori vedono il prezzo del carburante salire continuamente e, mentre frugano nel portafogli, cercano invano di scoprire il colpevole dei continui rincari. La spesa sempre maggiore è responsabilità delle Compagnie petrolifere o delle tasse statali? E, soprattutto, come si può risolvere il problema del continuo aumento dei prezzi? Molte Compagnie hanno aumentato i prezzi di benzina e gasolio in Europa e l'Italia sta pagando salatamente questi rialzi. Vediamo, insieme, la classifica dei 27 Paesi europei, secondo le rilevazioni del Portale Europeo dell'Energia. Il diesel italiano è in assoluto fra i più cari del continente. Il costo medio per la Peni- sola è calcolato a 1,22 euro al litro, ed è superato solo da Grecia (1,25), Danimarca (1,24) e Germania (1,23). Calcolando però solo il prezzo al netto delle imposte, l'Italia, con 60 centesimi è superata solo da Grecia (64), Portogallo (61), e Finlandia, (61).

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Dopo l’impennata del week end di Pasqua il Governo ipotizza la via del Decreto Legge

Una gran brutta sorpresa nell’uovo di Pasqua hanno trovato gli italiani quest’anno! Dopo la tregua di un anno sul prezzo dei carburanti alla pompa, con una puntualità che rasenta la beffa, proprio mentre stava per “decollare” il week end pasquale, sono iniziati a risalire i prezzi di benzina e diesel per un aumento al pieno che supera i 10 euro al confronto con lo stesso periodo dello scorso anno.
Pronta la levata di scudi da parte delle Associazioni di consumatori (Adusbef e Fecerconsumatori) che hanno evidenziato la discrepanza fra l’aumentato prezzo del carburante alla pompa e il prezzo del petrolio (che sostanzialmente è rimasto invariato da gennaio). Sul banco degli imputati l’Unione Petrolifera accusata di speculare sulle tasche dei cittadini, che ha preventivamente risposto stigmatizzando come “palesemente infondate e finalizzate esclusivamente ad un facile consenso dell’opinione pubblica soprattutto nell’imminenza di periodi festivi” le accuse rivoltele.
Intanto, sul fronte istituzionale, dopo la pausa elettorale s’è riaperto il dibattito sulle “liberalizzazioni” da varare nei prossimi mesi e una, guarda caso, riguarda proprio la ristrutturazione della rete dei carburanti che giace da tempo in un limbo molto comodo per alcuni e molto poco per altri.
Ebbene, proprio l’emergenza rincari delle ultime settimane ha offerto l’occasione al Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’Energia, Stefano Saglia, per ipotizzare il ricorso ad un apposito Decreto Legge.

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Ma arriva la doccia fredda dal Governo: niente da fare per il 2010

I grandi mercati europei tirano le somme di un 2009 caratterizzato ovunque dagli incentivi alla rottamazione di vetture vecchie, più inquinanti e meno sicure dei nuovi prodotti oggi presenti sul mercato. Germania e Francia hanno chiuso con ampi attivi (rispettivamente +23,2% e 10,7%), l'Italia ha tenuto, ripetendo praticamente i risultati del 2008, mentre Regno Unito (-6,4%) e Spagna (-17,9%) hanno contenuto la flessione grazie a misure tardivamente varate. E l'apporto di questi mercati consente all'Europa dell'automobile di chiudere il mese di dicembre - secondo quanto comunicato dall'ACEA - con 1.074.438 immatricolazioni (+16%) e l'intero anno con 14.481.545 unità (-1,6%). In Italia sono state immatricolate 2.158.010 vetture, con una flessione ridotta al solo -0,2%. Il risultato è dovuto alle importanti misure di sostegno, che hanno consentito la rottamazione e il successivo acquisto incentivato di oltre 900.000 vecchie vetture con oltre 10 anni di anzianità, con un netto miglioramento dei valori ponderati di CO2, scesi di oltre 8 punti a 136,6 g/km, rispetto ai 144,8 del 2008, mentre nel solo mese di dicembre il valore medio è stato di 133,5 g/km.

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Da aprile previsto anche il crollo delle immatricolazioni

Dopo i risultati positivi incassati alla fine del 2009, per il mercato dell’auto l’aria sta cambiando. La primavera si preannuncia difficile e il 2010 tutt’altro che un anno positivo.
Eppure a guardare i dati delle immatricolazioni non si direbbe. Con un balzo mensile del 30,2% delle immatricolazioni sul 2009, il 2010 è iniziato, infatti, meglio di come si era concluso l’anno scorso. Anche a febbraio i dati registrano un segno positivo: + 20,6% con 200.560 unità immatricolate, contro le 166.320 di febbraio 2009. Ma i dati non devono trarre in inganno. Sui numeri, viziati dagli ordini inevasi registrati a fine 2009, pesa ancora l’ondata positiva degli ecoincentivi scaduti a fine anno. Il segno positivo di gennaio e febbraio è dovuto, quindi, alla coda delle immatricolazioni di vetture acquistate ancora con gli incentivi, scaduti dal 1° gennaio per i nuovi ordini ma efficaci sulle immatricolazioni fino a fine marzo. Se poi si analizzano anche i dati degli ordinativi sull’ottima performance di febbraio si insinua l’ombra di un triste presagio, quello di un mercato destinato al declino. A febbraio è infatti evidente la forbice tra immatricolazioni e ordini: mentre le immatricolazioni sono cresciute, gli ordini, 145.000 in totale, sono infatti crollati del 35% rispetto al 2009. Secondo un primo scambio di dati tra ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) nel primo bimestre dell’anno gli ordini si attestano a 270.000 con una contrazione del 25% circa rispetto alla media dei primi due mesi del 2009. Il crollo del mercato è dietro l’angolo, secondo l’ANFIA. “La reale situazione del mercato auto in questo momento - ha dichiarato Eugenio Ranzelli, Presidente di ANFIA - non è fotografata dalle immatricolazioni, che derivano dalla mole di ordini accumulati grazie agli incentivi del 2009, quanto dagli ordini, che a febbraio sono in calo del 35% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Quando il portafoglio di inevasi verrà smaltito, senza un’uscita graduale dalla fase degli incentivi ci si può attendere una caduta importante del mercato, confermata anche dall’attuale trend negativo degli ordini. Considerando l’assenza di interventi, questo ci porterà al massimo ad un mercato di 1.7-1.8.800.000 unità immatricolate a fine anno con un rallentamento significativo anche dei veicoli a trazione alternativa, in particolare del metano, che sono più che triplicati nel confronto tra 2008 (7%) e 2009 (22%), interrompendo in tale modo un processo virtuoso di trazioni tecnologiche che contribuiscono in termini ambientali e di abbattimento del CO2”. Anche l’UNRAE non è ottimista sul futuro dell’auto in Italia. Lo stesso Direttore Generale, Gianni Filipponi, non usa mezzi termini nel descrivere le prospettive del mercato, a seguito della decisione governativa di porre fine agli incentivi alla rottamazione: “La cancellazione dei bonus per questa tipologia di vetture porterà ad una forte flessione delle vendite che darà vita ad un difficile 2010 per i concessionari e anche ad una forte riduzione delle forze di lavoro dei produttori italiani di questi sistemi di alimentazione. Il taglio netto ad ogni tipo di sostegno al rinnovo del parco e al miglioramento ecologico del circolante rende ancor più difficile un anno che già preannunciava difficoltà”. Il vero andamento del mercato sarà evidente a partire da aprile, quando le immatricolazioni rifletteranno il bassissimo livello di acquisizione ordini del gennaio-marzo.

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Maggior efficienza, trasparenza e controllo. Questi i vantaggi del nuovo sistema informatizzato che manda in soffitta il cartaceo

Il flusso informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali dice addio al vecchio sistema cataceo e con il SISTRI, il nuovo Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali, apre alla tecnologia e all'innovazione. Dalla produzione allo smaltimento, grazie al nuovo sistema di tracciabilità elettronico, il rifiuto speciale potrà essere monitorato in ogni passaggio della filiera produttiva. I vantaggi? Massima visibilità al flusso dei veicoli in entrata e in uscita dalle discariche, ovvero maggior trasparenza, efficienza, controllo, prevenzione, ma soprattutto maggior garanzia di legalità.

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