Il mercato automobilistico ha tenuto il passo, ma l’appuntamento con il livello ante-crisi (16 milioni di immatricolazioni) è rimandato ai prossimi anni, in quanto le previsioni per il 2019 non sono positive.

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Nonostante le turbolenze generali e lo scenario macroeconomico, nei 28 Paesi dell’Unione Europea, a cui si sommano i tre dell’Efta il 2018 ha registrato 15.624.486 autovetture nuove (-0,04%), in linea con le 15.630.555 del gennaio-dicembre 2017.

Ad un primo semestre 2018 in crescita del 2,8%, ha fatto seguito un secondo semestre in frenata a -3,3%.
Anche i 5 major market, che rappresentano il 72% del mercato europeo, hanno chiuso il 2018 in flessione, con un calo dei volumi dello 0,8%.
Riportano un segno negativo Regno Unito (-6,8%), Italia (-3,1%) e Germania (-0,2%), mentre crescono i mercati di Spagna (+7%) e Francia (+3%).
Buono l’andamento di crescita per quasi tutti i Paesi dell’Est Europa.

Fattore comune ai cinque maggiori mercati nel 2018 è la contrazione delle immatricolazioni di auto diesel: -30% nel Regno Unito,-21% in Spagna, -17% in Germania, -15% in Francia e -12% in Italia, con un calo complessivo del 18,9% in Europa Occidentale

Secondo il Centro Studi Promotor, il risultato annuale del mercato auto europeo è abbastanza positivo, perché l'anno appena trascorso è stato caratterizzato da 3 criticità che hanno penalizzato lo sviluppo delle vendite di autovetture:
- la congiuntura economica: pur rimanendo positiva, è gradualmente peggiorata;
- l’introduzione dal 1° settembre del nuovo sistema di omologazione WLTP: diverse case automobilistiche hanno avuto problemi di fornitura;
- la demonizzazione del diesel: per motivazioni più ideologiche che di reale tutela dell’ambiente, molti proprietari di vetture diesel da sostituire ne hanno rinviato la sostituzione nella speranza che la campagna contro questo tipo di motorizzazione rallentasse o nella speranza di trovare una soluzione efficiente come il diesel sul piano dei costi e della possibilità di impiego.

Il mese di dicembre è stato invece caratterizzato da una contrazione delle vendite dell’8,7% con 1.038.984 immatricolazioni, rispetto alle 1.138.225 dello stesso periodo 2017.
È il quarto mese consecutivo in flessione per il mercato auto europeo, che prosegue la tendenza al ribasso iniziata con l'introduzione del WLTP a settembre.
Tranne l'Italia (+2%), tutti i major market vedono la domanda di auto contrarsi nell'ultimo mese dell'anno.

L’appuntamento con il livello ante-crisi, quando le immatricolazioni erano 16 milioni, con ogni probabilità non è rimandato al 2019, ma agli anni successivi in quanto le previsioni non sono positive.

Le prospettive per il 2019 indicate dai principali analisti europei – ha dichiarato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – vedono un andamento delle vendite sostanzialmente piatto, tra lo 0,6% e l’1,3% di crescita verso il 2018, ma la maggior parte dei rischi sono al ribasso e interessano in particolare le incertezze legate alla Brexit e conseguentemente gli impatti sulle vendite di nuove auto, principalmente nel Regno Unito”.

“Per l’anno 2019, considerando che il mercato europeo è fortemente guidato dalla domanda domestica – ha commentato Paolo Scudieri, Presidente dell'ANFIA – il rallentamento dell’economia nei Paesi UE potrebbe avere un impatto significativo sulle vendite di nuove auto. La rapida transizione verso una mobilità a zero emissioni indotta dalle normative sull’abbattimento delle emissioni di CO2, poi, rischia di avere un impatto negativo sull’occupazione nell’automotive europeo, che conta circa 13,3 milioni di addetti, se non gestita attraverso adeguate politiche a sostegno dell’industria”.


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