Nonostante il risultato di aprile, lo stato di salute del mercato auto rimane preoccupante.

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Dopo 3 mesi consecutivi di flessioni, il mercato auto italiano registra il primo segno positivo del nuovo anno.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il mese di aprile ha chiuso a +1,5% con 174.412 immatricolazioni rispetto alle 171.887 di aprile 2018 e archiviando il primo quadrimestre dell’anno con una flessione del 4,6% a 712.196 unità rispetto alle 746.689 del primo quadrimestre 2018.

Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato circa il 39% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato l’8,7% dei volumi di vendita mensili.

Quest’anno aprile ha avuto un giorno lavorato in più rispetto allo stesso mese del 2018, che in termini di immatricolazioni vale circa il 4,5% del totale mensile.
È dunque evidente che, al netto dell’effetto di calendario, il risultato di aprile sarebbe stato in calo e quindi in linea con i risultati negativi dei primi 4 mesi del 2019.

“Nonostante il risultato di aprile – ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – lo stato di salute del mercato auto rimane preoccupante e lo stimolo derivante dagli incentivi Ecobonus, peraltro indebolito dall’effetto negativo del Malus sulle vetture a più alte emissioni, potrà attenuare solo parzialmente gli impatti negativi di un contesto economico in peggioramento”.

“Il dato di aprile – ha spiegato Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor - non muta la situazione complessiva del mercato dell’auto che, dopo il calo del 2018, dovrebbe far registrare nel 2019 una contrazione del 5,8% portando le immatricolazioni da 1.910.564 del 2018 a quota 1.800.000 a fine 2019, un livello non sufficiente per assicurare il corretto rinnovo di un parco circolante di oltre 39 milioni di autovetture come è quello italiano”.

Secondo il Centro Studi Promotor, le ragioni principali di questa situazione sono essenzialmente due:
- il quadro economico che resta molto preoccupante nonostante la piccola crescita del Pil (+0,2%) nel primo trimestre dell’anno,
- la persistente demonizzazione del diesel che crea un notevole disorientamento negli automobilisti che devono sostituire un’auto diesel e non trovano sul mercato una soluzione altrettanto conveniente.

Il dato complessivo del primo quadrimestre a -4,6% fotografa quindi correttamente lo stato di salute del mercato auto che, a sua volta, si riflette in un andamento dell’economia nazionale che si sta muovendo fra recessione, stagnazione e crescita modestissima.

“I segnali che le nostre aziende stanno percependo nel quotidiano contatto con il mercato non sono positivi - ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto - e lo conferma il fatto che la fiducia di famiglie e imprese sta calando. In questo contesto c’è poi il macigno delle clausole di salvaguardia e del possibile aumento dell’IVA. Aumentare l’IVA sulle autovetture significa non solo aumentare la tassazione sugli autoveicoli, in Italia già molto pesante, ma nello specifico introdurre un aggravio medio di 630 euro a veicolo”.

Analizzando il mercato dal punto di vista dei canali di vendita, emerge che i privati sono in aumento del +2,8% (+4,2% nel cumulato da inizio anno) con una quota di mercato del 54,1%, mentre le immatricolazioni a società si riducono del -30,2% (-25,7% da inizio anno) per effetto della consistente diminuzione delle auto-immatricolazioni di case e, in parte, dei concessionari.
La crescita di aprile è dovuta soprattutto alla forte ripresa del noleggio che registrando +22,8% inverte in misura consistente il trend dei primi mesi (-6,8% da inizio anno).

L’analisi della struttura del mercato di aprile sotto il profilo delle motorizzazioni, conferma una drastica riduzione delle vetture diesel (-22,5%), con una quota del 40,5% del totale (43,1% nel cumulato gennaio-aprile) e del metano con decrementi del 26,6% ad aprile e del 41,4% nel primo quadrimestre.
Le immatricolazioni di auto a benzina crescono, invece, del 32,8%, seguite da ibride (+31,1%) e Gpl (+13%), mentre le automobili elettriche registrano una notevole crescita (+385%) per effetto dell’applicazione dell’ecobonus governativo che, nei mesi precedenti, aveva determinato lo stop in attesa dell’effettiva operatività delle misure incentivanti.
Tuttavia, la quota di rappresentatività del segmento elettrico resta modestissima sia nel mese di aprile (0,7%) che nel cumulato gennaio-aprile (+0,3%).

Infine, continua a crescere la CO2 media ponderata: +5,4% in aprile a 118,9 g/km e +6,5% in gennaio-aprile a 120,2 g/km.
Se analizziamo il mercato per fascia di CO2, infatti, i risultati di aprile (mese nel quale si sono verificate l’apertura della piattaforma e l’emanazione del Decreto attuativo per l’ottenimento dell’Ecobonus) sono ancora influenzati dall’immatricolazione di vetture ordinate prima del 1° marzo.
Le vetture fino a 70 g/km, che beneficiano del Bonus ma godono già di una loro crescita fisiologica, hanno mostrato immatricolazioni quasi triplicate (+269% in aprile e 1.718 unità), ma anche le fasce penalizzate dal Malus continuano ad evidenziare forti incrementi: +137% per quella da 161 a 175 g/km, +31% da 176 a 200 g/km, +113% da 201 a 250 g/km, +12% quella oltre i 250 g/km.

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