Sul risultato hanno pesato l’incertezza determinata dal periodo pre-elettorale, i dati economici complessivi del Paese e lo stato di oggettiva confusione della clientela nella scelta della motorizzazione più adatta alle proprie esigenze di mobilità.

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Il mercato auto italiano, dopo un leggero segno più ad aprile, è tornato in territorio negativo.
Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a maggio le immatricolazioni di autovetture sono state 197.307 rispetto alle 199.692 dello stesso mese 2018, con una flessione del 1,2%.
Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato circa il 38% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato il 10,6% dei volumi di vendita mensili.

Il dato di maggio è comunque coerente con l’andamento dell’economia e porta il consuntivo dei primi 5 mesi del 2019 a quota 910.093 con un calo sullo stesso periodo del 2018 del 3,8%.

“Il bilancio non è positivo – ha commentato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – ma occorre considerare che la crescita dell’economia italiana si è esaurita alla fine del primo semestre 2018 per lasciare spazio ad una sostanziale stagnazione. Le previsioni ufficiali per il 2019 indicano una crescita del Pil dello 0,2%, ma anche se la previsione fosse corretta si tratterebbe di una crescita assolutamente insufficiente, non solo se confrontata con la crescita del 2017 (+1,8%), ma soprattutto se si considera che a fine 2018 il Pil italiano doveva ancora recuperare il 50% del calo determinato dalla crisi deflagrata nel 2008. D’altra parte speculare con l’andamento del Pil è anche l’andamento delle immatricolazioni di autovetture che nel 2018 devono ancora recuperare il 50% del calo innescato dalla grande crisi”.

“Salvo il piccolo aumento registrato ad aprile per effetto del giorno lavorativo in più, - ha spiegato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto - il dato di maggio ritorna in linea con i dati negativi registrati nel primo trimestre dell’anno, confermando la debole dinamica del mercato del tutto coerente con una situazione economica di stagnazione. Per quanto riguarda il significativo calo delle immatricolazioni a privati, sul risultato è plausibile che abbiano pesato l’incertezza determinata dal periodo pre-elettorale, i dati economici complessivi del Paese che vedono il PIL in diminuzione dello 0,1% su base annua e lo stato di oggettiva confusione della clientela nella scelta della motorizzazione più adatta alle proprie esigenze di mobilità, influenzata dai messaggi contrastanti”.

Analizzando i canali di vendita, infatti emerge che i privati sono scesi del 7% (+1,7% nel cumulato gen-mag 2019), con una quota di mercato del 52,9% in flessione di 3,5 punti rispetto alla quota maggio 2018; il canale società ha subito un calo del -14,8% (-23,5% da inizio anno), con una quota di mercato del 15,4% in discesa di 2 punti nel mese.
In crescita, invece, a maggio il canale del noleggio con +22,3% (-1% nel cumulato), con una quota di mercato del 31,6% in salita di 6 punti nel mese.

“Ci auguriamo – ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – che il Governo possa finalmente porre l’attenzione dovuta ad un settore nevralgico per il sistema economico del nostro Paese, attivandosi con interventi sulla fiscalità delle auto aziendali, tema sul quale la nostra Associazione si batte da molti anni. Riteniamo che la revisione della fiscalità sia una delle leve strategiche per lo sviluppo e il rilancio delle imprese italiane, aumentandone la competitività anche nei confronti di quelle straniere che, non solo beneficiano di una detraibilità totale dell’IVA sulle auto aziendali, ma anche di maggiori deducibilità. Misure del genere potrebbero rappresentare un volàno per incentivare le imprese ad aumentare gli investimenti e di conseguenza anche uno strumento per accelerare il rinnovo del parco circolante, che al momento presenta tassi di sostituzione assolutamente insufficienti”.

Nell’attuale fase di mercato sulle immatricolazioni di autovetture continua a incidere la demonizzazione del diesel che in Italia ha effetti meno pesanti che in altri paesi europei, ma comunque significativi, e si concretizza in un calo della quota sulle immatricolazioni delle auto diesel e in un calo delle quotazioni del diesel usato.

Sul fronte alimentazione, infatti, a maggio continuano a calare a doppia cifra le immatricolazioni di autovetture diesel (-20% con 20.000 unità in meno rispetto a maggio 2018), con una quota del 42%, mentre prosegue il trend di crescita della benzina (+22,5% con una quota di mercato del 44%). Nei primi cinque mesi dell’anno, il diesel segna una contrazione del 24%, mentre per le auto a benzina l’incremento è del 24%.
Le alimentazioni alternative rappresentano il 14,4% del mercato di maggio e sono in crescita dell’8% nel mese e, nel cumulato, rappresentano il 13,7% delle nuove registrazioni, in crescita del 7%.
Prosegue il trend di crescita delle immatricolazioni di autovetture a Gpl, ibride ed elettriche, mentre risultano in calo quelle a metano.

Infine, a maggio il mercato dell’usato ha registrato un calo del 7,5% rispetto a maggio 2018 con 373.676 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari.
Negativi anche i primi cinque mesi del 2019, con 1.854.525 di trasferimenti di proprietà e una flessione del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2018.

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