Le immatricolazioni a luglio sono in calo dell'0,1%, mentre il consuntivo dei primi sette mesi chiude a -3,1%.

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Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a luglio il mercato italiano dell’auto totalizza 152.800 immatricolazioni, in calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2018.
Negli ultimi 3 giorni del mese è stato immatricolato quasi il 40% del totale mercato (nei due mesi precedenti la percentuale era stata intorno al 38%), mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato il 15,1% dei volumi di vendita mensili.

Il consuntivo dei primi 7 mesi chiude invece con un calo più consistente con 1.235.698 unità verso le 1.274.598 del gennaio-luglio 2018 e una flessione di circa il 3,1%.

Il fatturato relativo alle vetture immatricolate nei primi 7 mesi segna un calo del 2% con 27 miliardi di euro rispetto ai 27,5 miliardi dello stesso periodo 2018.
Conseguentemente, la perdita di IVA per le casse dell’Erario ammonta a 100 milioni di euro (-2%).

Il quadro economico è indubbiamente il più importante fattore di freno del mercato automobilistico italiano ma anche la demonizzazione del diesel sta inducendo molti proprietari di auto diesel a rinviarne la sostituzione ormai matura sia perché non esiste sul mercato una soluzione conveniente e versatile come il diesel sia perché le quotazioni dei diesel usati sono in calo.

“Pur avendo a disposizione un giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno, - ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto - le immatricolazioni a luglio chiudono in ribasso, consolidando il trend negativo dei primi sette mesi del 2019, con una perdita del -3% rispetto allo scorso anno: il mercato dell’auto conferma lo stato di salute dell’economia del Paese a cui certamente non fanno bene le incertezze della politica”.

Con un clima di fiducia delle imprese ai minimi e la crescita zero stimata dall’Istat, le prospettive per l’automotive non sono rosee.

Secondo l'Unrae, il mercato delle autovetture dovrebbe raggiungere un totale annuo di circa 1.860.000 immatricolazioni con una flessione del 2,6%, mentre l’ultima previsione del Centro Studi Promotor indica un calo del 4% sul 2018 e di ben il 26,4% sul massimo ante-crisi del 2007.

Sul fronte delle alimentazioni, si registra un record negativo per le autovetture diesel che toccano, nel mese, la quota di mercato più bassa da settembre 2001, pari al 37% (a luglio 2018 la quota era del 50,8%). In termini di volumi, la flessione riportata è del 27% a luglio e del 24% nei primi sette mesi del 2019.
Al contrario, le vetture a benzina aumentano nuovamente le vendite nel mese, chiudendo a +35%, con una quota del 45% e volumi in rialzo del 26% nel cumulato.
Da segnalare, invece, come record positivo, la quota di penetrazione raggiunta a luglio dalle autovetture ad alimentazione alternativa, 18%, la più alta dal 2015, con volumi in crescita del 13%, che portano la chiusura dei primi sette mesi del 2019 a +8%.
A questo risultato mensile hanno contribuito, in particolare, le autovetture a GPL (+12%), le autovetture ibride tradizionali (+14%, nonostante si tratti della crescita più bassa del 2019), le vetture a metano (+18%, che tornano ad avere segno positivo dopo quasi un anno), e le vetture elettriche pure (+47%, dopo una media di +156% nei quattro mesi precedenti, da quando è in vigore l’ecobonus, e una quota dello 0,6%).
Nel complesso, calano dello 0,8% le autovetture ricaricabili (elettriche e ibride plug-in).

Per quanto riguarda i canali, le immatricolazioni a privati sono in risalita (+7,8%), il noleggio registra +3,7% mentre le società archiviano circa una flessione del -19% in scia ad una diminuzione consistente delle auto-immatricolazioni di case e concessionari.

Infine, il mercato dell’usato totalizza 379.028 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari a luglio 2019, registrando un calo dell’1,4% rispetto a luglio 2018.
Nei primi 7 mesi del 2019, i trasferimenti di proprietà sono 2.556.245, il 5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.


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