Prosegue il calo delle alimentazioni diesel in Ue, la benzina si conferma il carburante più diffuso e cresce la domanda di alimentazioni elettriche.

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La benzina continua ad essere la tipologia di alimentazione più scelta per le nuove immatricolazioni europee a discapito del diesel che travolto dagli scandali prosegue il suo calo nelle preferenze e contro l'avanzata delle alimentazioni elettriche.

Sono questi, in sintesi, i dati forniti da ACEAEuropean Automobile Manufacturers Association nell'ultima comunicazione diramata in data 4 settembre che evidenzia: -16,4% per le alimentazioni diesel; +1,7% per quelle a benzina e + 35% per il comparto elettrico nel secondo trimestre 2019.

Auto a benzina e diesel.
Prendendo in considerazione i cinque principali mercati automobilistici d'Europa (Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna) e la variazione percentuale rispetto al secondo trimestre 2018, si osserva che ovunque, ad eccezione della Germania (- 5%), la domanda di alimentazioni a benzina è cresciuta ampliando la sua quota di mercato dal 56,7% al 59,5% nel secondo trimestre del 2019.

Il Paese dove si è registrata la variazione percentuale maggiore è l'Italia (+ 27,4%), seguita dalla Francia (+ 5,6%), dalla Spagna (4,3%) e dal Regno Unito (0,6%).
Anche i Paesi dell'Europa centrale hanno visto un aumento della domanda di veicoli a benzina, con una crescita delle immatricolazioni relative del 7,2%.

All'opposto è considerevolmente calato il numero di auto diesel immatricolate in Ue (- 16,4% pari a 1,3 milioni di unità) con una quota di mercato specifica che è scesa dal 36,3% nel secondo trimestre del 2018 al 31,3% quest'anno.

Dei cinque principali mercati dell'eurozona è la Spagna quello dove si è registrato il calo maggiore nella domanda di alimentazioni diesel (- 28,1%), l'Italia è in seconda posizione (- 21,2%) seguita dalla Francia (- 17,65) e dal Regno Unito (- 17,3). In Germania, viceversa, si è assistito ad una leggera ripresa della domanda di alimentazioni diesel (3,5%).

Tuttavia la domanda di alimentazione diesel è profondamente diminuita nei Paesi tradizionalmente più attenti alla sostenibilità e all'ambiente.
Nei Paesi Bassi la variazione percentuale in negativo sfiora il 41% (- 40,8%), seguita dalla Finlandia (-30,3%), dalla Danimarca (- 30,1%).

Veicoli a propulsione alternativa (APV).
Durante il secondo trimestre 2019, le immatricolazioni di auto a propulsione alternativa, nel complesso, in zone Ue hanno mostrato una forte crescita (+ 28,5%). Sono stati immatricolati 98.553 ECV - Electric Chargeable Vehicles, con una crescita del 35,6% rispetto allo scorso anno.

Queste le performance di cinque principali mercati: Italia in testa (110,15); seguita da Spagna (58,7%), terzo posto alla Germania (48,5%), seguita dalla Francia (36,1%). Il Regno Unito segna addirittura un risultato negativo (-17,7%).

Le vendita di veicoli elettrici a batteria (BEV) sono quasi raddoppiate rispetto al secondo trimestre 2018 (+ 97,7%) con l'Italia che guida la classifica (193,5%), seguita dalla Spagna (144,2%) che distanziano di gran lunga la Germania (86,2%), il Regno Unito (67,2) e la Francia (47,8%).

Invece, cala la secondo trimestre 2019 la domanda di immatricolazioni di ibridi plug-in (-13,6%).
Anche in questo caso è l'Italia ad aver ottenuto il risultato migliore in termini di variazione percentuale (18,5%), seguita da Francia (12,7%), Germania (11%) e Spagna (3,6%). Anche in questo caso il Regno Unito mostra un calo a due cifre (-43,8%).

Le immatricolazioni di veicoli elettrici ibridi (HEV) mostrano ottimi risultati in questo secondo trimestre 2019: + 38,2% pari a 210.348 unità vendute da aprile a giugno di quest'anno. In questo segmento è la Germania ad aver dimostrato le performance migliori (87,8%), seguita dalla Spagna (32,7%), dall'Italia (29,4%) e dal Regno Unito (26,8%). In ultima posizione della cinquina di riferimento si piazza la Francia con appena un 14,3%.

Per quanto riguarda le immatricolazioni di auto a GPL, a gas naturale e a bioetanolo, nel complesso, sono rimaste invariate nel secondo trimestre, principalmente a causa del forte calo della domanda di veicoli a gas naturale (NGV).

In sintesi, tutti i cinque maggiori mercati automobilistici dell'UE hanno registrato un aumento significativo delle immatricolazioni di veicoli a propulsione alternativa. La Germania, con un 60,7% ha registrato i guadagni percentuali più elevati, sostenuta dalla forte domanda di veicoli elettrici ibridi, seguita dalla Spagna (+ 35,8%) e dalla Francia (+ 20,0%), mentre l'Italia (9,7%) e il Regno Unito (8,3%) crescono solo con risultati ad una cifra. 

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