Sull'aumento di immatricolazioni di settembre hanno inciso un giorno lavorato in più e il confronto son settembre 2018 fortemente indebolito dall'entrata in vigore delle nuove norme di omologazione WLTP.

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Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a settembre sono state immatricolate 142.136 auto, in crescita del 13,4% rispetto alle 125.355 del settembre 2018.
Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 46,9% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato il 16,4% dei volumi di vendita mensili.

Questo risultato positivo di settembre non deve trarre in inganno, in quanto il confronto avviene con un mese del 2018 in cui il mercato era crollato del 25% a causa delle problematiche connesse all’entrata in vigore delle nuove norme di omologazione WLTP.
In quei mesi infatti si scontava l’accelerazione delle immatricolazioni che vi era stata nell’agosto precedente per la corsa delle case automobilistiche ad immatricolare il maggior numero possibile di veicoli non in regola con la nuova normativa sull’omologazione WLTP che sarebbe entrata in vigore nel settembre successivo.

Questa vicenda ha influenzato anche il dato dell’agosto scorso in cui si è registrato un calo del 3,1% per effetto di un confronto con il 2018 gonfiato da un surplus di immatricolazioni di vetture non in regola con la nuova normativa WLTP.

Nonostante il risultato di settembre, il bilancio del 2019 resta in rosso: i primi 9 mesi dell’anno sono in calo dell’1,6% con 1.467.668 immatricolazioni rispetto alle 1.491.745 del gennaio-settembre 2018.

Ovviamente il fatto che da ben 12 anni il mercato italiano dell’auto, contrariamente a tutti gli altri mercati automobilistici dei paesi avanzati, si stia mantenendo su livelli di immatricolazioni assolutamente insufficienti ad assicurare la regolare sostituzione delle auto da rottamare ha determinato un forte invecchiamento del parco circolante con conseguenze gravi sulla sicurezza della circolazione e sull’inquinamento atmosferico.

“Quello che preoccupa – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto – è l’assenza, fino ad oggi, di una chiara strategia politica che prenda in considerazione i vari fattori connessi al ciclo economico, industriale e del mercato auto per realizzare, attraverso delle riforme ben congegnate, una leva di crescita importante per il Paese e per la difesa dell’ambiente. Il tema della cd mobilità sostenibile e del rinnovo del parco auto va affrontato in modo strutturato a livello nazionale e senza demagogia. Assistiamo, invece, al continuo attacco ai motori diesel, ritenuti responsabili della cattiva qualità dell’aria delle nostre città, soprattutto da parte di molte amministrazioni locali che, in nome della salvaguardia ambientale, ne stabiliscono il progressivo blocco alla circolazione. La contrazione delle auto diesel di ultima generazione sta determinando, al contrario, un aumento della CO2, per effetto dei motori benzina che sono in costante crescita e di un ritmo di rinnovo del parco auto più anziano e inquinante che è troppo lento, senza lo spostamento significativo della domanda di auto verso sistemi di alimentazione green”.

Sul fronte alimentazione, a settembre, le autovetture diesel mantengono un calo a doppia cifra (-13%), portando la flessione, nei primi nove mesi del 2019, a -24%, con una quota del 36,4% a settembre, la più bassa da giugno 2001.
Aumentano, invece, le vendite di auto a benzina, che crescono del 30% nel mese, rappresentando il 45% del mercato, e del 27% nel cumulato.
Nuova quota record, nel mese, per le auto ad alimentazione alternativa, 18,8%, la più alta da dicembre 2014, con volumi in crescita del 59% a settembre e del 13% nei primi nove mesi del 2019.
Le auto GPL crescono sia a settembre, +50%, sia nel cumulato, +10%, e le autovetture a metano, sono quasi triplicate nel mese, ma restano in calo del 19% nel cumulato. La loro quota sul totale mercato è del 2,5%.
Infine, le ibride di tutti i tipi e le auto elettriche, con una crescita del 48% a settembre, rappresentano l’8,6% del mercato, una quota record.

L’analisi della struttura del mercato dal punto di vista dei canali mostra in settembre un recupero a doppia cifra degli acquisti dei privati (+13,6%) e un incremento del 2,2% nel cumulato dei 9 mesi.
Gli acquisti del noleggio recuperano in settembre buona parte di quanto perso lo scorso anno, registrando un incremento del 23,7% in volume, grazie soprattutto alla spinta del lungo termine.
Infine, le società sono caratterizzate da un modesto recupero nel mese (+3,5%), ma ancora in forte flessione nel cumulato (-16,2%).

Il mercato dell’usato infine totalizza 338.957 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a settembre 2019, registrando un calo dello 0,1% rispetto a settembre 2018. Nei primi nove mesi del 2019, i trasferimenti di proprietà sono stati 3.131.638, il 4,9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.

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